Numero 29/2025

14 Luglio 2025

Il giro del mondo in… tante birre: Finlandia

Il giro del mondo in… tante birre: Finlandia

Condividi, stampa o traduci: X

 

Dopo la parentesi tropicale tra isole Figi e Filippine, si ritorna nel Vecchio Continente per goderci il fresco della Finlandia.

Uno degli Stati più grandi d’Europa ma con la più bassa densità di popolazione, appena 16 abitanti/kmq, quasi tutta distribuita intorno alla capitale Helsinki e nelle aree meridionali, dal clima più clemente.

 

Infatti, mica è facile vivere in territori dove le temperature invernali scendono sotto i – 30 °C. e quelle estive toccano appena i 15 °C. Non a caso, la Finlandia è la patria di Babbo Natale. Ma le meraviglie naturali del Paese fanno passare in secondo piano questo meteo proibitivo.

Assistere all’aurora boreale e “crogiolarsi” al sole di mezzanotte diventano esperienze quasi mistiche. L’avventura in camper, ormai, è un must. E poi, la Finlandia è conosciuta come la “terra dei mille laghi”, vantando la regione lacustre più estesa d’Europa. Cottage pittoreschi, saune tradizionali e foreste verde smeraldo impreziosiscono questo ambiente a dir poco unico.

Questo territorio, compreso tra le regioni sud-orientali, è anche quello abitato da più tempo. Le prime tracce umane risalgono all’8000 a.C. Tribù di cacciatori-raccoglitori danno il via all’insediamento di vari popoli come i Finni, i Careli e i Lapponi. Gente forte, temprata dal freddo, abituata a lottare.

Chissà se questo spirito indomito ha ispirato la nascita dell’Eukonkanto?!? Il “trasporto delle mogli” è una corsa goliardica ad ostacoli dove i concorrenti portano in spalla la consorte. Il premio alla coppia vincitrice consiste in una quantità di birra pari al peso della donna. Dal 1992 la città di Sonkajärvi ospita i campionati mondiali. Non so se questa disciplina rientra nei criteri di valutazione, ma dal 2016, secondo il “World Happiness Report”, la Finlandia risulta essere il Paese più felice del mondo.

LA STORIA DELLA BIRRA IN FINLANDIA

La produzione di birre in Finlandia si perde all’alba dei tempi. Ma bisogna aspettare il XIV secolo per le prime testimonianze scritte. Normative dell’epoca, infatti, obbligano ogni fattoria a coltivare luppolo e prevedono il pagamento delle tasse in birra. Non esistono differenze sociali per il suo consumo, tutti ne bevono circa 1,5 lt. al giorno.

Fulcro della vita quotidiana, è protagonista, addirittura, del “Kalevala”. Il poema epico nazionale contiene il “canto della birra” alla Runa XX. Divertente e magica descrizione della sua preparazione per festeggiare il banchetto nuziale di Ilmarinen. Rimanendo in tema di tradizione, non si può non citare la (non) birra finlandese per eccellenza: il Sahti.

Il metodo di produzione presenta diverse varianti, ma si può riassumere così: si scalda il mosto di malto d’orzo e segale (occasionalmente anche avena). Si filtra utilizzando ramoscelli di ginepro che assicurano aromi e conservabilità e si fa fermentare grazie al lievito da panificazione.

 

La birra ottenuta è scura e torbida, tendenzialmente dolce, fruttata e speziata, dalla scarsa carbonazione e con una gradazione alcolica compresa tra 7% e 11%. Prodotta per le festività e le celebrazioni, è simile alle Koduõlu, Farmhouse Ale tipiche dell’Estonia.

Lo sviluppo commerciale delle birre in Finlandia, invece, avviene durante l’Ottocento. A fine secolo si contano già un centinaio di birrifici, dislocati principalmente intorno alla capitale Helsinki.

