Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 41/2016

13 ottobre 2016

La fontana di birra di Žalec: un sogno per tutti i birrofili

La fontana di birra di Žalec: un sogno per tutti i birrofili


Se parliamo di Slovenia in ambito birrario, il primo nome che viene in mente a tutti è sicuramente Laško, la cittadina conosciuta in tutto il mondo per le sue terme e la sua birra dall’inconfondibile lattina verde.

Ma la Slovenia, con la birra, ha un rapporto molto più vasto ed articolato: la valle della SpodnjaSavinja è infatti molto famosa per le sue estesissime coltivazioni di luppolo, che si possono ammirare praticamente lungo ogni strada della regione, con le loro alte strutture che servono d’appoggio alle piante durante la loro crescita.

Centro nevralgico di questa “valle dell’oro verde”, come viene altrimenti chiamata la Savinja, è una cittadina di nomeŽalec, che si trova a circa 20 km dalla più nota Laško.

Già sede dell’Ecomuseo della coltivazione del luppolo e dell’industria della birra della Slovenia, dal 6 settembre di quest’anno Žalec ospita anche la prima fontana di birra d’Europa: non potevamo non andare a vedere di persona di cosa si tratta.

Situata a pochi passi dalla chiesa del paese, all’interno di un giardino pubblico che costeggia la strada principale, la “Fontana dell’Oro Verde” è formata da due semicerchi di cemento, uno da cui escono dall’alto zampilli di acqua, un altro da cui spuntano cinque spine pronte a spillare birra, e un rubinetto utile a risciacquare il boccale degli avventori dopo ogni assaggio. Sono stati installati anche dei pannelli esplicativi in sloveno e inglese, in cui tra le altre cose viene spiegato il funzionamento della fontana e vengono raccontate la storia dei luppoli e delle birre che si possono assaggiare.

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Il boccale va acquistato in un baracchino lì accanto, oppure in altri esercizi commerciali convenzionati,e con esso vengono forniti cinque buoni, il tutto per il prezzo totale di 6 euro.

Per poter assaggiare le diverse birre bisogna chiedere aiuto a dei ragazzi gentilissimi sempre presenti in loco: per attivare il riempimento del boccale posizionano sotto il bicchiere di ogni visitatore un microchip con cui danno comando alle diverse spine di erogare la birra, in quantità modesta a dire il vero, ma perfetta per degustare i prodotti senza il rischio di incorrere in un’ubriacatura già da metà mattina.

La meraviglia più grande è stata quella di scoprire che non viene spillata birra qualsiasi, ma sono stati scelti cinque diversi tipi di birra, provenienti da cinque diversi birrifici sloveni: ci hanno spiegato che lo scopo principale di questa nuova attrazione, oltre al fatto di incentivare il turismo di Žalec, era quello di far scoprire al pubblico che la Slovenia birraria non è da ridursi solo alle classiche Laško e Union, ma è formata da tante piccole realtà artigianali che danno nuovo lustro al Paese, e per questo meritano di essere conosciute ed apprezzate da più persone possibili. Sono stati scelti solo prodotti che contengono esclusivamente luppoli sloveni, o della confinante Stiria (in Austria).

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Scopriamo insieme quali birre si possono degustare presso la fontana di Žalec:

  • KUKEC – BIRRA TERMALE: prodotta dalla Laško per conto dell’Istituto di Cultura Sport e Turismo di Žalec (ZKŠT Žalec) con l’acqua termale della città omonima, questa birra è nata nell’Ottocento grazie al birraio Simon Kukec: originariamente molto forte, tanto da essere considerata la prima birra ad alto tasso alcolico della Slovenia, oggi non supera il 5,8% e viene prodotta con l’utilizzo esclusivo di luppoli della Savinja. Di colore marrone scuro, presenta una schiuma cremosa e di color sabbia e ha un gusto pieno, morbido e tendente al dolce.
  • TEMNO KOVAŠKO LAGER: prodotta dal birrificio Hotel podRogio di Zreče, nel 2004 ha vinto un premio in Ungheria in una competizione internazionale di piccoli birrifici e, ad oggi, il suo creatore AleksanderPogorevc è ancora l’unico custode della ricetta di questa birra. Quasi nera, l’aroma ben definito di cioccolato e caramello, unito al sentore tostato, la rendono facilmente collegabile ad una stout. La percentuale alcolica è del 5,6%
  • MEDENO SVETLO PIVO – BIRRA AL MIELE: presentata dal birrificio Kratochwill di Lubiana, questa birra associa ai luppoli sloveni un altro prodotto tipico del Paese, ovvero il miele. Prodotta seguendo i dettami dell’industria birraria ceca (da cui proviene la famiglia Kratochwill), questa birra è leggera, dorata e con una bella schiuma persistente. Il dolce del miele è smussato da sentori erbacei e floreali, tanto da renderne piacevolmente amaro il finale. Alcol 5,8% vol.

