Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 28/2017

12 luglio 2017

Lambic: la Geuzerie di Pierre Tilquin

Lambic: la Geuzerie di Pierre Tilquin


 

Dove aprire la propria Geuzerie? Pierre Tilquin dovette riflettere molto prima di dare risposta a questa domanda. La sua prima opzione fu quella di cercare un magazzino sufficientemente grande entro i confini di Bruxelles, città in cui vive ormai da anni, ma si rivelò impossibile a causa dei costi. Allora guardo al Pajottenland, culla del Lambic e sede di tutti i più importanti produttori di birre a fermentazione spontanea. Incontro subito molte difficoltà a causa della lingua, in questa zona del Belgio infatti si parla olandese, idioma sconosciuto a Pierre Tilquin. Presentare tutte le documentazioni necessarie in linguaggio ignoto si rivelò impresa ardua. La terza opzione, dal momento che la legislazione europea che tutela le Specialità Regionali Garantite come Oude Geuze e Oude Kriek non prevede una delimitazione specifica, fu quella di cominciare l’attività in Vallonia, regione Belga a lingua francese. Qui, a Bierghes, piccolo paesino a 30 km da Bruxelles confinante col Pajottenland, in un magazzino moderno, nel 2009 inaugurò la sua attività.

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La passione di Pierre Tilquin per il Lambic nasce durante gli anni trascorsi a studiare a Bruxelles, il suo primo impiego nel mondo della birra aveva poco a che fare con Brettanomiceti e botti. Per oltre un anno fu responsabile della seconda cotta del giorno presso il birrificio Huyghe di Melle, famoso in tutto il mondo per produrre la Delirium Tremens, birra ad alta fermentazione e alto grado alcolico caratterizzata dal famoso elefante rosa sull’etichetta.

Una grande occasione gli capitò grazie ad Armand Debelder di Drie Fonteinen che lo prese a lavorare con lui. Imparò molto a Beersel ma, a cause del carattere ruvido di Armand e di visioni differenti, la collaborazione terminò. Fu Jean Van Roy a portalo a Cantillon quando suo padre Jean Pierre andò in pensione. Gli fu affidato il ruolo di capo della produzione prima occupato da Jean quando però questo si accorse che il suo nuovo ruolo all’interno dell’azienda di famiglia non faceva per lui, trovandosi a disagio tra scartoffie e burocrazia, assunse una segretaria amministrativa e riprese il suo ruolo nel birrificio. Per Pierre Tilquin i tempi erano maturi per aprire a sua attività.

 

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Mentre ristrutturava il magazzino di Bierghes, Pierre cominciò a guardarsi attorno per recuperare delle botti. Le prime le trovò in Francia, 72 botti da circa 400 litri l’una, precedentemente riempite con Saint-Estèphe e Saint-Emilion, unico vino al mondo con sentori di liquirizia, lasciarono Bordeaux direzione Belgio. Raggiunta una capacità di circa 900 ettolitri la Geuzerie Tilquin era pronta ad accogliere il mosto.

Nel marzo 2009 una prima partita di 80 ettolitri fu consegnata dal birrificio Boon, seguita nel giro di pochi giorni da 69 ettolitri di Cantillon (per gli specialisti Cotta n°19 della stagione L 2008-2009). Per la prima volta nella storia recente del birrificio di Anderlecht, dopo aver personalmente selezionato e marchiato le botti in cui avrebbe riposato il suo Lambic, Jean Van Roy acconsentì a fornire mosto alla Geuzerie Tilquin stimando molto Pierre. Successivamente anche Lindemans e Girardin fornirono materia prima per la creazione di Geuze.

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Ogni Lambic ha le sue caratteristiche e Pierre le sfrutta al meglio per creare la sua Oude Geuze. Il mosto di Boon dona un Lambic morbido e rotondo, ideale per una buona base, Girardin e Cantillon sono più acidi, hanno più carattere e donano complessità al prodotto finito. Lindemans sta nel mezzo, aiuta a creare una buona base ma allo stesso tempo apporta sentori di tostato e affumicato tipici del Lambic di Vlezenbeek. La Oude Geuze à l’Ancienne, commercializzata per la prima volta nel 2011, risulta si acida, ma anche rotonda e morbida, caratteristiche che la rendono accessibile anche ai neofiti della birre a fermentazione spontanea.

A Bierghes viene anche prodotta Oude Quetsche à l’Ancienne, una birra a fermentazione spontanea ottenuta dall’aggiunta al Lambic di prugne e Oude Mùre à l’Ancienne con more. Queste birre, dallo spiccato gusto fruttato, anno a sostituire le classiche Kriek e Framboise con ciliegie e lamponi. Pierre Tilquin cerca così di distinguersi dalla massa.

Federico Borra
Info autore

Federico Borra

Classe 1982, nato a Milano, ma comasco d’adozione, ho iniziato il mio viaggio nel mondo della birra artigianale nella cantina di un ormai famoso birraio: io facevo i compiti della quinta elementare, lui poneva le basi per un brillante futuro.
Per anni però ho vissuto ai margini di un movimento che diventava sempre più grande e delle cui meraviglie finalmente e totalmente mi sono innamorato nell’estate del 2011… da allora si può dire che io e la birra artigianale siamo inseparabili.
Sono un autodidatta (adoro leggere), ho però frequentato alcuni corsi presso i birrifici vicino a casa (mi piace anche ascoltare, soprattutto i birrai!). Grazie ad un tifoso lariano del West Ham (di cui forse un giorno vi racconterò), riesco facilmente a raggiungere birre da tutto il mondo, dalla Danimarca al Giappone, passando per Nuova Zelanda, Francia, Inghilterra, Belgio, Germania, U.S.A., Italia e chi più ne ha più ne metta…e dove non arriva lui, c’è sempre internet!
Fosse per me sarei sempre in giro per il mondo, scoprire nuove culture mi affascina soprattutto attraverso la musica, il cibo e, perché no, la birra. Da sempre sono appassionato di cucina, cerco di scavare a fondo nella tradizione senza mai chiudere la porta alla creatività. Sfoglio volentieri, anche solo per passare il tempo, libri di ricette e ne ho una piccola collezione comprata in tutto il mondo (beh, più o meno tutto). Questa mia passione si è unita a quella della birra sfociando nella ricerca dell’ abbinamento perfetto.
Dal 2012 sono homebrewer. Producendo birra mi piacerebbe imparare a conoscere gli aromi del luppolo e le sfumature del malto, l’utilizzo dei lieviti e l’influenza che ha l’acqua sulla nostra bevanda preferita (la sperimentazione in prima persona è fondamentale!!).
Attraverso questa nuova esperienza con www.giornaledellabirra.it vorrei poter condividere con voi le mie idee e le mia scoperte, confrontarmi e soprattutto ampliare i miei orizzonti!