Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 49/2016

8 dicembre 2016

La birra ha molti santi in Paradiso: conosciamoli tutti!

La birra ha molti santi in Paradiso: conosciamoli tutti!


 

La birra ha molti santi in Paradiso. Non ci credete? Questa è solo una lista breve e sommaria di uomini e donne che, oltre ad essersi distinti in vita per l’esercizio delle virtù cristiane in forma eroica, o per aver dato la vita a causa della fede, intercedono per i birrai, i coltivatori di luppolo e i venditori della bevanda che tanto piace.

Tra quelli particolarmente vicini alle istanze dei birrai troviamo, ovviamente, Santa Ildegarda di Bingen (1098-1179). Ovviamente perché è grazie a lei se il luppolo prese piede nella birrificazione. Nel suo monastero tedesco, fu lei che scoprì la resina dal sapore amaro e aromatico chiamata luppolina e poteva essere la chiave di volta per rendere limpide e stabili le birre.

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Occorre poi fare un salto molto indietro nel tempo e raggiungere il terzo secolo: San Lorenzo, il martire che il 10 agosto morì bruciato sulla graticola, è considerato patrono dei produttori di malto.

A Bari è sepolto San Nicola di Mira (260-350) e forse non tutti sanno che è protettore di birrai e distillatori. Sant’Agostino di Ippona (354-430), Dottore della Grazia, filosofo, teologo, vescovo, è anche patrono dei birrai. Di San Patrizio (385-461) si conosce quanto fosse legato alla birra, o per lo meno, adesso molti lo vedono sotto questa luce. Rimanendo in Irlanda, Santa Brigida (439-521) sapeva trasformare in birra, previa benedizione, l’acqua usata per il bagno dei lebbrosi offrendo così un miracoloso e gustoso refrigerio ai malati. Siamo sempre nelle isole britanniche con San Colombano (542-615) missionario di cui si narra che col suo alito fece esplodere un tino di birra mentre veniva offerta al dio pagano Odino, dicendo che non si poteva sprecare buona birra per il diavolo, e che la birra era benedetta da Dio solo se bevuta nel suo nome.

Appartiene ai racconti su Sant’Arnolfo di Metz (580-640) la storia secondo la quale, durante la processione che ne trasportava le spoglie per la sepoltura, il popolo esausto e provato dal caldo sostò in un paesino dove c’era una sola osteria con un unico boccale di birra: tuttavia tutti riuscirono a bere perché quel boccale non era mai vuoto.

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Sant’Amando di Maastricht (549-679), missionario nelle Fiandre poi vescovo, è patrono degli osti, dei caffettieri e dei birrai. Occorre spostarsi in Borgogna per trovare il vescovo San Protasio di Losanna (640-699), colpito mortalmente da un albero, il suo corpo venne trasportato su una lettiga, fino ad essere condotto in un luogo dove fu possibile fargli bere birra, ancora oggi tale località si chiama Bière.

A Praga è ben vivo il culto a San Venceslao (907-935), considerato, tra l’altro, protettore dei fabbricanti di birra.

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Proveniva da una famiglia di birrai Sant’Arnolfo di Soissons (1014-1087) che poi, nel suo monastero, fondò un birrificio ed è venerato come patrono dei birrai e dei produttori di luppolo. Tra i suoi miracoli, si ricorda che salvò la popolazione da una pestilenza grazie alla birra da lui benedetta mescolandola con la Croce pastorale.

In Baviera si ricorda San Bennone, vissuto a cavallo tra X e XI secolo, e una birra, un tempo, ricordava il suo nome. Anche San Tommaso Cantuariense (1118-1170), arcivescovo di Canterbury, è protettore dei fabbricanti di birra.

In Italia si commemora San Pietro martire (1205-1252), predicatore domenicano, come protettore dei venditori di birra. San Corrado di Parzham (1818-1894) era così generoso che ai pellegrini e agli indigenti distribuiva birra e pane raccomandando però, al confratello Deodato, addetto alla birreria del convento, di farne molta e leggera.

 

Umberto Pasqui
Info autore

Umberto Pasqui

Nato a Bologna il 19 agosto 1978, vivo da sempre a Forlì dove lavoro come professore. Ho pubblicato racconti, raccolte di racconti, manuali e saggi, molti pubblicati anche su riviste e antologie. Ho conseguito la laurea magistrale in Giurisprudenza e sono dottore summa cum laude in Scienze religiose con specializzazione pedagogico-didattica. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti, ho collaborato e collabo ad oggi con alcune testate locali. Grazie ad alcuni studi condotti, ho contribuito a far rinascere l’antico marchio familiare (dal 1835) della Premiata Fabbrica di Birra Gaetano Pasqui – Forlì®. In tema brassicolo, ho pubblicato “L’uomo della birra” (CartaCanta, 2010) ed ho curato l’antologia di racconti “Dentro la birra” (BraviAutori, 2012). Per saperne di più su di me: www.birrapasqui.blogspot.com