Numero 50/2025
8 Dicembre 2025
Panettone & Birra: un matrimonio che s’ha da fare

Anche quest’anno il Natale è alle porte. Cosa c’è di più bello che vedere le strade delle città e le case tingersi di nuovi colori e prendere vita grazie alle tantissime decorazioni tipiche di questo magico periodo? Semplice: ammirare la tavola mentre s’impingua della moltitudine di leccornie che la cucina italiana mette a disposizione. Che siano la pizza con la scarola napoletana, i tortellini in brodo emiliani o il vitello tonnato piemontese, ogni regione d’Italia può vantare una propria tradizione culinaria, tipica di questo periodo, semplicemente fuori di testa. Tuttavia, se si dovesse menzionare un “prodotto” che è riuscito a varcare i confini della sua regione d’origine, guadagnandosi un posto sulle tavole natalizie di tutti gli italiani, probabilmente non si esiterebbe a dire: il panettone. In questo articolo si esploreranno, brevemente, le origini storiche e leggendarie di questa prelibatezza dai natali milanesi, per poi vedere gli stili birrari maggiormente indicati per costruire un audace abbinamento con cui strabiliare anche il familiare più tradizionalista e intransigente.
Origini e storia del panettone: le fonti storiche
Secondo alcune fonti storiche, le origini del panettone devono essere rintracciate nel cosiddetto “Rito del ciocco”, un’usanza riportata in un documento scritto da Giorgio Valagussa, precettore degli Sforza, nel 1470. In ogni casa, durante il periodo natalizio, si usava mettere un grosso ceppo di legno sul fuoco, attorno al quale i commensali mangiavano delle fette di pane di frumento distribuite dal capofamiglia. Questo pane, arricchito con uova, zucchero e burro, e chiamato “Pan de Ton” (Pane dei Signori), aveva un valore speciale soprattutto per chi era povero, e rappresentava una sorta di regalo di Natale che le Corporazioni milanesi facevano alle persone appartenenti ai ceti sociali meno abbienti.
La primissima ricetta del panettone, seppur ufficiosa, sembra risalire alla metà del XVI secolo. Cristoforo di Messisbugo, cuoco ferrarese, elenca gli ingredienti (farina, uova, zucchero, latte, burro e acqua di rose) di un dolce tipico delle zone milanesi, aggiungendo che questo doveva lievitare e avere forma tonda. Solamente all’inizio del secolo successivo, però, apparve la prima definizione ufficiale di panettone: il “Panatòn de Daneda”, nel dizionario milanese-italiano, designava un grosso pane preparato a Natale.
Tuttavia, i panettoni erano ancora molto bassi, piuttosto simili a focacce. Il lievito fece la sua comparsa in un ricettario, risalente al 1853, di Giovanni Felice Luraschi: fu proprio questo fondamentale ingrediente a conferire, a questo dolce, la tipica forma “alta” cui siamo oggi abituati.

Origini e storia del panettone: le leggende
Diverse sono le leggende riguardanti le origini del panettone, ma, vista la sede, si preferisce citare solamente quella maggiormente radicata nella tradizione.
Si narra che, durante i preparativi del banchetto della vigilia di Natale del 1495, il cuoco di casa Sforza bruciò malauguratamente il dolce preparato per l’occasione. Fortunatamente, il garzone, di nome Toni, aveva con sé un panetto di lievito che stava conservando per il Natale, con il quale, lo stesso Toni, riuscì a impastare un dolce che ne risultò alto e molto soffice. Gli Sforza lo apprezzarono a tal punto che decisero di chiamarlo “Pan de Toni”, in suo onore.
Altre versioni della storia vogliono lo stesso Toni bruciare il dolce, per poi servirlo ugualmente, giustificando la crosta come una peculiarità del dolce stesso.
Gli abbinamenti
Così come per il panettone in un pranzo o in una cena di Natale, anche in questo articolo il meglio è stato conservato per ultimo. Dunque, cosa si abbina a questo Re della tavola natalizia quando si parla di birre? La risposta è più sfaccettata di quanto si possa pensare, poiché molto, ovviamente, dipende dal panettone stesso.
Tuttavia, se si ama andare sul sicuro, indipendentemente dalla tipologia di panettone scelto, si può optare per una delle tante Christmas Beers che si trovano in questo periodo. Le Christmas Beers, o Birre di Natale, fanno parte di una famiglia di birre – non si può parlare di vero e proprio stile – dalle origini molto antiche, brassate appositamente per l’occasione. Infatti, oltre a possedere un’elevata gradazione alcolica, allo scopo di riscaldare chi le beve, sono impreziosite da aromi tipici di questo periodo, come cannella, zenzero, anice e arancia.
Invece, se si vuole un abbinamento più ricercato, come si diceva prima, molto dipende dal tipo di panettone selezionato. Per esempio, i panettoni classici, che presentano uvetta e canditi nella ricetta, si abbinano molto bene a stili che vantano note caramellate, fruttate (in particolare frutta disidratata, ma anche secca) e speziate. In questo caso, lo stile di riferimento è quello delle Quadrupel, ma anche le Dubbel possono regalare soddisfazioni.
Mentre, se la scelta è ricaduta su un panettone ai cioccolati o al caffè, il consiglio è quello di dirigersi verso stili britannici quali Porter e Stout. Il discreto amaro da malto e le note “cioccolatose” e “caffettose” tipiche di queste birre, a dispetto di un tenore alcolico molto basso, trovano dei partner ideali nelle tipologie di panettone sopracitate.

E per gli amanti del pandoro…
Più antico e più vario: queste le motivazioni per preferire, almeno in questa sede, il panettone (con buona pace dei membri del “Team Pandoro”). Nonostante ciò, anche per il tipico dolce veronese è d’obbligo spendere qualche parola. Tanto complesso nella sua preparazione quanto “semplice” al gusto, il pandoro sembra abbinarsi perfettamente con le Bock tedesche: birre altrettanto semplici, caratterizzate principalmente da sentori leggermente tostati e caramellati, si sposano molto bene con la calotta imbrunita e con le note vanigliate del pandoro.











