Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 49/2016

6 dicembre 2016

Birra e cultura brassicola del Belgio: patrimonio culturale immateriale tutelato dall’Unesco.

Birra e cultura brassicola del Belgio:  patrimonio culturale immateriale tutelato dall’Unesco.


 

Chi di voi al solo sentir parlare di Belgio non va con il pensiero alla centenaria tradizione birraria di questo piccolo paese? Una tradizione caratterizzata da birre uniche nel suo genere: dalle Blanche realizzate con frumento non maltato, coriandolo e scorza d’arancia, alle Saison risultanti dal connubio tra luppoli e lieviti sapientemente abbinati per conferire aromi speziati e agrumati molto rinfrescanti; dalle Oud Bruin dolci e acidule alle Dubbel e Trippel ambrate, corpose e di grado alcolico medio alto; passando per le Trappistebirre rifermentate in bottiglia nate nelle terre al confine tra Vallonia e Fiandre e prodotte secondo le antiche ricette tramandate dai monaci trappisti della zona, fino ad arrivare ai Lambic, birre a fermentazione spontanea, definite da Frank Boon come l’anello mancante tra la birra e il vino.

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Questa sconfinata cultura ha dato alle istituzioni di Bruxelles la spinta per presentare richiesta ufficiale, con l’intenzione di veder inserita la birra e in generale la cultura brassicola del Belgio nell’elenco del beni  protetti come Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco.
La lunga procedura di valutazione è terminata pochi giorni fa durante l’undicesima sessione del Comitato intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale ad Addis Abeba, in Etiopia.

Il Belgio ha avanzato la sua candidatura rispettando un iter burocratico complesso, lungo e ben preciso, che qui vi riassumiamo nei suoi passaggi rilevanti: “In Belgio quasi 200 birrifici producono circa 1.500 birre diverse, molte delle quali sono artigianali o specialità, di oltre 50 tipologie.
[…] Questa varietà deriva dalla creatività dei birrai, la necessità di consumatori consapevoli, un solido sistema di condivisione e trasmissione delle informazioni e un ampio assortimento di soluzioni tecnologiche e materie prime.
[…] La birra gioca un ruolo primario nella vita quotidiana, così come in occasioni di feste e celebrazioni, e nella gastronomia. Una larga parte della popolazione identifica se stessa con la birra. In ogni provincia ci sono birrifici, club, musei, corsi di formazione, eventi, festival, ristoranti e cafè che contribuiscono al frizzante e creativo panorama brassicolo locale.
[…] Diverse associazioni di produttori lavorano a stretto contatto con le comunità locali per promuovere un consumo consapevole della bevanda. Migliaia di persone, organizzate o meno, uomini e donne, professionisti e amatori, hanno a che fare direttamente con la birra in Belgio.
[…] Produrre e gustare birra è parte fondamentale delle tradizioni delle comunità del Belgio.”

 

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L’Unesco ha così accolto l’istanza, decidendo di inserire la birra belga tra le più alte espressioni della cultura e delle tradizioni del genere umano, nel summit tenutosi nella capitale etiope mercoledì 30 novembre. Si potrebbe affermare che la birra belga non aveva certo bisogno di tale riconoscimento per essere apprezzata in tutto il mondo per il suo grande valore sociale, quasi a dire che questa sia più che altro l’ufficializzazione di un merito universalmente già accolto da tempo.

Enorme la soddisfazione, e non poteva essere altrimenti, delle istituzioni promotrici: Sven Gatz, presidente della Federazione produttori di birre belghe e ministro della cultura della regione delle Fiandre, ha affermato che il riconoscimento dell’Unesco equivale a vincere la Coppa del mondo.
Le sue parole, e quelle di un intero paese, crediamo che siano il modo migliore per chiudere il nostro intervento: “Amiamo la nostra birra e ne apprezziamo le infinite sfumature, qualcosa che non ha uguali al mondo”.

Francesco Bazzucchi
Info autore

Francesco Bazzucchi

Giurista per caso.
Vivo a Gubbio, nella verde Umbria, città dove sono nato e ho scoperto il mio amore per la birra, da sempre coltivato con appuntamenti birrari di ogni tipo che occupano ad oggi gran parte del mio tempo, in Italia e all’estero.
Mi occupo per conto di Unionbirrai e Nonsologlutine onlus di legislazione ed etichettatura degli alimenti, come docente e consulente.
Sono giudice in concorsi birrari nazionali, docente UBT (Unionbirrai Beer Tasters) e referente per l’Umbria dei corsi di formazione e degustazione UB.
Sono autore e curatore del blog Tra il Bere e il Fare e recensisco per la Guida MoBi ai locali birrari, spazi che mi permettono di raccontare la mia personale esperienza nel mondo della birra artigianale.
Come socio fondatore dell’associazione di promozione e cultura birraria Brassoneria Eugubina, sono tra i creatori e organizzatori del festival Matti per la Birra di Gubbio.
Con la speranza di riuscire a soddisfare al meglio il vostro interesse, auguro a tutti voi una buona lettura… e sempre PROSIT!