Ma, anche qui, il Proibizionismo (1919-1932) colpisce il settore che sopravvive grazie alle birre a bassa gradazione e alle bevande analcoliche. Le normative sull’alcol restano, comunque, molto restrittive. Due i momenti cruciali per l’espansione del mercato brassicolo: la liberalizzazione della vendita della birra nei supermercati (1969) e l’adesione all’Unione Europea (1995). Questo semplifica l’iter per l’apertura dei birrifici e favorisce la nascita del movimento artigianale che oggi conta più di cento realtà produttive.

LA CLASSIFICAZIONE DELLE BIRRE IN FINLANDIA

Di seguito le tipologie di birra previste dalla normativa nazionale:

 

5 BIRRIFICI DELLA FINLANDIA CON QUALCOSA…IN PIU’!

Più del 96% del mercato interno è controllato da tre colossi industriali: “Oy Sinebrychoff” (Carlsberg), “Hartwall” (Heineken) e “Olvi Oyj” (unico big finlandese). La fetta restante spetta ai birrifici artigianali e alle birre craft d’importazione.

– Il birrificio più antico della Finlandia: OY SINEBRYCHOFF

Non solo è il birrificio più antico della Finlandia ma anche dei Paesi nordici. Viene fondato nel 1819 nella capitale Helsinki da Nikolai Sinebrjukov, imprenditore di origine russa. Birrificio talmente importante che ogni 13 ottobre, data della sua apertura, si celebra la giornata nazionale della birra. Negli anni, Nikolai e la sua famiglia contribuiscono, anche, allo sviluppo della città, costruendo edifici e parchi.

Dopo le difficoltà della Seconda Guerra mondiale, l’attività si riprende e nascono i marchi: KOFF e Sinebrychoff Porter. Grazie alle riforme degli anni ’70 e alle importanti acquisizioni (come Pori Brewery), il birrificio diventa sempre più popolare. Nel 1999 è annesso al gruppo danese Carlsberg e, ad oggi, controlla quasi il 50% del mercato della Finlandia con marchi di birre internazionali. Il logo è un omaggio ai cavalli da lavoro, fedeli compagni dei birrai di un tempo.

 

KOFF PORTER: birra scura ad alta fermentazione, prodotta dal 1957, è la birra simbolo del birrificio. In primo piano le note maltate che ricordano il caffè, il cioccolato fondente e un pizzico di liquirizia. Gradazione alcolica: 7,2%

KOFF 4,5: birra chiara a bassa fermentazione. Lager scorrevole e facile da bere, dalla luppolatura delicata. In gamma dalla fine degli anni ’50. Gradazione alcolica: 4,5%

PERINNE: birra scura ad alta fermentazione. Un richiamo alle birre tradizionali della Finlandia a basso tenore alcolico (Svagdricka) preparate con il lievito per panificazione. Aromi di pane scuro e melassa. Gradazione alcolica: 2,2%

– Il birrificio finlandese “più quotato”: OLVI OYJ

Il birraio William Gideon Åberg e sua moglie Onni aprono il birrificio nel 1878 nella cittadina di Lisalmi. “Iisalmen Oluttehdas Oy” (lett. Fabbrica di birra di Lisalmi) si dedica, sin da subito, alla produzione di Sahti e idromele, trovando fortuna durante il periodo del Proibizionismo. Nel 1952, l’azienda prende la denominazione attuale, quando il birrificio “Olvi Oy” di Helsinki cessa l’attività e ne acquisisce i diritti sul nome e sul logo.

Gli anni ’60 sono un periodo di espansione commerciale e nuove birre vengono aggiunte al portfolio. Nel 1987 diventa il primo birrificio finlandese ad essere quotato in Borsa ed inizia una serie di acquisizioni strategiche nelle Repubbliche Baltiche e in Bielorussia. Nel 1997 acquista il birrificio estone “A. Le Coq”. Oggi Olvi è l’unico birrificio industriale rimasto di proprietà 100% nazionale e controlla circa il 20% del mercato delle birre in Finlandia.

