Numero 46/2025

10 Novembre 2025

Il giro del mondo in… tante birre: Ghana

Il giro del mondo in… tante birre: Ghana

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Non si riesce a stare lontano dall’Africa e, infatti, il Giro del Mondo in Tante Birre ritorna nuovamente nel continente per scoprire il Ghana.

Stretto fra Costa d’Avorio e Togo, si affaccia sul Golfo di Guinea dove si staglia la capitale Accra, la città più popolosa del Paese, centro nevralgico sia politico che economico.

 

Il toponimo Ghana significa “re guerriero” e si riferisce al periodo dell’Impero del Ghana che per 700 anni, fino alla fine dell’anno mille, domina l’Africa Occidentale.

Come tanti Paesi africani, anche il Ghana cade vittima dei colonizzatori europei a partire dal XV secolo che battezzano l’area costiera con il nome di “Costa d’Oro” per i ricchi giacimenti auriferi presenti. I primi ad arrivare sono i portoghesi, poi, alla fine del Cinquecento gli olandesi trasformano la zona litoranea in uno snodo centrale per la tratta degli schiavi.

Nel XVII secolo si avvicendano, addirittura, Danimarca e Svezia. E non può mancare la corona inglese che si accaparra definitivamente i diritti commerciali e da’ inizio al periodo coloniale dal 1821 fino all’anno dell’indipendenza (1957).

 

 

 

Ma il Ghana non è solo “Costa d’Oro”. Negli stessi anni, nelle regioni interne, si sviluppa il potente Impero Ashanti (1670 – 1902) che, ad ondate, mette a ferro e fuoco gli europei di turno.

L’indipendenza non porta libertà e pace ma regimi totalitari, corruzione e sfruttamento. I colpi di stato, così, si susseguono fino agli anni ’80.

Anche la politica innovativa del primo presidente Nkrumah non viene risparmiata. Sotto, però, la sua guida viene realizzata un’opera mastodontica: la diga Akosombo (1966). Questa imponente costruzione porta alla formazione del Lago Volta, l’invaso artificiale più vasto del pianeta, è grande quanto l’Umbria.

 

 

Solo grazie alla nuova Costituzione (1993), il Ghana finalmente inizia a vivere anni più stabili.

LA STORIA DELLA BIRRA IN GHANA

Tutte le volte che il nostro Giro del Mondo tocca terra in Africa, e oggi è la volta del Ghana, è d’obbligo iniziare la storia delle birre con il racconto di quelle tradizionali. Anche qui rivestono da sempre un ruolo centrale nella vita dei ghanesi. Cerimonie, rituali ed eventi comunitari sono celebrati con un brindisi.

  • Pito: birra a base di sorgo o miglio, dal sapore dolciastro che tende all’acidulo, viene filtrata e servita in coppe ricavate dalle zucche
  • Burukutu: simile alla Pito, non viene filtrata e ha un gusto più acido
  • Akpeteshie: il liquore nazionale del Ghana distillato dal vino di palma o dal succo di canna da zucchero. Prodotto fin dall’epoca pre-coloniale, viene bandito durante gli anni ’30 del Novecento anche se il consumo avviene lo stesso sotto banco. Con l’indipendenza torna ad essere legale.

Le birre, invece, più moderne appaiono durante il XIX secolo, quando il birrificio irlandese Guinness inizia ad esportare la “Foreign Extra Stout”, la versione più luppolata ed alcolica, della classica Dry Stout, creata per i lavoratori irlandesi all’estero.

 

In Africa arriva verso la metà del secolo. Ma per avere tra le mani una birra prodotta localmente bisogna aspettare il 1931 e ringraziare gli svizzeri. Nel prossimo capitolo vi racconto tutto.

Logicamente le vicissitudini politiche del Paese si riversano anche nel settore birrario che segue gli alti e i bassi tra nazionalizzazioni, privatizzazioni e l’arrivo dei colossi stranieri.

Da menzionare il primo birrificio artigianale del Paese: “Inland Microbrewery”. Aperto nel 2003 da Clement Djameh, ha chiuso i battenti da pochi anni. Perché è da ricordare? Perché le sue birre erano tutte prodotte con sorgo coltivato in Ghana.

5 BIRRIFICI DEL GHANA CON QUALCOSA…IN PIU’!

Che ve lo dico affà… il mercato delle birre in Ghana è in mano ai più grandi big dell’industria internazionale ma, rispetto ad altri Paesi africani, qualche birrificio artigianale sta facendo capolino.

 

– Il birrificio più antico del Ghana: ACCRA BREWERY

Non solo è il primo birrificio del Ghana ma è anche il più antico produttore di birre di tutta l’Africa Occidentale. Fondato nel 1931 ad Accra dalla compagnia svizzera “Overseas Breweries”, gli inizi non sono facili tra recessione economica e lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Tutto cambia durante gli anni ’50-’60, la produzione raddoppia grazie ad investimenti e nuovi impianti.

