Numero 31/2025
28 Luglio 2025
Il giro del mondo in… tante birre: Francia – Storia e stili

Di solito quando il Giro del Mondo in tante Birre arriva in Europa, riparte subito verso mete lontane, stavolta invece si ferma un po’ in Francia per raccontarla in due articoli.
Ci vuole del tempo perché non solo è il terzo paese più grande del Vecchio Continente, ma possiede numerosi territori negli angoli più affascinanti della Terra. Per questo è il Paese con più fusi orari. Ne ha ben 12 grazie ai suoi territori d’oltremare come le Antille e la Polinesia Francese.

Malgrado i rapporti non sempre amichevoli con i nostri cugini d’Oltralpe, è indubbio che un po’ di storia francese faccia parte anche del nostro bagaglio culturale.
Figure emblematiche come Giovanna d’Arco, il Re Sole e Napoleone sono fissate nella nostra memoria. Così come eventi epocali quali la Guerra dei Cent’anni e la Rivoluzione Francese. Quest’ultima, poi, ha fatto breccia nei nostri cuori, complici anche le avventure di “Lady Oscar” e “Il Tulipano Nero”.

Ecco perché, oggi, ho deciso di raccontarvi la Francia in maniera diversa. Non inizierò dalle origini preistoriche ancora ben visibili nelle grotte di Lascaux, dove campeggiano intatti i graffiti rupestri del Paleolitico. Né tantomeno farò parola delle radici galliche e del fantomatico villaggio di irriducibili (vi ricordate Asterix e Obelix?), spina nel fianco di Giulio Cesare. Niente di tutto questo. Giusto qualche curiosità divertente ci farà capire che non Sono Pazzi solo Questi Romani!
- A Parigi non esistono i segnali di stop: l’ultimo è stato smontato nel 2016. Lo scorrere del traffico è garantito sempre dalla precedenza a destra
- Niente baci alla stazione ferroviaria: divieto in essere fino al 1910. I saluti amorevoli, infatti, rallentavano le partenze
- Alle donne è vietato indossare i pantaloni: alla faccia dell’égalité! Questa legge, risalente alla Rivoluzione Francese, è rimasta in vigore fino al 2013
LA STORIA DELLA BIRRA IN FRANCIA
Stavolta comincio dalla fine. Dal 18 luglio 2014 le birre “provenienti dalle tradizioni locali” fanno parte ufficialmente del patrimonio culturale, gastronomico e paesaggistico della Francia, al pari di vino, liquori, sidro e poiré (fermentato di pere). Un riconoscimento importante che valorizza una produzione antichissima.
I primi rudimenti arrivano durante il 1000 a.C. dalla vicina Iberia e diventano parte integrante della vita quotidiana del popolo gallico, tantoché si fa risalire a loro l’invenzione della botte. In epoca gallo-romana, la “Cervoise” viene apprezzata, addirittura, da Giulio Cesare che la definisce “liquore nobile e forte”.
Durante il Medioevo, il consumo di birra si espande notevolmente, grazie al supporto della Chiesa. Re Dagoberto (VII sec.) realizza per primo un birrificio in un monastero. Ma è Carlo Magno (sotto il suo monogramma) che regolamenta il settore con una serie di editti. La produzione viene affidata ai monasteri e viene istituito il corpo degli ispettori per la qualità.

Nel corso del XIII sec. la birra inizia a svilupparsi fuori dalle mura ecclesiastiche. Luigi IX il Santo, infatti, crea la prima corporazione di birrai. Il termine “Bière” è battezzato nel 1489 dai birrai della capitale Parigi per indicare la birra prodotta con acqua, cereali e luppolo.
A seguito della Rivoluzione Francese, le gilde scompaiono e la produzione passa ai privati, ma carestie e miseria trasformano la birra in un lusso. Bisogna aspettare un’altra rivoluzione per il vero salto di qualità. Quella Industriale porta tanta innovazione. Scoperte (Pasteur e i lieviti), invenzioni (Baudelot e il raffreddamento rapido) e migliorie (il densimentro di Baumè e Gay-Lussac) aumentano la produttività e la qualità.
LE BIRRE DAL NOVECENTO AD OGGI
Così, all’alba del XX secolo si contano circa 2800 birrifici in tutto il Paese, di cui quasi 2000 solo nei dipartimenti settentrionali: Nord-Pas-de-Calais, Alsazia (v. foto seguente), Ardenne. Ma le due Guerre Mondiali stravolgono tutto: nel 1950 solo 116 aziende sopravvivono. E il trend continua inesorabile lasciando il settore in mano ai grandi operatori. A metà degli anni ’70 restano in piedi 23 birrifici, complici anche le politiche nazionali contro l’abuso di alcol.

Le birre Lager, leggere e facili, dominano il mercato della Francia insieme a quelle di tradizione belga. Verso la fine degli anni ’80, soprattutto grazie all’impulso delle regioni del nord a forte vocazione brassicola, si assiste, in tutto lo Stato, alla nascita di piccoli birrifici dalla profonda identità locale che ridanno vita ad un comparto sull’orlo dell’estinzione. E la spinta si fa sentire ancora oggi che si è raggiunta la cifra ragguardevole di quasi 2600 unità!
LE BIRRE IN FRANCIA: STILE UFFICIALE E ALTRE TIPOLOGIE
Bière de Garde: l’unico stile birrario nazionale riconosciuto dal BJCP (Beer Judge Certification Program). Affonda le proprie radici nei dipartimenti del Nord ed ha un background simile alle Saison belghe. Storicamente è una birra stagionale, ad alta fermentazione, prodotta in primavera, maturata in luoghi freschi e consumata durante la stagione calda. “Bière de Garde” significa, infatti, birra da conservazione. Più maltata e rotonda di una Saison ma meno speziata, ha una gradazione alcolica compresa tra 6% e 8,5%. Il corpo più robusto permette un migliore invecchiamento. Esiste in 3 versioni: Blonde, Ambrée e Brune.
Bière de Mars: si può considerare una costola della Bière de Garde. Birra prodotta in autunno e poi bevuta all’inizio della primavera per celebrare la fine dalla stagione fredda. Meno alcolica della precedente, più fresca e luppolata.
Bière de table: brassata con lieviti ad alta fermentazione, una “birra da tavola” facile e poco alcolica (2% – 4% ABV) adatta ad accompagnare i pasti. Imparentata con le birre monastiche per il consumo quotidiano dei confratelli e con le “Small Beer” anglosassoni, in passato, è stata molto popolare sia in Belgio che nella Francia del Nord. Pensate che fino alla metà degli anni ’50 viene servita nelle mense scolastiche! Poi una legge vieta l’alcol nelle scuole per i bambini sotto i 14 anni e solo nel 1981 viene estesa alle scuole superiori.
E con questo breve elenco delle tipologie di birre tipiche della Francia, termina la prima parte dell’articolo dedicato ai nostri cugini. Vi aspetto per la seconda puntata con i 6 birrifici francesi con qualcosa in più da raccontare!!!










