Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 51/2016

24 dicembre 2016

Il regalo dell’ultimo minuto: una Birra di Natale. Alcuni consigli!

Il regalo dell’ultimo minuto: una Birra di Natale. Alcuni consigli!


 

Ok, lo ammetto, mi sono fatta un po’ scappare la mano. Quando a inizio dicembre ho deciso che  per i regali di Natale quest’ anno avrei fatto  solo  birre (che suona un po’ come “non fiori ma opere di bene”) pensavo di risolverla facilmente.

“Quest’ anno birre di Natale per tutti”, semplice, originale, fa fine e non impegna.

Già…ma quali birre?

Il panorama è ampissimo, anche solo rimanendo nel territorio. Figuriamoci a volerci spostare un po’. E per i gusti? Più fruttata, più speziata, più cioccolatosa, più simile ad un vino da dolce, più alcolica, da servire calda, fredda, tiepida, o da abbinare con panettone, pandoro, uvetta, dolci alle mandorle, dolci al cucchiaio…o per una semplice bevuta serale.

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E così per fare un’ accurata selezione non ho avuto altra scelta: assaggiarle tutte, o quasi.

E cominciamo dalla mia zona con la Nat-Ale del birrificio Laval di Avvigliana (TO), una barley wine da oltre 10 °, colore ruggine intenso con riflessi arancio caratterizzato da una certa opacità. Il corpo è pieno e cremoso,  molto speziata con aromi di cardamomo, cannella e buccia d’arancia. Il gusto avvolgente con finale caldo e morbido di alcol richiama subito l’ atmosfera natalizia delle serate in famiglia o con amici.

Subito nella valle accanto troviamo la “Festassa” del birrificio Aleghe di Coazze (TO), una dunkel molto corposa da 7,5°, con malti aggressivi e speziatura fine. Un’ equilibrio perfetto da risultare beverina anche per i palati più delicati.

Come non citare lo storico Beba di Pinerolo (TO) con la sua Birra di Natale. Un’ ambrata carica, molto limpida, da 8°. Naso ricco con sentori di rosa, viola, frutti rossi, lamponi. In bocca colpiscono la sua densità e l’intensità dei sapori: miele, pesca sciroppata, nocciola.

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Per gli amanti del cioccolato invece troviamo la Choco Noel del birrificio Costantina di Castellazzo Bormida (AL). Protagonista le fave di cacao, ma anche il malto caramello e la tostatura perfettamente riuscita. Il sapore di cioccolato maschera benissimo i suoi abbondanti 8°. E per i palati più sofisticati ed esperti degna di menzione sicuramente la A Renna Glush di Loverbeer (Marentino – TO). Toni dominanti sono mosto di vino, cannella, chiodi di garofano, anice stellato e buccia d’ arancia. Acidula al naso, lievemente acetica al palato, equilibratissima nel suo stile, ottima anche nella versione brulee calda.

E continuiamo la rassegna con “A Christmas Carol” del birrificio “LaPiazza” di Torino , caratterizzata dall’aggiunta di cannella , cardamomo, pepe rosa e fiori d Ibisco, con lievito da bassa fermentazione utilizzato ad alte temperature, 8° secchi e decisi. Passando poi per la birra di Natale Antoniana (Padova), per gli amanti dei gusti mandorlati. E dalla “Lullaby” di Retorto (Piacenza), con aromadi cacao e vaniglia; dalla Astral Beer di Elvo (Biella) dopple bock da 7,5° al gusto di toffee. Per concludere con la Moonrise di Civale (Alessandria), ramata, schiuma densa e pannosa. Aroma intenso e armonico di frutta matura, spezie e una decisa nota luppolata. Pericolosamente beverina a dispetto dei suoi 9°.

E così tra una degustazione e l’altra sono arrivata al 24 dicembre. Con i regali sono ancora al punto di partenza. In compenso il gastroenterologo mi aspetta per un check-up completo…ovviamente dopo le feste!

Francesca Sferrazza Papa
Info autore

Francesca Sferrazza Papa

Torinese di adozione, siciliana di origine, sono nata di venerdì 17, ed è sempre stata la mia fortuna.
Con qualche ritardo dovuto ad attività lavorative di vario genere (spesso volontarie), esperienze di fuga all’ estero e scappatelle di gioventù, mi sono laureata in “Scienze della Comunicazione”, indirizzo multimediale. Per oltre dieci anni ho scritto per giornali sportivi, dapprima on line e poi su carta stampata, fino a diventare caporedattrice e responsabile marketing di un settimanale regionale (ei fu).
Ho lavorato a lungo come commerciale in vari settori: editoria, risorse umane, informatica. Attualmente aiuto un’ amica nella gestione di un locale per bambini e famiglie, con l’ obiettivo di implementarne le attività e introdurre aspetti originali, tra cui la presenza di birre artigianali abbinate alla cucina.
Tra le mie passioni vi sono la musica, i viaggi, il calcio, la bici e ovviamente le birre. Ho persino chiamato il mio gatto “Birra”, ambrata per la precisione (è un rossiccio, razza europea, faccia da furbetto, potrebbe trattarsi di una Doppelbock).
La mia passione per le birre artigianali è nata qualche anno fa in quel di Piozzo. Da allora è stato un crescendo di ricerca e affinamento, che mi ha portato l’ anno scorso a frequentare il corso di degustatrce professionale e conseguire l’ attestato, dopo un esame tutt’ altro che innocuo.
Parallelamente ho iniziato a viaggiare per birre, fino quasi ad organizzare i miei viaggi in funzione di queste. Belgio, Repubblica Ceca, Franconia…solo alcune delle ultime tappe. Ma non trascuriamo l’ Italia, i weekend tematici in occasione di eventi birrari, le ricerche sul territorio.
Oggi vorrei approfondire maggiormente l’ aspetto dell’abbinamento cibo-birra, del resto la cucina è l’ ultima scoperta tra le mie passioni.