Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 13/2017

27 marzo 2017

A lezione con l’Onab. Viaggio tra gli stili birrari in compagnia del BJCP: le English IPA

A lezione con l’Onab. Viaggio tra gli stili birrari in compagnia del BJCP: le English IPA


 

Gli amanti dei sapori fortemente luppolati e delle note più amare che contraddistinguono una birra, non possono non apprezzare l’intenso e deciso sapore della India Pale Ale, nota a tutti semplicemente come IPA.

Oggi l’Onab ci porta alla scoperta di questo particolare stile birrario, avvalendosi come sempre del prezioso contributo delle Linee Guida agli Stili BJCP, di cui vi abbiamo già raccontato in precedenza.

Un intenso aroma di luppolo, un sapore caratteristicamente amaro e secco dal primo sorso al finale, un colore tendente perlopiù al chiaro, ma con la possibilità di raggiungere anche tonalità ambrate, la India Pale Ale nasce come una necessità: scopriamone un po’ la storia.

Durante il ‘700 (e successivamente), l’India faceva parte delle colonie britanniche. Questo comportava una fittissima rete di scambi e trasporti marittimi, di merci e persone, che dalle coste dell’Inghilterra raggiungeva quelle indiane dopo mesi di navigazione in condizioni spesso molto difficili e deleterie per la salute e l’integrità sia del capitale umano, che dei prodotti che venivano trasportati. La birra non faceva eccezione: barili di Pale Ale di ottima qualità partivano dai porti inglesi, ma venivano poi buttati al loro arrivo in terra indiana, poiché la birra al loro internorisultava ormai rovinata e non più bevibile.

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Si pensò così di trovare un modo per conservare al meglio e intatte le proprietà della birra che veniva inviata alle colonie, e fu di George Hodgson, birraio della BowBrewery, la felice idea di aumentare il livello di attenuazione e di luppolatura delle classiche Pale Ale, in modo tale da accrescerne le proprietà di conservazione e preservazione dagli attacchi di agenti esterni, quali ad esempio il caldo.

Cominciò così, agli albori dell’Ottocento, la produzione di questo nuovo tipo di birra indirizzato ad attraversare i mari per poter essere gustato anche dagli inglesi migrati in India.

L’evoluzione di questo stile fu piuttosto rapida: già nel 1830 infatti, le birrerie del paese di Burton-on-Trent fecero della IPA il loro maggior successo, producendola con le acque sulfuree tipiche di quella zona. Col passare degli anni, inoltre, ne venne diminuito il grado alcolico, e con esso venne a meno anche la popolarità di questo tipo di birra sul mercato, tanto da sparire durante gli anni ’50 del Novecento (nonostante il nome IPA continuasse a venire usato per indicare le normali Pale Ales e le Bitter). Bisogna aspettare gli anni ’80 per ritrovare nei birrifici artigianali la produzione di questo stile di birra, riscoperto dai birrai, ed aggiornato ad un livello di alcolicità medio basso e possibilmente senza presenza di solfati, che in alcuni prodotti è ancora presente, ma non è più necessario nella definizione dello stile.

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Come dicevamo, caratteristica fondamentale di una buona English IPA è la forte componente aromatica amara e persistente dovuta alla decisa e consistente luppolatura. I sentori tipici di questo stile vanno dallo speziato all’agrumato. Spesso si avverte una sfumatura erbacea: ciò è dovuto all’aggiunta di luppolo “a freddo” durante la fermentazione secondaria (il dry-hopping), che aggiunge una nota armoniosa alla gamma aromatica delle IPA, ma non è necessario per la definizione dello stile. Tendenzialmente oggi, buona parte delle India Pale Ales hanno una percentuale alcolica medio bassa. Alcune di esse addirittura non superano il 3,5% ABV, e sia il BJCP che il CAMRA (Campaign for Real Ale, ovvero un’associazione indipendente di volontariato del Regno Unito che ha come scopo principale la promozione della birra e dei pub britannici tradizionali, nda) concordano nel definire queste birre a bassissimo grado alcolico “non vere IPA; da non considerare aderenti allo stile”.

Rispetto alle Bitter e alle Pale Ales, le IPA si distinguono per un sentore meno fruttato o caramellato; per quanto riguarda il confronto con le IPA americane (che da qualche anno stanno spopolando in tutto il mondo), invece, le IPA inglesi si differenziano per una presenza più pronunciata del malto, che smorza un po’ i toni dei luppoli, predominanti invece nelle corrispettive birre d’oltreoceano.

In conclusione, possiamo citare la Meantime India Pale Ale, la Thornbridge Jaipur e la Fuller’sBengalLancer IPA tra gli esempi più noti di English IPA, dedicando una menzione speciale alla Worthington White Shield in quanto è stata probabilmente la più antica birra in stile IPA prodotta con le acque sulfuree di Burton nel 1829.

Organizzazione Nazionale Assaggiatori Birra - ONAB
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