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  • BAKRENI MEDIUM ALE – MEDIUM COPPER ALE: il birrificio Adam Ravbar di Domžale è molto famoso nel mondo dei piccoli birrifici sloveni, essendo uno dei più longevi. La fontana ospita la loro ultima creazione, una Medium Copper Ale (5,8% vol.) di ispirazione americana, ambrata, dalla schiuma persistente. Sentori di citrico ed erbaceo accompagnano la degustazione di questa birra dal finale piacevolmente amaro e quasi maltato.
  • MAXIMUS IMPERIAL IPA: la birra più forte (alc. 9,0% vol.) presente nella Fontana dell’Oro Verde è prodotta dal birrificio Vizir di Črnomelj, famoso per la vasta varietà di birre proposte e per la continua sperimentazione di stili e ingredienti diversi. Di colore ramato, l’aroma risulta maltato e di pane, ed accompagna un gusto decisamente amaro che si unisce al grado alcolico insolitamente alto per questo stile.

Alla fine della degustazione potete tenere il boccale come souvenir di questa esperienza. Un boccale esclusivo, creato per l’occasione dal designer Oskar Kogoj.

La fontana, per ovvie ragioni climatiche, è aperta dal 1° aprile al 31 ottobre. Se avete in progetto un viaggetto in Slovenia, mettete nella vostra lista di cose da fare un bel giro in quel di Žalec, tappa ormai imperdibile per gli amanti della buona birra.

Alessia Baruffaldi
Info autore

Alessia Baruffaldi

“Ero una quasi astemia qualsiasi, fino a quando, alla “tenera” età di 23 anni, ho fatto conoscenza con una giraffa di Augustiner Oktoberfest…”

Nasce così la mia passione per la birra, più o meno 7 anni fa. E da allora non si è più fermata.
Solitamente, le donne si emozionano e si entusiasmano di fronte ad un negozio di vestiti, di scarpe, di profumi… Io mi entusiasmo davanti ad una libreria, a qualsiasi cosa che raffiguri dei gufi o la Scozia… e davanti ad uno scaffale pieno di bottiglie di birra!
E’ più forte di me, appena entro in un supermercato, vado subito in direzione del reparto birre, che solitamente viene sempre diviso dal reparto “vini&liquori”, e proclamo il mio insindacabile giudizio: in questo supermercato vale la pena che io ritorni?
Comincio a passare in rassegna ogni cambio di colore delle etichette, ed esploro, esploro, esploro.
A volte con piacevolissime sorprese e scoperte di nicchia, e quando poi esco dalla cassa con 4-5 bottiglie mi sento soddisfatta e felice come una bimba che ha svaligiato un reparto di caramelle, o una fashion-addicted che ha trovato un paio di Louboutin al 90% di sconto.
Stessa sorte tocca ai locali che frequento: come decido se vale la pena ritornarci? Semplice! Do un’occhiata al listino delle birre che propongono alla spina o in bottiglia e, se possibile, faccio una perquisizione visiva diretta del frigo. Se tengono solo birre da supermercato, prendo un’acqua frizzante, e mentalmente pongo un bollino sulla porta dello sventurato pub con scritto “MAI PIU’”.
E’ decisamente snob come cosa, lo so, ma è più forte di me.
Ormai tra i miei amici sono considerata LA “birramaniaca” (anche se c’è chi beve molto più di me!). Vedono la passione che ci metto nel provare gusti nuovi, nell’informarmi sui vari birrifici, nel collezionare le bottiglie delle birre che ho assaggiato (al momento sono circa a 280, ma sarebbero molte di più se ogni volta che vado in un pub poi avessi il coraggio di chiedere di portarmi via il vuoto a perdere, ma non è molto carino girare fuori da un pub con una bottiglia di birra vuota in mano senza sembrare un’ubriacona!), leggo, sperimento, cerco di partecipare al maggior numero di fiere birrarie che la distanza (e ahimè,il mio portafogli) mi permettono…

Insomma, coltivo più che posso questa mia passione, forse un po’ insolita per una ragazza, ma che ci posso fare se mi trovo più a mio agio tra gli scaffali di un beer shop, piuttosto che in un negozio di vestiti?
Per questo ho aperto da qualche mese un mio blog sul fantastico mondo della birra artigianale (avventurebirrofile.altervista.org), supportato dalla pagina Facebook de Le avventure birrofile della Ale.