Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 27/2016

4 luglio 2016

Birra dei Diamanti: la firma ferrarese

Birra dei Diamanti: la firma ferrarese


 

 

Birra dei Diamanti è il progetto di beer firm di Pier Luigi Feggi e Antonio Grillo, che coniuga la birra con il territorio, la  storia e la cultura di Ferrara. Ma quale legame unisce la birra con Ferrara antica? In realtà,  Antonio Gazio  a Ferrara, nel lontano 1548, scrisse il primo  trattato italiano dedicato alla Birra, il famoso De Cerevisia Tractatio. Al momento sono cinque le birre proposte: scopriamole insieme al  fondatore di Birra dei Diamanti!

Pier Luigi , ripercorriamo più in dettaglio la genesi del  progetto: quali sono stati gli stimoli che ti hanno spinto ad avviare una beerfirm?

Cimentarsi nel lancio di una nuova impresa, indipendentemente dal settore in cui opera, è una grande sfida, che richiede sacrifici, investimenti, impegno nel superare mille ostacoli e difficoltà. Determinante, quindi, è stata la passione per la birra artigianale, la conoscenza delle materie prime e degli stili, la voglia di sperimentare le proprie ricette e di condividerle con i futuri clienti. La linea guida che ha dettato la traccia nella progettazione delle birre è stata la voglia di creare una birra che rispondesse alle mie coordinate: birra e cibo abbinati, come per i grandi vini.

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Le vostre birre sono un omaggio alla città di Ferrara: come si declina questo trait d’union nel concreto?

Le prime birre sono legate alla storia di Ferrara antica, che è molto presente anche oggi nella nostra vita quotidiana.Quindi in qualche modo un omaggio alle persone del Rinascimento che hanno caratterizzato la attuale fisionomia della città, di cui andiamo fieri. Ma ci sono anche la intenzione di utilizzare alcune materie prime del territorio,  come il grano biologico del Delta del Po, presente nella Blanche e nella Saison.

Materie prime: come effettuate la selezione degli ingredienti per raggiungere l’eccellenza delle vostre creazioni?

La selezione delle materie prime deriva dalla ricerca costante dei prodotti, sia quelli legati al nostro territorio sia quelli legati agli stili che produciamo. Ovviamente non basta essere solo certi della qualità della fornitura e, quindi, della fonte della materia prima. È necessario verificare, mediante continue sperimentazioni e tentativi di miglioramento, come esprimere al meglio le peculiarità proprie di ogni ingrediente, adattando la tecnologia, la tecnica, le dosi al fine di raggiungere l’equilibrio perfetto nella birra finita. La bevanda è un insieme complesso ed articolato di ingredienti, riuscire in questo obiettivo non è una impresa facile!

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Quali birrifici coinvolgete per la produzione e come va seguita la gestione delle cotte?

Attualmente lavoriamo con un birrificio del territorio, ovvero  il Birrificio Renazzese di Dosso. Andrea Govoni è anche un amico. La nostra presenza costante in produzione,  nelle fasi sia  prima, sia durante e dopo la cotta è determinante.

Parliamo delle tue birre: attualmente sono 5 in commercio. Come sono nate?

Esatto, la nostra gamma di prodotti comprende birre differenti, in grado di abbinarsi a vari piatti e soddisfare un’ampia ricercatezza di profumi e sapori da parte del consumatore. Duchessa Isabella è la Blanche da 5%  in volume di alcol, creata per gli abbinamenti con gli antipasti , il pesce crudo dell’adriatico  tipo canocchie e la pizza .Utilizza il grano biologico del Delta ferrarese della Cooperativa Bellini di Filo. Una birra leggera ed estiva. La Hercole 1° è una Saison dal profilo aromatico più complesso, speziata con pepe rosa e coriandolo, utilizza il grano biologico del Delta del Po ferrarese,  ideale da abbinare ai  primi piatti,  il pesce, le carni bianche ed i formaggi teneri non stagionati. La Lady Ale, è una American Ipa da 6,5° alcol, di colore ambrato, in cui trovano ampio uso i luppoli originali americani della WestCoast. Da Abbinare alle grigliate di carne e verdure, in stile country. La Cardinale Ippolito 1° è una Dubbel da 7°, di colore ambrato, fermentata con lieviti di abbazia. Definita birra da meditazione, da abbinare ai dessert con cioccolata amara ma va bene anche a tutto pasto, con funghi e tartufi.  Le birre che abbiamo prodotto in laboratorio e successivamente modificate fino al risultato atteso, poi sono diventate le birre della beer firm.

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Nuovi progetti brassicoli in cantiere?

La Lady Wave, una bionda in stile White Ipa, con un aroma particolare. Dedicata ai surfisti italiani, di 6,5°, da abbinare ai cibi di strada. Uscirà a giorni. La porteremo al Lido di Camaiore, a Capo Mannu ed a Fuerteventura, dove ci sono amici  surfisti  in azione. Verrà presentata in anteprima alla Business School di Bologna il 1° luglio per il Master in Scienza dell’Alimentazione in unione con Chef to Chef, l’Associazione che riunisce i 52 Chef stellati dell’Emilia-Romagna.

L’esperienza maturata sul campo come imprenditorivi permette di analizzare il settore della birra artigianale italiana da un punto di osservazione privilegiato: quali i vantaggi e le difficoltà di avviare un progetto di produzione della birra delegando la produzione a terzi, anziché con impianto proprio?

Per cominciare la nostra avventura abbiamo ritenuto che una gavetta con la beerfirm possa mantenere la concentrazione sul prodotto e non su questioni finanziarie. Così è molto divertente. Sono convinto che come inizio possa avere le sue motivazioni. Ovviamente è il mio sogno che vorrei condividere con Antonio e con alcuni amici della nostra Associazione, che si chiama Ferrara The Craftbeer City.

Maggiori informazioni su Birra dei Diamanti sono disponibili sul sito web aziendale www.birradeidiamanti.com

Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Sono enologo e tecnologo alimentare, più per vocazione che per professione. Amo lavorare nelle cantine, sperimentare nuove possibilità, insegnare (ad oggi sono docente al corso “Mastro birraio” di Torino) e comunicare con passione e rigore scientifico tutto ciò che riguarda il mio lavoro. Grazie ad un po’ di gavetta e qualche delusione nella divulgazione sul web, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo portale. Non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Ma non solo, da qualche mese ho avviato un mio blog dedicato al vino
www.enologoin500.it, nel quale racconto dei vini, delle cantine e dei magnifici luoghi di Langhe e Roero, in cui ho il privilegio di vivere, in compagnia della mia vecchia Fiat 500 L gialla!