Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 50/2016

16 dicembre 2016

B.A.V.: il birrificio di Venezia!

B.A.V.: il birrificio di Venezia!


 

B.A.V., un’insegna univoca che nel suo acronimo descrive l’essenza: Birrificio Artigianale Veneziano. La piccola brasseria veneta, nata nel 2012 dall’inventiva e dalla passione di Rudy Liotto e Dario Bona, in pochi anni si è distinta nel panorama birrario italiano, conquistando il palato di un folto numero di estimatori della birra ed ottenendo riconoscimenti di qualità nell’ambito di numerosi concorsi di qualità nazionali e non solo.

Con una gamma di birre in continua espansione, che oggi si compone di 9 referenze, di cui due stagionali, il Birrificio BAV inizia a guardare anche oltreconfine, con l’obiettivo di portare l’eccellenza artigianale brassicola italiana nel mondo.

Per conoscere meglio la piccola e giovane, ma dinamicissima brasseria di Venezia, Giornale della Birra ha incontrato Rudy e Dario, che ci hanno accolto con grande simpatia e disponibilità.

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Rudy e Dario: due giovani alla guida di una impresa tutta vostra, dinamica e sull’onda del successo. Come è nato il vostro progetto e quali sono i capisaldi della crescita del vostro birrificio in così poco tempo?

L’avventura della birra artigianale in provincia di Venezia è partita con noi: RudyLiotto, Dario Bona, Marco Vescovi e Luigi Zangrandi. Siamo quattro amici che nel 2012 hanno preso in mano le sorti del B.A.V. (acronimo di Birrificio Artigianale Veneziano). L’impianto di produzione, che si trova a Martellago nell’entroterra veneziano, aveva aperto i battenti già nel 2010 e io, Rudy, ero il birraio. Una partenza subito “lanciata” con importanti riconoscimenti in quello che è il concorso birrario più prestigioso in Italia, Birra dell’Anno, dove la chiara pilsner e l’ambrata bitter avevano ottenuto il massimo riconoscimento nelle loro rispettive categorie. Il tempo di assestarsi, mantenere la costanza qualitativa e assecondare le crescenti richieste ed ecco l’ingresso dei miei tre amici.

 

Tre aggettivi per descrivere le vostre birre. Quali sono gli elementi distintivi che le rendono così apprezzate dai consumatori, sia quelli più appassionati che i meno esperti? 

Dirette, semplici, definite.

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Come selezionate le materie prime e quali sono le peculiarità del vostro impianto produttivo nella costituzione della qualità globale delle birre BAV?

Le materie prime sono quelle che meglio ci permettono di creare ogni birra per come l’abbiamo pensata, tramite i nostri fornitori cerchiamo sempre le materie prime migliori. Per quanto riguarda l’impiantistica, è tutto molto semplice, essenziale, ma non è sempre un male, anzi. Anche se qualche miglioria aiuterebbe.

 

Siete reduci da un recente viaggio di lavoro a Copenhagen, durante il quale avete avuto l’opportunità di servire le vostre birre presso “Il Locale”: quali opportunità possono derivare oggi dal mercato straniero dei Paesi da cui l’Italia ha appreso la tradizione brassicola? 

America, Paesi scandinavi e Gran Bretagna hanno una scena birraria molto variopinta ed entusiasta, in continua ricerca di novità. Noi italiani di certo possiamo ben rappresentare una nuova manifestazione dello stesso caleidoscopico fenomeno.E il mercato estero, oltre a rappresentare un terreno di confronto con altri produttori e quindi un’occasione importante di arricchimento, può costituire una parte di quelle fondamenta che sono necessarie alla crescita del nostro birrificio.

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Infine, una considerazione e alcuni consigli per i tanti lettori con il sogno di avviare un proprio birrificio: quali prospettive per la birra artigianale italiana nel prossimo futuro? Quali suggerimenti potete dare ad un giovane come voi intenzionato a mettersi in proprio nel settore della produzione della birra?

Credo fortemente che la birra artigianale da fenomeno di costume diventerà col tempo parte della cultura di ciascuno. Chi sente il bisogno di esprimersi, di realizzarsi in un birrificio a mio avviso dovrebbe essere curioso, leggere tanto, assaggiare birre diverse, confrontarsi con le persone che già fanno parte di questo incredibile mondo. Tutto questo per definire la propria identità, che sarà ciò che renderà unico il progetto che si vuole realizzare. E, soprattutto, rimanere umili. Ma questo te lo insegna, volente o nolente, questa straordinaria vita.

 

Maggiori informazioni sulle birre B.A.V. e possibilità di acquisto on-line sono disponibili sul sito web aziendale www.bavsrl.it

Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Sono enologo e tecnologo alimentare, più per vocazione che per professione. Amo lavorare nelle cantine, sperimentare nuove possibilità, insegnare (ad oggi sono docente al corso “Mastro birraio” di Torino) e comunicare con passione e rigore scientifico tutto ciò che riguarda il mio lavoro. Grazie ad un po’ di gavetta e qualche delusione nella divulgazione sul web, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo portale. Non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Ma non solo, da qualche mese ho avviato un mio blog dedicato al vino
www.enologoin500.it, nel quale racconto dei vini, delle cantine e dei magnifici luoghi di Langhe e Roero, in cui ho il privilegio di vivere, in compagnia della mia vecchia Fiat 500 L gialla!