Nel 1975 il birrificio prende l’attuale ragione sociale. Circa vent’anni dopo entra a far parte del gruppo SABMiller e nel 2016 del colosso ABInBev. La gamma comprende anche birre della multinazionale belga e bevande al malto, shandy ed alcolici aromatizzati alla frutta.

 

 

CLUB: birra chiara a bassa fermentazione. La birra simbolo del Paese prodotta dal 1931, scorrevole e facile da bere con un tocco di amaro sul finale. Gradazione alcolica: 5%

EAGLE LAGER: birra chiara a bassa fermentazione. Lager prodotta con ingredienti locali, come la manioca, per supportare gli agricoltori ghanesi. Lievemente acidula e più corposa. Gradazione alcolica: 6,5%

EAGLE EXTRA STOUT: birra scura ad alta fermentazione che fa parte del progetto Eagle. Anche questa realizzata con manioca e mais locali. Le note tostate si affiancano ad un lieve acidulo. Gradazione alcolica: 7,5%

– Il birrificio ghanese “più irlandese”: GUINNESS GHANA BREWERY

Fondato nel 1960, oggi possiede due sedi nelle città di Kumasi ed Accra. Agli inizi l’unica etichetta prodotta è la Guinness Foreign Extra Stout (chiamata localmente Black Gold), molto popolare in tutto il continente tanto che la casa madre irlandese realizza poli produttivi in diversi Stati africani.  Particolare è la storia dello stabilimento della capitale.

Nel 1973 l’imprenditore ghanese Joshua K. Siaw inaugura “Tata Brewery”. La birra di punta è la “Tata Pilsner Beer”, in seguito rinominata “ABC”.  Ma quando sale al potere il regime del presidente Rawlings (1979), è costretto a fuggire a Londra (purtroppo Siaw non tornerà mai più nel suo Paese). Il birrificio cambia ragione sociale, prima diventa “Achimota Brewery Company”, poi negli anni ’90 prende il nome di “Ghana Breweries”. Nel 2008, infine, viene acquisito da Guinness Ghana Brewery che dieci anni dopo rilancia sul mercato, proprio l’etichetta storica ABC. Leader del comparto birrario, oggi è di proprietà del colosso francese “Castel Group”.

 

 

 

ABC GOLDEN LAGER: birra chiara a bassa fermentazione. Una delle birre storiche del Ghana prodotta con il 70% di ingredienti locali per supportare l’agricoltura nazionale. Lager di stampo industriale, facile e scorrevole, più maltata che luppolata. Gradazione alcolica: 5%

STAR: birra chiara a bassa fermentazione. Lager iconica con un tocco di amaro più rispetto alla precedente. Gradazione alcolica: 5%

– Il primo birrificio artigianale del Ghana: TEMA CRAFT BREWERY

Fondato nel 2017 nella città di Tema, vicino ad Accra, da due amici indiani Rahul e Karan. Un viaggio per lavoro in Ghana ha fatto scattare l’idea di aprire un birrificio, la varietà di birre sul mercato, infatti, era scarsa e i loro palati, abituati ai panorami birrari internazionali, non erano soddisfatti. Nel 2018, l’arrivo del nuovo birraio Kuldeep fa fare il salto di qualità e la gamma si amplia. In linea anche: toniche aromatizzate, bibite gassate alla frutta e acqua in bottiglia. Le birre vengono prodotte con il marchio “Django Brothers”, nel 2024 escono anche in lattina, le prime del Ghana.

 

 

 

 

BLONDE ALE: birra chiara ad alta fermentazione. Una Golden Ale di ispirazione britannica con i luppoli in primo piano. Gradazione alcolica: 5%

WEISS: birra chiara ad alta fermentazione. Non aspettatevi la classica birra tedesca fruttata e speziata, questa è una Blanche belga agrumata e scorrevole. Gradazione alcolica: 5%

IPA: birra ambrata ad alta fermentazione. Una India Pale Ale dalle note maltate e caramellate alleggerite dai luppoli erbacei. Gradazione alcolica: 6,5%

– Il birrificio artigianale “più belga” del Ghana: TALE BREWERY

Cosa c’entra il Belgio con il Ghana?!? C’entra eccome. I due amici belgi Koen e Kristof si trasferiscono qui a cavallo del Duemila e Koen, per dare vita al suo sogno, intanto acquista un appezzamento di terreno nei pressi della città di Nsawam, alle spalle della capitale. Mentre Kristof e la moglie ghanese creano una società di importazione proprio di birre belghe.

Finalmente nel 2020 il sogno diventa realtà ma il COVID paralizza tutto e così il primo lotto di birra vede la luce quasi due anni dopo. I ragazzi affiancano alle materie prime tradizionali anche ingredienti locali come riso, spezie e frutta.

