Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 47/2016

22 novembre 2016

32 Via dei Birrai: il primo birrificio artigianale a dedicare le bottiglie ai non vedenti

32 Via dei Birrai: il primo birrificio artigianale a dedicare le bottiglie ai non vedenti


 

A Pederobba, in provincia di Treviso nel “lontano” 2006 ha mosso i primi passi un birrificio artigianale con una filosofia molto particolare: 32 Via dei Birrai. Sotto la guida del mastro birrario Fabiano Toffoli e l’inventiva dei soci Loreno Michielin, Alessandro Zilli, infatti, si è perseguital’intenzione didecontestualizzare il concetto di “birra”, azzerandolo e ridefinendolo per creare un nuovo linguaggio, capace di distinguersi al consumatore nell’infinito panorama del mondo birrario. Da sempre quello che l’ha contraddistinta è la sperimentazione aldilà della banalità: dalla scelta del contenitore alla veste grafica, dalla proposta degli abbinamenti culinari al posizionamento del prodotto.

Oggi, il birrificio ha voluto fare un passo in più rispetto alla consuetudine e ha deciso di rinnovare le bottiglie della gamma in produzionea beneficio dei non vedenti. Una iniziativa degna di essere conosciuta, che non poteva sfuggire all’attenzione di Giornale della Birra.

In esclusiva per i nostri lettori, l’intervista a Loreno Michielin, socio fondatore e direttore commercialeche ci accompagna in una visita virtuale al birrificio:

 

Loreno, il vostro birrificio è una tra le realtà produttive con la storia più lunga della tua regione: come è nato il vostro progetto e come si è evoluto in circa dieci anni di attività? Quali prospettive per il futuro?

32 Via dei Birrai nasce dall’idea comune di cambiare lo stile della birra artigianale, aprendola a mondi diversi che potessero arricchirla di nuovi contenuti e significati, senza però mai perdere la propria natura. Abbiamo cominciato che eravamo in 3 soci, oggi possiamo contare su oltre 100 collaboratori che credono e partecipano del nostro progetto. Insieme abbiamo fatto di 32 un brand internazionale, espressione di un nuovo e originale stile di fare la birra. E non ci fermeremo qui: continueremo ad investire nella ricerca di nuove tecniche per migliorare i processi produttivi e offrire una qualità ancora più alta. La birra è un prodotto ancora troppo spesso svalutato, che merita di avere invece un maggiore spessore.

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Molto interessante la vostra filosofia produttiva che spazia tra 8 differenti birre: quale filo conduttore le accomuna? Spicca anche la produzione di un aceto di birra: come nasce?

Abbiamo cercato di offrire delle birre, tutte non pastorizzate né filtrate, che potessero essere accomunate da una complessità olfattiva che si accompagna ad una certa freschezza al palato offrendo un gusto e un sapore intenso che le rende facilmente riconoscibili come birre 32.

Oltre alle nostre 8 – Curmi, Audace, Oppale, Nebra, Atra, Admiral, Nectar, Tre+Dure –abbiamo deciso di ampliare la nostra offerta con Ace To 32, un aceto di birra. È un prodotto molto diffuso in nord Europa e infatti è proprio lì che l’abbiamo conosciuto. In Italia siamo stati i primi a realizzarlo, in collaborazione con un’acetaia di Modena. Per il suo carattere unico Ace To 32 piace molto agli chef e agli appassionati di cucina.

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Materie prime: come effettui la selezione degli ingredienti per raggiungere l’eccellenza delle vostre creazioni? Quali sono le peculiarità dell’impianto di produzione?

La selezione degli ingredienti è opera del nostro mastro birraio Fabiano Toffoli: italo-belga con una formazione da agronomo, vanta una grande competenza tecnica che si è arricchita negli anni grazie alla lunga esperienza maturata. Fabiano individua e seleziona le migliori materie prime per gli ingredienti dei prodotti a partire ovviamente dal luppolo di qualità altissima proveniente dal Belgio e certificato noOGM.

Da sempre siamo molto attenti alla sostenibilità del nostro impianto, investendo continuativamente per renderlo meno impattante per l’ambiente: è un risultato importante per noi essere riusciti ad ottenere un approvvigionamento per l’impianto 100% green energy nel 2015. Siamo riusciti a diminuire del 40% l’utilizzo di acqua in produzione e oggi con Verallia, per la nuova bottiglia in Braille, abbiamo ridotto del 25% le emissioni CO2.

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Il vostro birrificio ha da sempre dedicato un’attenzione particolare ai temi connessi alla birra, all’ambiente, al consumatore: come si è sviluppato il progetto delle bottiglia di birra stampigliate con caratteri in braille?

L’iniziativa nasce dall’esperienza con un mio carissimo amico non vedente con cui ci siamo spesso confrontati sul problema di non poter riconoscere il contenuto di una bottiglia chiusa. Mi sono reso conto di quanto per me gesti scontati, come scegliere una bottiglia, possa invece rappresentare per lui una sfida difficilissima. Ho quindi pensato a come potevo aiutarlo e mi sono detto: perché non stampare direttamente sulla bottiglia, in braille, così che anche lui possa sapere immediatamente che cosa sta bevendo? Nasce così l’idea di rendere tutte le nostre birre riconoscibili e accessibili a tutti i non vedenti con il solo tatto.

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32 Via dei Birrai è uno dei pochi birrifici italiani che persegue la via delle certificazioni di prodotto e di processo: quali sono le garanzie che volete assicurare al consumatore attraverso tale strumento?

La qualità di 32 e la continuità che garantiamo di poter sempre gustare una birra il cui gusto rimane costante nel tempo sono per noi valori precisi che continuiamo a mantenere intatti giorno dopo giorno. I test che applichiamo sui nostri prodotti, come per esempio la cristallizzazione sensibile, e le certificazioni internazionali che abbiamo ottenuto – l’ISO 9001:2008 Dnv Sincert, slowBREWING, il noOGM – testimoniano il nostro impegno e la nostra passione che il consumatore riconosce e apprezza, sapendo che quello che facciamo rispecchia quello che siamo.

 

Maggiori informazioni sul Birrificio 32 Via dei Birraie possibilità di acquisto on-line sono disponibili sul sito web aziendale www.32viadeibirrai.it

Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Sono enologo e tecnologo alimentare, più per vocazione che per professione. Amo lavorare nelle cantine, sperimentare nuove possibilità, insegnare (ad oggi sono docente al corso “Mastro birraio” di Torino) e comunicare con passione e rigore scientifico tutto ciò che riguarda il mio lavoro. Grazie ad un po’ di gavetta e qualche delusione nella divulgazione sul web, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo portale. Non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Ma non solo, da qualche mese ho avviato un mio blog dedicato al vino
www.enologoin500.it, nel quale racconto dei vini, delle cantine e dei magnifici luoghi di Langhe e Roero, in cui ho il privilegio di vivere, in compagnia della mia vecchia Fiat 500 L gialla!