Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 15/2017

12 aprile 2017

Belle Vue: il Lambic tra tradizione e globalizzazione – Parte 28

Belle Vue: il Lambic tra tradizione e globalizzazione – Parte 28


 

Belle Vue è un birrificio di dimensioni industriali situato a Zuun, un piccolo villaggio del comune di Sint-Pieters-Leeuw nel Brabante fiammingo. Per anni sotto il controllo della famiglia Vandenstock e ora di proprietà del gruppo internazionale AB-InBev, non produce più Lambic tradizionale da anni, ma solo birre addolcite. Nonostante ciò la sua produzione rientra nei criteri stabiliti dalla proclamazione reale del 1993 e può quindi utilizzare la denominazione Lambic o Geuze per le sue birre.

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La storia del birrificio Belle Vue inizia nel 1913 quando Jozef-Philemon Vadenstock e sua moglie Marie, stanchi di vendere la birra di altri, decisero di produrre la loro Geuze. Aprire un birrificio sarebbe stato troppo oneroso e, avendo solo un piccolo gruzzolo da parte, moglie e marito decisero di diventare assemblatori, blenders. Iniziarono cosìa produrre la “Foundgeuze”, birra che rientrava nello stile delle Oude Geuze, acquistando il Lambic da altri birrifici di Bruxelles e rivendendola ad alcuni cafè della zona. Provati dalle fatiche della Prima guerra mondiale, ma convinti del loro lavoro, negli anni Venti acquistarono ad Anderlecht il cafè Belle Vue. Nel 1927, oltre ad avere un locale dove vendere direttamente la loro birra, ebbero anche un nome per la loro attività. Dopo aver acquisito un impianto a Molenbeek, col qualee produsse birra per quasi mezzo secolo, nel 1943, in piena Seconda guerra mondiale, Belle Vue divenne a tutti gli effetti un birrificio.
Nel 1945, dopo la prematura morte di Philemon, il figlio Constant poco più che trentenne prese le redini dell’azienda di famiglia. Oltre ad essere appassionato di calcio (fu giocatore, allenatore della nazionale belga, presidente del RCS Anderlecht, tant’è che gli è stato intitolato lo stadio di questa squadra), aveva anche un ottimo fiuto per gli affari. Constant intuì che per aumentare i ricavi doveva adattare la Geuze al gusto dei consumatori. Sotto la sua guida Belle Vue cominciò ad addolcire la Geuze, la filtrò, la pastorizzò e la addizionò con anidride carbonica, per poter competere con la diffusione delle Lager. Belle Vue fu tra i primi birrifici ad abbandonare le Champagnotte a favore di più piccole bottiglie monoporzione da 25cl.. Tutto questo rivoluzionò e stravolse il mondo della Geuze. Il boom economico degli anni Cinquanta permise a Costant di ampliare la sua attività tramite l’acquisizione di altri birrifici. Timmermans di Zuun fu acquisito nel 1955 ed è proprio lì che lo stabilimento di Belle Vue a Sint-Pieters-Leeuw si sviluppò a partire dal 1972.

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Belle Vue negli anni Settanta impiegava più di 500 persone e produceva una quantità esorbitante di birra, vicina ai 300.000 ettolitri, pari al 75% del Lambic prodotto in tutto il mondo (vale a dire a Bruxelles e nel Pajottenland). Per incrementare ulteriormente la quota di export, Costant strinse accordi col colosso belga della birra Artois, cedendo ad esso il 43% delle quote del birrificio di famiglia, ma restandone presidente fino al 1991, quando Artois (Interbrew dopo la fusione con Piedboeuf) acquisì la maggioranza assoluta.
Dal 1992 la produzione di Lambic fu spostata da Molenbeek a Zuun. Nella vecchia sede cittadina però la birra fermentava ancora nelle cantine dove vi erano più di 5.000 botti tra Pipes da circa 500 litri e Foudres da 3.000. Dal 2008 tutta la produzione, fermentazione e maturazione avviene nello stabilimento di Sint-Pieters-Leeuw e molte delle storiche botti sono state distrutte. Le superstiti riposano in magazzini dove viene mantenuta una temperatura costante di 14°C e un’umidità che oscilla tra il 60 e l’80%.

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Il progresso e le necessità economiche di AB-InBev hanno portato alla dismissione della tradizionale vasca di raffreddamento in rame, sostituita da scambiatori di calore che raffreddano il mosto prima che raggiunga dei fermentatori a tronco conico in acciaio inox dove, tramite aria compressa, vengono inoculati batteri e lieviti acidificanti. Solo una parte di questo mosto diventerà Lambic, trascorrendo nelle botti soltanto dai tre ai sei mesi. A questo punto, blendato con birra appena brassata, filtrato, pastorizzato e addizionato di anidride carbonica, diventerà Geuze, Kriek o Framboise.
Nello stabilimento di Zuun vengono prodotti circa 360.00 ettolitri di birra all’anno di cui solo la metà sono Lambic: gli altri sono marchi appartenenti a AB-InBev come Beck’s o Hoegarden.

Federico Borra
Info autore

Federico Borra

Classe 1982, nato a Milano, ma comasco d’adozione, ho iniziato il mio viaggio nel mondo della birra artigianale nella cantina di un ormai famoso birraio: io facevo i compiti della quinta elementare, lui poneva le basi per un brillante futuro.
Per anni però ho vissuto ai margini di un movimento che diventava sempre più grande e delle cui meraviglie finalmente e totalmente mi sono innamorato nell’estate del 2011… da allora si può dire che io e la birra artigianale siamo inseparabili.
Sono un autodidatta (adoro leggere), ho però frequentato alcuni corsi presso i birrifici vicino a casa (mi piace anche ascoltare, soprattutto i birrai!). Grazie ad un tifoso lariano del West Ham (di cui forse un giorno vi racconterò), riesco facilmente a raggiungere birre da tutto il mondo, dalla Danimarca al Giappone, passando per Nuova Zelanda, Francia, Inghilterra, Belgio, Germania, U.S.A., Italia e chi più ne ha più ne metta…e dove non arriva lui, c’è sempre internet!
Fosse per me sarei sempre in giro per il mondo, scoprire nuove culture mi affascina soprattutto attraverso la musica, il cibo e, perché no, la birra. Da sempre sono appassionato di cucina, cerco di scavare a fondo nella tradizione senza mai chiudere la porta alla creatività. Sfoglio volentieri, anche solo per passare il tempo, libri di ricette e ne ho una piccola collezione comprata in tutto il mondo (beh, più o meno tutto). Questa mia passione si è unita a quella della birra sfociando nella ricerca dell’ abbinamento perfetto.
Dal 2012 sono homebrewer. Producendo birra mi piacerebbe imparare a conoscere gli aromi del luppolo e le sfumature del malto, l’utilizzo dei lieviti e l’influenza che ha l’acqua sulla nostra bevanda preferita (la sperimentazione in prima persona è fondamentale!!).
Attraverso questa nuova esperienza con www.giornaledellabirra.it vorrei poter condividere con voi le mie idee e le mia scoperte, confrontarmi e soprattutto ampliare i miei orizzonti!