Numero 39/2025
22 Settembre 2025
Il giro del mondo in… tante birre: Georgia

Il flipper del Giro del Mondo in Tante Birre ci fa rimbalzare dall’Africa ad uno dei Paesi spartiacque tra Europa ed Asia, la Georgia.
Posizionata tra il Mar Nero e il Mar Caspio, è protetta dalla catena montuosa del Caucaso. E proprio qui, nella settore occidentale, si trova la grotta di Krubera, la più profonda del pianeta. Con i suoi 2197 metri, è il paradiso degli speleologi.

Un territorio antico e denso di storia che già si avverte nel toponimo che noi occidentali diamo al Paese, “georg-”, infatti, significa agricoltura in greco. Le popolazioni elleniche sono le prime a riconoscere nei georgiani la grande capacità nel coltivare i cereali. “Sakartvelo”, cioè “terra dei Cartveli”, è il nome dello Stato in lingua locale, un idioma misterioso e unico al mondo che non ha legami con nessun’altra famiglia linguistica.
Una terra abitata fin dall’età della pietra, crocevia fondamentale per le rotte commerciali dell’Antichità, come lo è da sempre anche la capitale Tbilisi, diventa uno snodo centrale anche per l’esotica “Via della Seta” che collegava l’Estremo Oriente con l’Europa. La sua posizione strategica porta sì benefici e prestigio ma, purtroppo, porta con sé invasioni e guerre.

La Georgia si divide in tanti piccoli regni e, tra il XIII e il XVIII secolo, viene conquistata dalla Persia e dall’Impero Ottomano. Alla fine dell’Ottocento cade sotto il controllo della Russia zarista e dà i natali ad una figura che segnerà profondamente la storia del Novecento: nel 1878, a Gori, nasce Stalin. Nel 1991 ottiene l’indipendenza dalla Russia e sorgono subito sentimenti separatisti nelle regioni dell’Abcasia e dell’Ossezia del Sud che sfociano, nei primi anni del Duemila, in conflitti sanguinosi mai del tutto risolti.
LA STORIA DELLA BIRRA IN GEORGIA
Se già gli antichi greci apprezzavano la bravura dei georgiani in campo agricolo, soprattutto, nella lavorazione dei cereali, è facile immaginare che la produzione di birra non fosse del tutto estranea. Come la vicina Armenia, anche la Georgia è più terra da vino. Ancora oggi esiste una tecnica produttiva, vecchia di 6000 anni, che prevede la fermentazione e la maturazione in anfore di terracotta (Kvevri) interrate a temperatura costante.

La tradizione brassicola, grazie ad alcuni reperti archeologici rinvenuti nei dintorni di Tbilisi, si pensa possa risalire al VII sec. a. C. Sviluppata maggiormente nelle aree collinari e montuose, dove la viticoltura stenta ad attecchire per motivi climatici, le birre in Georgia, come in altri Paesi fin qui esplorati, assumono diversi ruoli.
Un sorso rappresenta il rito di passaggio all’età adulta, un brindisi saluta il bebè o riappacifica famiglie in conflitto, bere birra insieme omaggia i defunti e celebra le festività della comunità. Esiste anche una birra sacra, la “Aludi”, diventata Patrimonio Intangibile dell’Umanità nel 2020. Preparata dai popoli delle montagne (Khevsureti, Tusheti…) con malto d’orzo, acqua e luppolo selvatico, è acidula e torbida. Si consuma durante l’estate per celebrare il buon raccolto, la salute o gli antenati. Un rito collettivo.

La produzione moderna di birra, invece, inizia nell 1859 ma bisogna aspettare il 1881, per vedere all’opera il primo vero birrificio voluto da un imprenditore tedesco. Tenetevi a mente questa data perché ritornerà nel prossimo capitolo.
Durante l’era sovietica il comparto brassicolo viene nazionalizzato, seguendo le sorti dell’industria locale, e, quindi, solo a seguito dell’indipendenza si vedono comparire nuove realtà produttive. Grandi aziende birrarie, locali e straniere, iniziano a spartirsi il mercato lasciando le briciole, come spesso accade, ai piccoli birrifici artigianali. Oggi se ne contano circa 50, quasi tutti con sede nella capitale e molti con annessa taproom.
5 BIRRIFICI DELLA GEORGIA CON QUALCOSA… IN PIU’!
Il mercato delle birre in Georgia è dominato da quattro grandi produttori che controllano circa il 90% del mercato: EFES, Georgian Beer Company, Global Beer Georgia e Castel Group. I birrifici artigianali si fanno sentire proponendo birre con ingredienti locali ispirate dagli stili più popolari.
– Il birrificio più popolare della Georgia: NATAKHTARI BREWERY
Inaugurato come “Lomisi Brewery” nel 1991 nella cittadina di Akhalgori, viene trasferito nel 2005, poco distante nel centro che dà il nome al birrificio. Grazie alla qualità elevata delle sorgenti locali, riesce a produrre la birra omonima che diventa in poco tempo la più consumata. Dal 2008 passa al gruppo turco “EFES Brewery International” e detiene circa il 40% del mercato delle birre in Georgia, producendo su licenza anche marchi come Beck’s e Leffe. La gamma completa include: limonate, bevande alla frutta ed energy drinks.

