Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 17/2017

24 aprile 2017

A lezione con l’Onab. Viaggio tra gli stili birrari in compagnia del BJCP: le Trappist Ale

A lezione con l’Onab. Viaggio tra gli stili birrari in compagnia del BJCP: le Trappist Ale


 

Prosegue il nostro viaggio alla scoperta delle varie tipologie di birre.

Tenendo sottobraccio le nostre Linee Guida agli Stili, oggi vedremo come il BJCP ci presenta uno degli stili in assoluto più noti e amati a livello mondiale: le birre trappiste.

Generalmente, con il termine “Trappista” vengono indicate a livello commerciale solo ed esclusivamente le birre prodotte all’interno dei monasteri trappisti; la denominazione è addirittura protetta legalmente. Il BJCP, però, si concede la libertà di utilizzare questa definizione anche per indicare birre prodotte da altri monasteri non trappisti e birrifici, che però si avvicinano in modo particolare alle birre trappiste “doc”.

Caratteristiche fondamentali delle birre trappiste sono: l’attenuazione molto elevata, l’alta carbonazione dovuta alla rifermentazione in bottiglia e un preminente carattere del lievito, che sprigiona un’elevata gamma di aromi.

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Principalmente, le birre trappiste vengono suddivise nelle seguenti tipologie:

Trappist Single

Già da secoli, i monaci trappisti si preoccupavano di creare birre più leggere per il loro consumo quotidiano, ma questo stile rappresenta in particolare l’invenzione relativamente moderna di una birra più vicina ai gusti prediletti al giorno d’oggi: ne risulta una birra più leggera, chiara e amara rispetto alle altre trappiste. Risale solo al 1999 la prima produzione di questo tipo di birra, presso il monastero di Westvleteren, e generalmente viene chiamata “birra del monaco” o “birra del confratello”, poiché non ne viene prevista la commercializzazione all’esterno delle mura dell’abbazia. Per questo spesso circola in bottiglie senza etichetta.

Le Trappist Single sono birre equilibrate negli aromi, che risultano più dolciastri e maltosi all’inizio della degustazione, per poi evolvere in un finale secco e luppolato. Volendole paragonare ad un altro stile, possono essere viste come una rivisitazione in chiave di alta fermentazione di una pils tedesca, con la differenza che nelle trappiste la presenza del lievito viene maggiormente accentuata. Rispetto agli altri stili trappisti, invece, presentano una luppolatura più intensa.

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Belgian Dubbel

Prodotta fin dal Medioevo, la Dubbel venne riconsiderata in pieno soltanto a metà del XIX secolo. Presenta un’alcolicità media e prevalgono gli aromi maltati e dei lieviti, a discapito del sentore luppolato, generalmente assente.

Il colore è intenso e ramato e presenta una schiuma ricca e persistente; nonostante l’elevata corposità, risulta meno densa a causa dell’elevata carbonazione. Come ogni trappista che si rispetti, viene rifermentata in bottiglia

 

BelgianTripel

Le prime Tripel vennero prodotte dal monastero trappista di Westmalle.

Si differenziano dalle Dubbel essenzialmente per il maggior grado alcolico, che però non si avverte al momento dell’assaggio in quanto la media densità e l’alta carbonazione mitigano molto la sensazione di calore dovuta all’alcol. Questo le rende “pericolosamente” molto beverine, in quanto l’alta gradazione alcolica viene appunto nascosta.

Si tratta di birre molto aromatiche, in cui i caratteri luppolati, maltati e dei lieviti sono ben definiti e presenti in modo armonico, per cui non c’è un aroma o un sapore che svetta sugli altri.

Presentano un colore leggermente più chiaro rispetto alle Dubbel.

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Belgian Dark Strong Ale

A differenza dei tre stili precedenti, questo non viene prodotto all’interno dei monasteri trappisti, ma nasce all’interno dei birrifici o di altri tipi di abbazie. In certi casi, questo stile viene definito anche Abbey, o a volte, erroneamente,Trappist Quadruple; solitamente ogni birra viene denominata in base ad una particolare caratteristica a livello alcolico o di colore (ad esempio St. BernardusAbt 12 o Achel Extra Brune)

Questo tipo di birra presenta un’elevata percentuale alcolica, più alta rispetto alle trappiste, ed ha un corpo molto più denso e pieno.

Vengono prediletti gli aromi del malto e fruttati, con quasi totale assenza di note luppolate, rendendo le birre appartenenti a questo stile particolarmente tendenti al dolciastro. Presentano un ampio ventaglio aromatico che le rende particolarmente complesse e ricche al momento dell’assaggio

Il termine “Dark” non deve trarre in inganno: non si tratta infatti di birra scura, ma viene indicata questa dicitura essenzialmente per differenziare questo stile dalla Belgian Golden Strong Ale, che alla vista risulta meno intensa a livello di colore.

 

Termina qui il nostro breve approfondimento sulla sezione delle Linee Guida dedicata alle birre trappiste.

Nel prossimo appuntamento intraprenderemo un viaggio alla scoperta delle birre storiche.

Organizzazione Nazionale Assaggiatori Birra - ONAB
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