Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 15/2017

11 aprile 2017

BBF e IBF, pro e contro di due rivali per caso

BBF e IBF, pro e contro di due rivali per caso


 

Gli appassionati lombardi di birre artigianali hanno vissuto nelle giornate del 7-8-9 aprile 2017 un momento di particolare intensità sul fronte degli eventi; per dirla col gergo proprio di questo mondo, la comunità era assolutamente in fermento. Al di là delle battute pietose, il sopracitato trittico di date ha visto andare in scena un non preventivato (almeno inizialmente) “duello” a distanza tra due eventi assolutamente attesi e dalla grande attrattiva, che andremo a citare in doveroso ordine alfabetico: il Brianza Beer Festival, svoltosi a Mariano Comense e l’Italian Beer Festival, celebratosi nella consueta cornice milanese.
La sovrapposizione, se volessimo proseguire con le battute più basiche che ci possano venire in mentre, è stata una divina coincidenza, dato che a provocarla è stato proprio l’avvento nel milanese di Sua Santità, con tutto il carrozzone di blocchi, limiti e pressione antropica sparsi che ne sono derivati. Da qui la prevedibile scelta, da parte di IBF, di spostare le date di svolgimento dell’evento, inizialmente previste dal 24 al 26 marzo 2017, fissandole in concomitanza con la kermesse brianzola.

Che sia stata vera volontà di “sfida” o semplice coincidenza non è affar nostro, ma dato che la sovrapposizione si è effettivamente verificata, abbiamo deciso di proporre ai nostri lettori un divertente confronto, assolutamente non tecnico ma squisitamente informale, tra queste due realtà. Anche perchè, con nostro grandissimo piacere, la nostra redazione è stata presente a entrambi sul finir della tenzone, precisamente il 9 aprile 2017. Ecco, punto per punto, la nostra visione su quanto andato in scena.

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ACCESSIBILITA’, SERVIZI, LOCATION E ATMOSFERA
BBF: Arrivati nel pieno pomeriggio, abbiamo avuto un po’ difficoltà nella ricerca del parcheggio, dato che il tutto si è svolto in prossimità del centro di Mariano Comense, con la derivante limitatezza delle aree adibite ad accogliere grandi flussi di persone. L’evento in sè si è svolto presso il Palazzo delle Esposizioni di Mariano Comense, una struttura che risultava assolutamente azzeccata per il cortile interno (dedicato allo stret food), un po’ meno per gli spazi al chiuso, dove di fatto i vari espositori erano distribuiti in stanze più o meno ampie su più piani, forse un po’ troppo spartane nella “scenografia” e che talvolta offrivano una sensazione di eccessivo “soffocamento”, laddove quelle di metratura minore andavano ad affollarsi. Nessun problema per le numerose toilette sparse sia fuori che dentro (e si sa quanto sia importante questo elemento quando ci si fa carico di assaggiare l’impossibile) per un pubblico assolutamente eterogeneo nella sua composizione: dalla famiglia (!), al sommellier, passando per il vecchietto che ne ha viste tante e arrivando al metallaro beone. Ingresso 10 euro con 5 gettoni omaggio e bicchiere con tanto di tracollina dedicata inclusi nel prezzo.

IBF: Parcheggio agevole in serata nei pressi degli East End Studios. La location scelta opta per un unico e spazioso open space con al centro un palco con performance e musica live e sui lati gli espositori. In particolare quest’anno è si è voluto promuovere sul palco un evento nell’evento, ovvero il primo Hypelife Music Festival, organizzato dal collettivo milanese Hypelife all’insegna della musica, della danza, con workshop e live painting.. Sicuramente la scenografia risultava di maggiore impatto sia per le luci che per le personalizzazioni di praticamente tutti gli stand presenti, anche se la presenza della componente “live” ad alto volume compromette in parte la possibilità di chiaccerare in compagnia senza sgolarsi. Servizi comodi e adeguati, con una platea dell’evento principalmente costituita da giovani e comitive di ragazzi. Ingresso 8 euro con 2 euro di cauzione obbligatoria per bicchiere e tracollina.

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BIRRE
BBF: Birrificio Italiano, Bi-Du, Brewfist, Hammer, Canediguerra, Croce di Malto, Legnone, Gaia, Diciottozerouno, Hibu, War, The Wall, Vetra, Kamun.

