Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 23/2016

7 giugno 2016

San Gabriel: birre venete, di ispirazione bavarese

San Gabriel: birre venete, di ispirazione bavarese


 

Il birrificio San Gabriel, fondato nel 1997, nasce da un’idea di Gabriele Tonon, Biersommelier diplomato alla Doemens Academy di Monaco di Baviera. La produzione ha sede a  Busco di Ponte di Piave, dove è possibile ammirare l’antica abbazia benedettina, nella quale già nel medioevo si preparavano le bevande medicate, tra cui  anche la birra.

In esclusiva per Giornale della birra, l’intervista a Gabriele, fondatore e mastro birraio del Birrificio San Gabriel.

 

Gabriele, il tuo birrificio è una tra le realtà brassicole venete con la storia più lunga: come è nato il tuo progetto e come si è evoluto in quasi venti anni di attività?

Il nostro è stato il primo birrificio artigianale Veneto.   All’inizio è stata una “attrazione fatale” dovuta alla mia grande passione per la birra.  Intuii che, come stava avvenendo in altre nazioni europee e negli Stati Uniti, la birra artigianale avrebbe avuto grande diffusione.   Mi ispirai alle haus brauerei della Baviera, che conoscevo molto bene.   Vicino casa affittai una villa padronale e fondai il mio birrificio.

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Molto interessante la tua filosofia produttiva ispirata alla tradizione bavarese: perché questa scelta? Quali sono le peculiarità del  tuo impianto per consentire di far collimare l’innovazione della scuola italiana con la cultura brassicola tedesca? 

E’ del tutto naturale: l’acqua della nostra zona è simile per composizione chimica all’acqua di Monaco di Baviera.   Il 92 % della birra è acqua, quindi,  sembrava tutto scritto!   In realtà la tradizione della birra Veneta è Bavarese e fu  portata da Monaco dai primi mastri-birrai arrivati nell’ottocento al Birrificio Pedavena dei fratelli Luciani.  Ritengo che una produzione artigianale autentica debba rispettare lo stile e la qualità dell’acqua del territorio, come accadeva un tempo.

Materie prime: come effettuate la selezione degli ingredienti per raggiungere l’eccellenza delle vostre creazioni? 

Non guardare mai il prezzo di acquisto ma la qualità, non c’è altra scelta.    Magari, come facciamo dal 2004 coltivando l’orzo e ultimamente anche una piantagione sperimentale di Luppoli.

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Tra le tue creazioni anche birre che usano ingredienti locali come fichi, radicchio e castagne: da cosa è stata ispirata questa idea e come permette alle tue birre di trovare un trait d’union con il territorio locale?

Il nostro birrificio sorge all’ombra di un’antica Abbazia Benedettina dove già nel Medioevo si producevano birre “medicate”.  Mi sento “idealmente” il prosecutore della loro attività.  Da quelle birre mi sono ispirato per impiegare i prodotti della nostra terra.

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L’esperienza maturata sul campo come imprenditore ti permette di analizzare il settore della birra artigianale italiana da un punto di osservazione privilegiato: come immaginate il futuro delle craft-beer made in Italy?   

Secondo me il comparto sta attraversando un momento molto delicato.  I birrifici più importanti stanno adottando tecnologie e si stanno trasformando in piccoli “Birrifici Industriali”, ad esempio con la dotazione di pastorizzatori. Non vedo questa una buona scelta, soprattutto per la qualità.   Serve un disciplinare serio, al quale uno è libero di aderire o meno e naturalmente di fregiarsi della qualifica “artigianale”.

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Quali consigli dareste a dei giovani con il desiderio di avviare un progetto imprenditoriale simile al vostro?

Molto semplice, o acquisire una solida esperienza nella professione, o affidarsi a professionisti autentici.  Il mestiere di Birraio è molto difficile e serve molta passione, competenza e tenacia.

 

Maggiori informazioni sul Birrificio San Gabriel e sulle birre sono disponibili sul sito web aziendale www.sangabriel.it

 

Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Sono enologo e tecnologo alimentare, più per vocazione che per professione. Amo lavorare nelle cantine, sperimentare nuove possibilità, insegnare (ad oggi sono docente al corso “Mastro birraio” di Torino) e comunicare con passione e rigore scientifico tutto ciò che riguarda il mio lavoro. Grazie ad un po’ di gavetta e qualche delusione nella divulgazione sul web, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo portale. Non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Ma non solo, da qualche mese ho avviato un mio blog dedicato al vino
www.enologoin500.it, nel quale racconto dei vini, delle cantine e dei magnifici luoghi di Langhe e Roero, in cui ho il privilegio di vivere, in compagnia della mia vecchia Fiat 500 L gialla!