 

  

SANDELS: birra chiara a bassa fermentazione. Lager prodotta dal 1973 dedicata al colonnello Johan August Sandels, eroe della guerra di Finlandia (1808-1809). Gradazione alcolica: 5,3%

NEW ZEALAND PALE ALE: birra chiara ad alta fermentazione. Una India Pale Ale caratterizzata dall’uso di luppoli del Pacifico come Wai-iti, Motueka e Kohatu che conferiscono le tipiche note fruttate e tropicali. Gradazione alcolica: 5%

TUPLAPUKKI: birra ambrata a bassa fermentazione. Doppelbock robusta dove l’alcol si fa sentire, così come le note maltate di biscotto e caramello. Gradazione alcolica: 8,5%

– Il primo birrificio artigianale in Finlandia: LAMMIN SAHTI OY

Pekka Kääriäinen, il fondatore del birrificio, fin da ragazzino ha già le idee chiare su cosa fare da grande. Dopo essersi innamorato del Sahti e aver fatto da assistente al vicino di casa Pentti, incentra la sua tesi di laurea proprio sulla sua produzione. Nel 1985 il suo sogno diventa realtà nella cittadina di Lieso, situata fra Tampere ed Helsinki e subito si trasforma nel punto di riferimento per gli estimatori di questa birra antica. Negli anni, poi, per ampliare la sua proposta, arricchisce la gamma con etichette legate al mondo birrario tedesco ed inglese.

 

SAHTI: birra scura ad alta fermentazione, prodotta seguendo la tradizione ed utilizzando malto d’orzo, segale e ginepro. Densa, rustica, caramellata e speziata. Gradazione alcolica: 7,5%

PORTER: birra scura ad alta fermentazione di ispirazione britannica. Note tostate che ricordano anche il cioccolato, regalate dall’uso di malti nazionali. Gradazione alcolica: 5,2%

KATAJAPILS: birra chiara a bassa fermentazione. Rivisitazione finlandese di un classico mitteleuropeo con aggiunta di bacche, ramoscelli e trucioli di ginepro. Gradazione alcolica: 4,7%

– Il birrificio artigianale finlandese “più tempestoso”: SALAMA BREWING

Dal 2019, il mercato delle birre artigianali in Finlandia è scosso da una vera tempesta birraria. Ecco chi sono i responsabili: Jaakko, Christian, Ville e Johannes. Il loro birrificio, con sede a Espoo vicino alla capitale, in soli 6 anni ha prodotto quasi 300 birre! E la voglia di dare una scossa sta anche nella scelta del nome e del logo: in entrambi i casi, infatti, il protagonista è il fulmine. Etichette iper-colorate e d’impatto fanno spiccare birre non convenzionali per beer-lovers pronti a tutto.

 

 

LA-LA LAND WONDERLAND: birra chiara ad alta fermentazione di ispirazione statunitense. NEIPA super luppolata grazie all’uso di: Mosaic, Centennial, Columbus, Citra, Loral e Magnum. Fruttata ed agrumata. Gradazione alcolica: 5,2%

FLIPPING THE BIRD: birra scura ad alta fermentazione. Black IPA dalle note maltate di caramello e liquirizia alleggerite da quelle agrumate e tropicali. Gradazione alcolica: 7%

MASHED RUNE: birra scura ad alta fermentazione. Un’Imperial Pastry Stout maturata in botte con aggiunta di pezzi di torta Runeberg. Dolce nazionale con mandorle, rum e marmellata di lamponi. Gradazione alcolica: 11%

– Il birrificio artigianale “più natalizio” della Finlandia: LAPLAND BREWERY

La sua sede, infatti, si trova a Rovaniemi, capoluogo della Lapponia e città di Babbo Natale. Ma è anche il birrificio più settentrionale del Paese, a pochi chilometri dal Circolo Polare Artico. L’idea di produrre birre qui nasce da Arturs Dutka, sommelier e barman di origine lettone che fa di necessità virtù. La richiesta continua di birre artigianali locali da parte dei turisti stranieri, gli fa aguzzare l’ingegno. Si reca in Germania a studiare e nel 2016, insieme ad un socio, dà vita alla sua creatura. Birre ispirate dalla cultura locale, legate ad ingredienti tradizionali e al folklore sono diventate, ormai, un must della Lapponia.