Quasi tutti i birrifici, eccezion fatta per poche realtà (citiamo ad esempio Kamun), hanno optato per una proposta il più possibile “easy”, con prodotti beverini (golden e pils) e la scelta di strizzare molto l’occhio al mondo delle ipa.

IBF: Bq, Picobrew, Sensolibero, Extraomnes, Settimocielo, Beer In, Croce di Malto, L’inconsueto, La Buttiga, Retorto, Trubes, Jeb, Otus, Valcavallina, Birrificio Pavese, Toccalmatto, Amiata, B Four, Epica, Ortyx, Birrificio degli Ostuni, Trubes

La proposta di generi, sebbene sempre dominata dalle ormai onnipresenti ipa, ci è sembrata più varia, grazie alla presenza di realtà forse dalla tradizione più eterogenea.

CIBO
BBF: Urban Fish, Dai Bravi Ragazzi, Piada On the road, The Dulcibus

La proposta food era ampia (con attenzione anche al mondo veg) e ben caratterizzata dalla scelta di valorizzarla all’interno di un apposito cortile

IBF: PQ; Bq de Nott; Lo Scarrozzino; Porky, Jumbo Mex

Proposta food un pochino più dispersiva e classica nelle scelte a disposizione, sebbene presente con un buon numero di operatori.

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COMMENTO FINALE
Sebbene la sopracitata sovrapposizione di date abbia generato questo scherzoso confronto, la realtà mostra, a nostro avviso, due eventi con filosofie di partenza probabilmente differenti. Se volessimo utilizzare una metafora musicale, si potrebbe dire che il BBF è un pezzo country, mentre l’IBF assume i contorni del rock. Tirando le somme entrambi gli eventi, a nostro avviso, hanno centrato con una buona efficacia i presunti target di riferimento: più generalista e “tranquillo” il primo, più giovane e “movimentato” il secondo.

Sul fronte della proposta beverage&food, i due appuntamenti lombardi non hanno avuto nulla da invidiarsi reciprocamente, anche se con alcune peculiarità proprie che abbiamo cercato di evidenziare in precedenza. Ad ogni modo quelle che ci teniamo a sottolineare, al di là delle singole manifestazioni in esame, è comunque l’ottimo stato di salute del mondo delle birre artigianali in Italia, data l’evidente buona risposta da parte del pubblico. Se è vero che sul fronte della quantita e della qualità della proposta ormai possiamo dire di essere assolutamente all’avanguardia in Europa, non resta che aspettare che la celeberrima creatività mostrata dai mastri birrai del Bel Paese assuma una forma un pochino più organica; la via potrebbe essere quella di spingere verso la scoperta di stili ancora poco bevuti in Italia, focalizzando la varietà della proposta proprio in quest’ottica, piuttosto che sulla semplice aggiunta di ingredienti esotici a ricette piuttosto mainstream (la questione ipa forse sta iniziando a sfuggire un po’ di mano, così come la propensione alla luppolatura…).

Certamente l’offerta è figlia della domanda, ma è anche indubitabile che è compito degli operatori del mercato (noi giornalisti compresi) stimolare la curiosità dei consumatori, educandoli verso la piena comprensione del potenziale organolettico del “prodotto birra”. Insomma applausi per BBF e IBF, complimenti agli esposititori e appuntamento per tutti all’anno prossimo. Magari con qualche ingrediente in meno e qualche idea in più.

Matteo Chiamenti
Info autore

Matteo Chiamenti

Giornalista pubblicista, classe 1984, nel corso degli anni scrive di principalmente di finanza per testate specializzate (Bluerating, Advisor, ProfessioneFinanza), pur dedicandosi parallelamente anche a collaborazioni nell’ambito dello sport, del cinema, dell’economia, della politica e dei videogiochi (Tuttomercatoweb e Milannews, il Cibicida, Tgcom, il Democratico, Ultimate Team Fifa Italia).

Nel tempo libero è polistrumentista (chitarra, tastiera, voce) per il gruppo di musica elettronica Noise Under Dreaming, con il quale si dedica alla composizione di colonne sonore per il cinema e le aziende.

Appassionato da sempre di enogastronomia, si infatua per il mondo delle birre artigianali scoprendole nel corso degli svariati “terzo tempo” fatti con la squadra di rugby dei Babbyons, nella quale gioca come centro.

Iscritto a Unionbirrai, nel 2017 svolge il corso di primo livello di degustazione birra.