Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 07/2017

13 febbraio 2017

Aleghe: il birrificio di montagna!

Aleghe: il birrificio di montagna!


 

Giaveno è un piccolo comune della cintura  di Torino, che sorge alle pendici dell’arco alpino, più precisamente nella Val Sangone: un luogo tranquillo ed incontaminato, raffinato e rigenerante.

Ma Giaveno è un luogo degno di visita anche per gli amanti della birra artigianale di qualità: qui trova sede, infatti, il Birrificio Aleghe. Dal 2008 la piccola brasseria si è imposta come una delle realtà più dinamiche del territorio torinese, anche grazie alla particolare complicità del trio che la guida: Alessandro Mammi , Enzo  Canarelli e Roberto Carbonero  , coadiuvati da un paio di anni da Marco Biga promettente  futuribile birraio.

Da allora, il birrificio delle montagne alpine ha compiuto molta strada, espanso la propria capacità produttiva, cambiato sede, ed oggi ha una gamma molto ampia di birre in produzione, che spaziano tra vari stili tutti in bassa fermentazione , ma tutte accomunate dall’alta qualità delle materie prime, dall’attenzione nella gestione del processo di produzione e, quindi, dall’eccellenza nel bicchiere.

Di seguito l’intervista esclusiva concessa a Giornale della Birra da Enzo Canarelli, mastro birraio, che ci ha accolto con grande disponibilità e soprattutto con il saluto di benvenuto dialettale della zona: “Aleghe”.

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Enzo, il vostro birrificio è a tutti gli effetti definibile una “brasseria di montagna”.  Quali sono state le difficoltà ed i vantaggi derivati da questa situazione? Come ha inciso nella crescita commerciale e nel rapporto con il consumatore?

Il vantaggio principale è sicuramente il poter disporre della materia prima più importante di alta qualità, ovvero avere un’acqua caratterizzata da una grande leggerezza. Un ingrediente spesso trascurato, ma che in realtà è quantitativamente più importante in ogni birra e, quindi, capace di influenzare in grande misura il prodotto finito. Gli svantaggi sono quelli tipici di essere localizzati fuori dai grandi centri, sia logisticamente che commercialmente: è sicuramente più complicato farsi conoscere dal grande pubblico e dagli addetti ai lavori. Questo ha implicato nelle fasi iniziali di vita del birrificio, ma anche oggi, la necessità di dedicare più tempo ed impegno per farsi conoscere dai clienti e dai consumatori.

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La scelta delle materie prime per raggiungere l’obiettivo di realizzare birre di alta qualità è sicuramente un elemento fondamentale: come avviene il processo di selezione?

Diciamo che questo processo è avvenuto prevalentemente all’inizio, ovvero con la decisione di aprire il laboratorio di produzione in un luogo in cui fosse possibile attingere un’acqua di alta qualità. Poi, ovviamente, man mano abbiamo valutato i fornitori in base alle nostre esigenze privilegiando sempre la qualità al prezzo. Questo è un aspetto dinamico ed, in continua, messa in discussione, ovvero poniamo attenzione alla verifica delle caratteristiche di ogni ingrediente prima di utilizzarlo per la cotta.

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Il vostro birrificio ha saputo “cavalcare” il mercato e questo ha imposto delle trasformazioni, tra cui il recente abbandono della sede natia di Coazze: quali sono le caratteristiche del vostro attuale impianto produttivo?

Effettivamente la storia del nostro birrificio si divide tra la sede storica di Coazze, il luogo in cui tutto è nato e l’attuale laboratorio di produzione, che si trova nel comune di Giaveno a pochi Km dal primo insediamento. La scelta di cambiare sede è stata dettata da necessità prettamente produttive, ovvero all’incremento della produzione, a cui non potevamo far fronte se non ingrandendo la sala cottura e la cantina di fermentazione. Ora disponiamo di una sala cottura da 10 hl , di una sala fermentazione composta da 4 tini da 10 hl e 4 da 5 hl , un imbottigliatrice di ultima generazione e tre vaste celle refrigerate, che ci permetteranno di arrivare a produrre 1000hl annui agevolmente .

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Nelle vostre creazioni si fa uso anche di caffè, che è tostato presso una torrefazione locale: come è nato questo sodalizio?

Con la Torrefazione del Palio, nella persona di Luigi Maccagnan,  esiste una collaborazione di vecchia data, in quanto fornisce il caffè alla mia birreria da circa 15 anni. Ma non solo, abbiamo sviluppato dei rapporti anche con il maestro cioccolatiere Guido Castagna. Degna di nota per la particolare rilevanza anche la collaborazione con la Ditta Chialva, che ci fornisce la Menta di Pancalieri per la versione Estiva della “LA PILS”.

Tengo a precisare che questi sodalizi non sono stati ricercati per meri scopi commerciali, ma si tratta di collaborazioni nate dalla conoscenza e stima verso questi professionisti, data  dalla volontà  di impreziosire le nostre birre  con dei prodotti che sono un fiore all’occhiello della produzione artigianale di zona.

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La vostra impresa è a tutti gli effetti un portabandiera delle produzioni del Piemonte artigiano a livello italiano ed internazionale: quali prospettive e quali futuro immaginate per il settore craft?

Questa è una domanda da sfera di cristallo, ma speriamo che la birra artigianale italiana possa continuare a fare la sua crescita; certo la tassazione e la burocrazia italiana non aiutano! Elemento che porta speranza è che stiamo notando comunque un sempre crescente interesse da parte di categorie  di clienti e consumatori che fino a poco tempo fa non erano minimamente interessati al nostro settore: questo ci dice che il movimento ha lavorato bene negli anni e ci fa ben sperare per il futuro.

Maggiori informazioni sul Birrificio Aleghe e sul sito web aziendale www.aleghebirra.com e sui maggiori social network.

Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Sono enologo e tecnologo alimentare, più per vocazione che per professione. Amo lavorare nelle cantine, sperimentare nuove possibilità, insegnare (ad oggi sono docente al corso “Mastro birraio” di Torino) e comunicare con passione e rigore scientifico tutto ciò che riguarda il mio lavoro. Grazie ad un po’ di gavetta e qualche delusione nella divulgazione sul web, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo portale. Non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Ma non solo, da qualche mese ho avviato un mio blog dedicato al vino
www.enologoin500.it, nel quale racconto dei vini, delle cantine e dei magnifici luoghi di Langhe e Roero, in cui ho il privilegio di vivere, in compagnia della mia vecchia Fiat 500 L gialla!