Numero 48/2025
26 Novembre 2025
È arrivata la Harvest del birrificio Dimont

Dal produttore di Arta Terme, una Lager chiara realizzata in collaborazione con Il Giardino delle Luppole
È la birra stagionale per eccellenza: parliamo della Harvest, la birra con luppolo fresco, che – avendo come caratteristica il fatto di essere prodotta con il luppolo appena colto – deve essere necessariamente brassata a settembre, quando avviene la raccolta dei fiori, così da preservarne il più possibile le caratteristiche “originali” che avevano sulla pianta.
E appunto una Harvest è l’ultima nata del birrificio artigianale Dimont di Arta Terme (Udine), battezzata con il nome dello stile; e che si pone nel solco dei prodotti “100% italiani”, in quanto sia il malto che il luppolo sono appunto di provenienza nazionale. Proprio il luppolo merita una nota a parte in quanto non solo è elemento fondante di questa birra, ma anche perché proviene dall’esperienza di una cooperativa agricola tutta al femminile del ravennate, “Il giardino delle luppole”: un esempio virtuoso di imprenditoria femminile nel settore.
Il luppolo prescelto è il Chinook, con il suoi aromi tra il resinoso, lo speziato e l’agrumato; mentre lo stile di base è la “classica bionda” di impronta tedesca, la Lager chiara, che ben si presta a far risaltare le peculiarità del luppolo.

Come tutte le birre di Dimont, anche la Harvest è senza glutine.
Schiuma pannosa, persistente e di grana sottile, colore dorato e limpido, all’aroma mantiene le promesse di note erbacee e resinose tipiche del luppolo fresco, speziate ed agrumate – pompelmo in particolare; snella ma non evanescente al corpo, con sapori di pane fresco, chiude poi su un’amaricatura tra l’erbaceo e il resinoso, netta ma non persistente, così da rinfrescare e aprire al sorso successivo. Filo conduttore lungo tutta la bevuta rimane comunque, come da manuale Harvest, la presenza degli aromi e sapori tipici del fiore di luppolo.
La stagionale 2025 si colloca peraltro in un momento di passi significativi per la crescita di Dimont: “Abbiamo appena installato due nuovi fermentatori, per 8000 litri totali, così da ampliare la capacità produttiva – spiega il responsabile commerciale, Piero Totis – e stiamo consolidando diverse collaborazioni sia a livello di distribuzione, in Italia e all’estero, che a livello di produzione su richiesta dei singoli clienti. È da ricordare, ad esempio, che su richiesta produciamo anche con certificazione bio”.
L’autunno-inverno di Dimont è quindi all’insegna di una birra che, pur non tradizionalmente accostata come stile alla stagione invernale, è in realtà quanto di più stagionale ci possa essere in questo periodo, trasmettendo anche un messaggio di attenzione ai ritmi della natura.











