Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 28/2016

15 luglio 2016

Corso in “Brewing and Distilling” all’Università di Edimburgo

Corso in “Brewing and Distilling” all’Università di Edimburgo


 

Questo è il secondo articolo dedicato all’esplorazione dei corsi in “Brewing Science” in campo internazionale ed oggi parliamo di un corso storico, tenuto presso l’Università di Heriot-Watt, a Edimburgo, con la dottoressa Annie Hill.

 

Buongiorno Annie, prima di tutto grazie per questa intervista. Vorrei incominciare la chiacchierata con una breve introduzione sulla tua esperienza nel settore birrario. Qual’è stato il tuo primo contatto con la birra e quando hai deciso di intraprendere una carriera in questo settore?

Mio padre era un grande appassionato di Newcastle Brown Ale e di molte altre birre artigianali locali e, di conseguenza, le prime birre che ho assaggiato sono state queste; per quanto riguarda i distillati, la mia prima esperienzaè stata con un whisky torbato dell’isola di Islay. Essendo cresciuta a Edimburgo sono venuta a conoscenza del corso in Brewing Science di Heriot-Watt (conservo ancora l’inserto del giornale sull’apertura del Centro Internazionale di Scienze della Birra e dei Distillati!) e, arrivata all’ultimo anno di liceo, ho deciso di fare un progetto in chimica delle fermentazioni.

Scrissi a molti birrifici di Edimburgo e Graeme Fisher mi invitò a visitare i laboratori di Heriot-Watt (allora parte delle TennentCaledonianBreweries) e decisi che quella era la mia strada.

Una volta intrapreso il mio percorso universitario, scelsi un indirizzo in microbiologia, conclusosi con un dottorato di ricerca. Terminato il dottorato lavorai per qualche tempo in un’azienda privata studiando un vaccino per l’influenza bovina. Ma, quando il mio contratto era vicino alla scadenza, arrivò una chiamata da Heriot-Watt che mi propose di occuparmi dello sviluppo di un programma a distanza in Brewing e Distilling e non mi feci scappare l’occasione!

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L’università di Heriot-Watt è una delle poche a offrire un master in Scienze della Birra e credo l’unica a includere anche i distillati. Potresti spiegarci in breve la struttura e gli obiettivi del corso?

Esatto, il programma di Heriot-Watt è l’unico che include anche i distillati. Lo scopo del corso è di dare un’ampia copertura di tutti gli aspetti relativi alle materie prime, preparazione del mosto, fermentazione, distillazione, filtrazione e packaging; in aggiunta abbiamo anche dei corsi di gestione aziendale e della produzione. Tutti gli studenti hanno la possibilità di accedere ai nostri impianti pilotaper la produzione di birra e distillati (nei nostri laboratori e in un birrificio commerciale). Inoltre, il corso propone svariate esercitazioni microbiologiche e di maltazione.

L’obiettivo dei nostri programmi è quello di fornire ai nostri studenti una conoscenza approfondita delle scienze relative alla produzione di birra e distillati, accompagnate da un’infarinatura di gestione aziendale e buone abilità pratiche per poter competere con successo nel mondo del lavoro.

 

Potresti farci qualche esempio di ricerche attualmente in corso nel vostro dipartimento?

I programmi di ricerca sono in genere focalizzati sugli aspetti biochimici e microbiologici dei processi produttivi di birra e distillati. Un esempio di progetto conclusosi di recente è quello concernente il recupero e riutilizzo di proteine ed energia dai sottoprodotti delle distillerie. Siamo anche coinvolti nello sviluppo di svariati prodotti tra cui gin alla frutta e aromatizzati con moltissime specie botaniche differenti. Abbiamo inoltre dei programmi di ricerca in collaborazione con l’industria che includono il “Knowledge Transfer Partnership with Edinburgh Gin” e un programma di dottorato in collaborazione con Brewdog. Nuovi programmi di dottorato saranno annunciati nei prossimi mesi.

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Fare una carriera in questo settore è un sogno per molte persone ma l’industria è in grado di assorbire tutti questi neolaureati? E, dopo il diploma, gli studenti intraprendono maggiormente un percorso nel campo birrario o dei distillati?

Siamo molto fieri di poter dire che il 90% dei nostri diplomati sono assunti nei primi sei mesi dopo il termine degli studi. La destinazione varia da posizioni junior a contratti di apprendistato, a consulenze o apertura di nuove attività commerciali. Negli ultimi anni c’è stato un grande incremento di diplomati ma questo è avvenuto in parallelo con un aumento della richiesta da parte del mondo del lavoro. Lo sviluppo della birra e dei distillati artigianali sta inoltre portando a un rinnovato interesse verso i malti speciali e le molteplici varietà di luppolo e credo che questo sia un ottimo momento per chi lavora in questa industria!

 

Avete anche qualche programma di orientamento al mondo del lavoro?

Certamente! 5 anni fa abbiamo inaugurato il programma “Fit for work”, costituito da una serie di eventi che coinvolgono moltissimi professionisti del settore. Le persone che sono invitate a parlare variano da ex-studenti che hanno aperto microbirrifici o microdistillerie a rappresentanti di grandi industrie di settore.

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Come sai, in Italia la birra è diventata una bevanda molto popolare e ci sono molti birrifici artigianali che producono birre fantastiche. Magari, qualche aspirante mastro birraio sta leggendo questo articolo e potrebbe essere interessato ai vostri corsi. Potresti dare dei contatti per chi volesse porre delle domande a riguardo? Avete anche dei profili Social?

I contatti per i nostri corsi sono Dr James Bryce (j.h.bryce@hw.ac.uk) e Dr Annie Hill (A.Hill@hw.ac.uk). Potete trovare ulteriori dettagli su nostro sito www.icbd.hw.ac.uk o sul nostro profilo Twitter @ICBDatHWU

Attraverso questo link potrete accedere a un tour virtuale dell’impianto pilota.

 

Stefano Occhi
Info autore

Stefano Occhi

Classe 1984, milanese di nascita, ora a Nottingham per inseguire un sogno…diventare birraio di professione.
Il motivo del trasferimento oltremanica è l’iscrizione ad un prestigioso master in “Brewing Science and Practice” della durata di un anno.
Per quattro anni project manager in una grande multinazionale agricola, ha mollato tutto e, dopo essersi sposato con Irene, è partito verso il Regno Unito.
Il viaggio verso Nottingham è durato qualche settimana. I due freschi sposi hanno infatti scelto di non prendere un comodo aereo ma, attraversando in bicicletta il cuore d’Europa, hanno visitato luoghi di grande fascino e millenaria cultura vinicola e birraia come l’Alsazia, il Belgio e l’Inghilterra.
Stefano, laureato in agraria e con esperienze in campo vinicolo, ama bere ma soprattutto produrre birra, affascinato dal mix di creatività e scienza.
A settembre, terminato il master, vorrebbe proseguire la sua esperienza nel Regno Unito o in altri paesi di grande cultura e fascino birraio ma, in presenza di una giusta occasione, non esiterebbe a tornare in Italia.
Stefano (Stef in UK), corrispondente di Giornale della Birra in terra inglese, racconterà di un paese di grande tradizione birraia, dove il movimento “craft” negli ultimi anni ha raggiunto numeri impressionanti, diventando il paese al mondo con più birrifici pro-capite (1 birrificio ogni 40 mila persone).