 

 

 

HÖLMÖ: birra chiara ad alta fermentazione. IPA delicatamente luppolata, dai sentori fruttati, adatta a chi si approccia per la prima volta a questo stile. Gradazione alcolica: 5,4%

SAANA: birra ambrata ad alta fermentazione che si rifà alle Pale Ale inglesi ma con un tocco locale, infatti è aromatizzata con il ginepro. Gradazione alcolica: 5,5%

LAPIN: birra ambrata a bassa fermentazione. Amber Lager dalle sorprendenti note resinose, rese più morbide da sentori che ricordano il miele. Gradazione alcolica: 4,5%

 

Panorama molto stimolante quello delle birre artigianali in Finlandia, dove i mastri birrai non hanno paura di osare. Fieri ed orgogliosi delle loro tradizioni, contaminano e reinventano anche gli stili più classici.

Alla prossima pinta!

 

Siti internet e pagine social di riferimento:

Le foto delle etichette sono gentilmente concesse dal collezionista Mario Bughetti:

www.facebook.com/mario.bughetti (email: booghy55@gmail.com)

www.sinebrychoff.fi

www.olvi.fi/en/

www.sahti.fi/en

www.salamabrewing.com

https://lapinpanimo.fi/en/

 

Tutti i marchi qui esposti sono di proprietà dei rispettivi detentori dei copyright; marchi di terzi, nomi di prodotti, nomi commerciali, nomi corporativi e società citati possono essere marchi di proprietà dei rispettivi titolari o marchi registrati d’altre società e appartengono ai loro legittimi proprietari.

 

 

 

Condividi, stampa o traduci: X

Federica Russo
Info autore

Federica Russo

Sono nata a Genova nel lontano…ma che lontano…nel “vicinissimo” 1976 da una famiglia chiacchierona e rumorosa, ecco perché mi piace parlare, comunicare e condividere.
Chi nasce in una città di mare sa che si porta dentro una curiosità tutta speciale come quella dei marinai e navigatori che tutti i giorni salpano verso nuove mete, terre e avventure. Curiosità che rimane per sempre e che caratterizza ogni aspetto della vita arricchendola giorno per giorno. La famiglia, le passioni, i traguardi, il lavoro vengono così conditi con quel “quid” che rende tutto più sfizioso.
La curiosità infatti mi ha portato a studiare 3 lingue (inglese, spagnolo e francese) per non sentirmi fuori luogo ovunque volessi andare e mi ha fatto laureare in Geografia per avere ben chiara in testa la mappa del mondo ed evitare di perdermi.
La curiosità mi ha fatto lavorare in ambiti molto diversi tra loro: commercio al dettaglio, operatore GIS nel settore dei sistemi informativi territoriali, progettista di impianti di depurazione acque reflue.
La curiosità, infine, è stata anche la spinta che mi ha fatto passare da semplice amante della birra a Sommelier. Ho completato il percorso formativo con la Scuola Italiana Sommelier (S.I.S.) e sono diventata Sommelier Professionale 3° livello. Essere sommelier della birra non lo considero un traguardo ma solo l’inizio di un lungo percorso di formazione, di conoscenza che non finirà mai, infatti ho cominciato lo stesso percorso formativo anche con l’Associazione Italiana Sommelier (A.I.S.), seguo i corsi e le monografie di UB Academy, per non parlare dei libri che “bevo” tutto d’un fiato!!! Alcuni autori della mia libreria: Michael Jackson, Lorenzo “Kuaska” Dabove, Randy Mosher…tanto per citare qualche pilastro.
La possibilità di poter scrivere per il Giornale della Birra mi dà modo di condividere con voi la mia passione birraria attraverso interviste, curiosità, abbinamenti birra-cibo e tanto altro, il tutto impreziosito da un sorriso e da un punto di vista diverso….quello femminile!