 

  

 

 

 

TALE 6: birra ambrata ad alta fermentazione. Una India Pale Ale con infuso di fiori di ibisco che dona note floreali più dolci per bilanciare meglio l’amaro dei 5 luppoli usati. Gradazione alcolica: 6%

TALE 7: birra chiara ad alta fermentazione. Tripel con aggiunta di zenzero fresco che amplifica la speziatura tipica dello stile belga. Profumata ed intrigante. Gradazione alcolica: 7%

TALE 8: birra scura ad alta fermentazione. Stout britannica dalle tipiche note di caffè e cioccolato, rese più corpose dall’uso di cacao del Ghana. Gradazione alcolica: 8%

– Il primo brewpub ghanese: HERITAGE BREWERY

Inaugurato nel 2023 nel centro della capitale Accra, è diventato subito un punto di riferimento per gli amanti delle birre artigianali in Ghana. Il birraio Danie, di origini sudafricane, ha un obiettivo preciso: usare sempre di più ingredienti locali. Questo aiuta l’economia agricola del Paese e dona maggiore personalità ed identità alle sue creazioni.

 

 

BOSSU PINEAPPLE: birra chiara ad alta fermentazione. Fruit beer aromatizzata all’ananas e zenzero, entrambi coltivati in Ghana. Un sorso tropicale. Gradazione alcolica: 4,5%

THE CHAIRMAN: birra ambrata ad alta fermentazione ispirata alle Red Ale europee ma con ingredienti speciali 100% ghanesi come il miele, la tapioca e il sorgo. Rotonda e profumata. Gradazione alcolica: 5%

HOMELAND STOUT: birra scura ad alta fermentazione. Una Stout vellutata e morbida impreziosita dal caffè e dal cacao locali. Gradazione alcolica: 5,5%

Mi piace sempre scoprire la realtà brassicola dei Paesi africani. Rimango colpita e affascinata da quanto siano amate le birre e come queste riescano a sopravvivere alle turbolenze dei governi, Ghana compreso. E mi sorprende ancor di più il movimento artigianale. Inizia per soddisfare i turisti o gli expat e poi conquista anche i palati dei locali.

Alla prossima pinta!

 

Siti internet e pagine social di riferimento:

Le foto delle etichette sono gentilmente concesse dal collezionista Mario Bughetti:

www.facebook.com/mario.bughetti (email: booghy55@gmail.com)

https://accrabrewery.com.gh

www.facebook.com/starbeer

https://temacraftbrewery.com

https://talesfromghana.com

https://heritagecraftbeer.com

 

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Federica Russo
Info autore

Federica Russo

Sono nata a Genova nel lontano…ma che lontano…nel “vicinissimo” 1976 da una famiglia chiacchierona e rumorosa, ecco perché mi piace parlare, comunicare e condividere.
Chi nasce in una città di mare sa che si porta dentro una curiosità tutta speciale come quella dei marinai e navigatori che tutti i giorni salpano verso nuove mete, terre e avventure. Curiosità che rimane per sempre e che caratterizza ogni aspetto della vita arricchendola giorno per giorno. La famiglia, le passioni, i traguardi, il lavoro vengono così conditi con quel “quid” che rende tutto più sfizioso.
La curiosità infatti mi ha portato a studiare 3 lingue (inglese, spagnolo e francese) per non sentirmi fuori luogo ovunque volessi andare e mi ha fatto laureare in Geografia per avere ben chiara in testa la mappa del mondo ed evitare di perdermi.
La curiosità mi ha fatto lavorare in ambiti molto diversi tra loro: commercio al dettaglio, operatore GIS nel settore dei sistemi informativi territoriali, progettista di impianti di depurazione acque reflue.
La curiosità, infine, è stata anche la spinta che mi ha fatto passare da semplice amante della birra a Sommelier. Ho completato il percorso formativo con la Scuola Italiana Sommelier (S.I.S.) e sono diventata Sommelier Professionale 3° livello. Essere sommelier della birra non lo considero un traguardo ma solo l’inizio di un lungo percorso di formazione, di conoscenza che non finirà mai, infatti ho cominciato lo stesso percorso formativo anche con l’Associazione Italiana Sommelier (A.I.S.), seguo i corsi e le monografie di UB Academy, per non parlare dei libri che “bevo” tutto d’un fiato!!! Alcuni autori della mia libreria: Michael Jackson, Lorenzo “Kuaska” Dabove, Randy Mosher…tanto per citare qualche pilastro.
La possibilità di poter scrivere per il Giornale della Birra mi dà modo di condividere con voi la mia passione birraria attraverso interviste, curiosità, abbinamenti birra-cibo e tanto altro, il tutto impreziosito da un sorriso e da un punto di vista diverso….quello femminile!