NATAKHTARI GOLD: birra chiara a bassa fermentazione, la più bevuta del Paese. Lager di stampo industriale, scorrevole e facile da bere. Gradazione alcolica: 5%
KASRIS: birra chiara a bassa fermentazione. Lager più maltata che luppolata, il sito ufficiale la presenta come “la birra alla spina in bottiglia”. Gradazione alcolica: 4,7%
– Il birrificio georgiano più simbolico: KAZBEGI
Fondato a Tbilisi nel 1994 da Gogi Topadze, politico ed imprenditore georgiano, sulle ceneri dello storico birrificio “Tbilludi”. Prende il nome dal Monte Kazbek (5047 mt s.l.m.), celebre vulcano dormiente della catena del Caucaso, protagonista di numerose leggende e miti religiosi. Un simbolo che crea un legame molto forte con i georgiani che, infatti, fanno diventare “Kazbegi”, la seconda birra più consumata del Paese. La data riportata sull’etichetta (1881) si riferisce all’anno di apertura del primo birrificio della capitale. Nel 2017 viene acquisito da “Global Beer Georgia”, il terzo gruppo brassicolo della Georgia.

KAZBEGI LAGER: birra chiara a bassa fermentazione. Lager maltata dal retrogusto tendenzialmente dolce. Gradazione alcolica: 4,7%
– Il primo birrificio artigianale della Georgia: NUMBER 8 CRAFT BREWERY
Dopo aver lavorato per circa venti anni in Russia, Zurab Chitaya decide di tornare a casa. Abituato ad un panorama birrario internazionale e diversificato, non trova il corrispettivo nella sua terra natia. Per bere bene, allora, apre, nel 2016, il “Black Dog Bar” a Tbilisi dove serve le sue creazioni prodotte sotto il nome di “Number 8”. Nonostante gli scettici fossero convinti che nessuno, in Georgia, avrebbe mai bevuto delle birre così strane, dopo un anno vede la luce “Number 8 Craft Brewery” che diventa il faro per il movimento artigianale nazionale. Il birrificio è arricchito anche da una taproom e un ristorante BBQ, situati in due quartieri distinti della città.
ZULU RUN: birra chiara ad alta fermentazione. Una India Pale Ale più americana che inglese: fruttata, agrumata e dall’amaro deciso. Gradazione alcolica: 5,5%
DRUNK BUCK: birra scura ad alta fermentazione. Una Stout di ispirazione irlandese, avvolgente e cremosa, dalle classiche note di caffè in primo piano. Gradazione alcolica: 4,8%
ENGLISH BITTER ALE: birra ambrata ad alta fermentazione. Bitter maltata, elegantemente luppolata con un tocco di floreale. Gradazione alcolica: 4,6%
– Il birrificio artigianale georgiano “più profondo”: UNDERGROUND MICROBREWERY
Fondato nel 2018 in uno dei vecchi sobborghi sovietici della capitale. I fondatori sono due amici ingegneri minerari originari della Russia, Constantine e Ksenia. Il trasferimento per lavoro si è rivelato la scelta migliore anche per dare vita alle loro birre, qui in Georgia, infatti, è molto più semplice avviare un’attività in proprio. Gli studi tecnici stanno alla base di tutte le loro etichette che hanno nomi legati alla geologia. Interessante lo shop online dove si possono acquistare anche materie prime e strumenti per l’homebrewing.
TRIASSIC IPA: birra chiara ad alta fermentazione. India Pale Ale che strizza l’occhio agli Stati Uniti con i suoi sentori agrumati e tropicali. Piacevoli le note maltate. Gradazione alcolica: 6%
BRECCIA: birra acida color rubino realizzata in collaborazione con “SMA Craft Beer”. L’aggiunta di uva spina e di una locale salsa alla prugna (Tqemali) donano note fruttate uniche. Gradazione alcolica: 4,5%
THIN SECTION: birra chiara ad alta fermentazione di ispirazione tedesca. Gose acidula e sapida con un tocco fruttato e speziato dato dalla feijoa e dal cardamomo. Gradazione alcolica: 4,5%
– Il birrificio “più amichevole” della Georgia: MEGOBREBI BREWERY
Il nome spiega già tutto perché significa “amici”. Ed è proprio l’incontro di cinque amanti della birra provenienti da cinque Paesi diversi (Stati Uniti, Svezia, Ucraina, Singapore e Georgia) a far scattare l’idea, nel 2017, di aprire un birrificio innovativo che fa tesoro delle differenti esperienze personali. Viaggi, sapori e profumi da tutto il mondo si uniscono in Georgia per offrire, ai palati più curiosi, birre fuori dal comune. Il senso di amicizia che lega tutto lo staff si ritrova anche nella taproom “Tsota Tsota Pub”, nel centro storico di Tbilisi.
KHINKALIEN: birra chiara ad alta fermentazione. Un’Imperial Gose sapida ed acidula con l’aggiunta di pepe e spezie che ricordano il ripieno dei tipici ravioli georgiani (khinkali). Per i palati più temerari. Gradazione alcolica: 7%
SHAVI ZGVA: birra acida color rubino scuro con carote nere, arance siciliane, pompelmo rosa, prugne locali e olivello spinoso (bacca dal sapore agrumato). Praticamente un frullato. Gradazione alcolica: 6%
MARITAS SIQVARULI: birra rosata ad alta fermentazione. Una Witbier insolita che prevede l’uso di melograno. Un mix fruttato, agrumato e speziato. Gradazione alcolica: 5%
La Georgia ci offre un’interessante scelta di birre artigianali, legata alla tradizione ma anche all’innovazione. Le taproom, che spesso accompagnano i microbirrifici, sono il risultato dell’ingegno georgiano. Non sempre la rete di distribuzione è efficiente e i beer shop sono ancora troppo pochi e allora per far conoscere le proprie creazioni ci si affida al proprio pub.
Alla prossima pinta!
Siti internet e pagine social di riferimento:
Le foto delle etichette sono gentilmente concesse dal collezionista Mario Bughetti:
www.facebook.com/mario.bughetti (email: booghy55@gmail.com)
www.facebook.com/underground.microbrewery
https://mgbrew.com
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