Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 16/2017

19 aprile 2017

Lambic: il birrificio Boon – Parte 29

Lambic: il birrificio Boon – Parte 29


 

Ultimo di Lembeek, sorto sulle “macerie” di una vecchia fabbrica metallurgica tra la ferrovia e il fiume Zenne, il birrificio Boon così come lo conosciamo oggi è in attività dal 1990, ma la sua storia comincia addirittura nel XVII secolo.Le prime tracce di ciò che oggi è il birrificio Boon risalgono infatti al 1680 quando,nel registro delle tasse di Lembeek, si faceva riferimento a una fattoria con annesso birrificio, nella frazione di Hondzocht, di proprietà della famiglia Claes. Per oltre cento anni il birrificio, anche grazie al regime di tassazione agevolata in vigore per i liberi cittadini di Lembeek in materia di birrificazione, fu florido ma poi, a causa della dominazione francese, la produzione cessò e l’attività fu venduta nella prima metà dell’Ottocento.

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Il birrificio cambiò molti proprietari fino quando, tra alterne vicende, nel 1978, René De Vits, prossimo alla pensione, lo cedette a un giovane, dilettante assemblatore e commerciante di birra di Halle: Frank Boon. Frank, nato a Leuven nel 1954 da una famiglia della media borghesia belga, si appassiona alla birra durante le sue frequentazioni ai circoli ricreativi giovanili di Halle e Bruxelles, per i quali procurava favolose birre scovate girovagando per il Brabante fiammingo. Fu sempre durante quel periodo che conobbe René De Vits e proprio col suo Lambic cominciò i primi esperimenti di assemblaggio della Geuze.

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Acquistando attrezzature e botti qua e là durante l’arco di un decennio e dopo aver rilevato gli edifici di una vecchia fabbrica metallurgica vicino al fiume Zenne che aveva dichiarato bancarotta nei primi anni Ottanta, poté nel 1990 riprendere la produzione di mosto interrotta anni prima da De Vits in seguito a un guasto del bollitore storico. Per ovviare alle difficoltà di distribuzione della sua birra, Boon negli anni Novanta stringe un accordo con il colosso birrario Palm, a cuicedette il 50% delle quote societarie in cambio di supporto logistico e finanziario, mantenendo però il controllo del birrificio.

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Palm ha recentemente ceduto le suo quote a Diepensteyn (holding che controlla la stessa Palm) permettendo al Birrificio Boon di acquisire marchi storici come Geuze Moriau e Deconinck, sotto il cui nome ancora produce Lambic.
L’attrezzatura storica, il tino di ammostamento, il bollitore e la vasca di raffreddamento, sono stati utilizzati da Frank Boon fino al 2011, quando un nuovo impianto è stato installato nel birrificio. Importante è anche la cantina dove giacciono indisturbate più di cento botti, per un totale di 12.000 litri,tutte mantenute a una temperatura sempre gradevole grazie alle speciali tecniche costruttive utilizzate durante la ristrutturazione. Essendo queste Foudre difficili da movimentare e pulire, ed essendo ogni botte vuota un mancato guadagno per il birrificio, Frank Boon ha escogitato un sistema per ovviare a questo inconveniente. Siccome, secondo il birraio, il Lambic immagazzinato in serbatoi d’acciaio per i primi sei mesi di vita non è differente a quello che riposa in botte, il birrificio Boon accumula birra in fermentatori moderni durante la stagione brassicola invernale e la usa per rimpiazzare quella svuotata dai legni in estate.

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L’importante dimensione del birrificio Boon, la sua parziale automatizzazione e l’ampia presenza di computer e tecnologia moderna, hannofatto sì che il suo titolare fosse in grado di aiutare altri birrifici di Lambic e blender come Oud Beersel o Drei Fonteinen, per cui tra le mura dell’ex fabbrica di Lembeek sono stati prodotti ettolitri di mosto e imbottigliataaltrettanta birra. Anche la grande disponibilità di ciliegie e lamponi, coltivati direttamente dal birrificio in Galizia, regione polacca ai confini con l’Ucraina, ha permesso a Frank Boon di cederne una parte ad altri produttori di Kriek e Framboise.

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Molte birre che lasciano il birrificio sono realizzate seguendo le tecniche di produzione tradizionali come la Oud Geuze, speziata e sorprendentemente dolce in bocca, e la Kriek Mariage Parfait, ottenuta dall’assemblaggio dei migliori Lambic e aromatizzata con le ciliegie coltivate in Galizia. La Kriek, diversamente dalla Oude Kriek, viene filtrata, mentre la Framboise è realizzata con Lambic molto giovani in modo da esaltare la dolcezza della frutta. Boon produce anche un Faro e molte birre speciali come la Oude Geuze Black Label o la serie Vat monoblend, una Geuze ottenuta dal Lambic di una sola botte e rifermentata con una piccola percentuale di birra giovane. Che siano realizzate secondo lo storico processo produttivo o più moderne, le birre che lasciano il birrificio di Frank Boon non contengono mai meno del 40% di Lambic.

Federico Borra
Info autore

Federico Borra

Classe 1982, nato a Milano, ma comasco d’adozione, ho iniziato il mio viaggio nel mondo della birra artigianale nella cantina di un ormai famoso birraio: io facevo i compiti della quinta elementare, lui poneva le basi per un brillante futuro.
Per anni però ho vissuto ai margini di un movimento che diventava sempre più grande e delle cui meraviglie finalmente e totalmente mi sono innamorato nell’estate del 2011… da allora si può dire che io e la birra artigianale siamo inseparabili.
Sono un autodidatta (adoro leggere), ho però frequentato alcuni corsi presso i birrifici vicino a casa (mi piace anche ascoltare, soprattutto i birrai!). Grazie ad un tifoso lariano del West Ham (di cui forse un giorno vi racconterò), riesco facilmente a raggiungere birre da tutto il mondo, dalla Danimarca al Giappone, passando per Nuova Zelanda, Francia, Inghilterra, Belgio, Germania, U.S.A., Italia e chi più ne ha più ne metta…e dove non arriva lui, c’è sempre internet!
Fosse per me sarei sempre in giro per il mondo, scoprire nuove culture mi affascina soprattutto attraverso la musica, il cibo e, perché no, la birra. Da sempre sono appassionato di cucina, cerco di scavare a fondo nella tradizione senza mai chiudere la porta alla creatività. Sfoglio volentieri, anche solo per passare il tempo, libri di ricette e ne ho una piccola collezione comprata in tutto il mondo (beh, più o meno tutto). Questa mia passione si è unita a quella della birra sfociando nella ricerca dell’ abbinamento perfetto.
Dal 2012 sono homebrewer. Producendo birra mi piacerebbe imparare a conoscere gli aromi del luppolo e le sfumature del malto, l’utilizzo dei lieviti e l’influenza che ha l’acqua sulla nostra bevanda preferita (la sperimentazione in prima persona è fondamentale!!).
Attraverso questa nuova esperienza con www.giornaledellabirra.it vorrei poter condividere con voi le mie idee e le mia scoperte, confrontarmi e soprattutto ampliare i miei orizzonti!