Numero 44/2025
2 Novembre 2025
Caos nel concorso di birra artigianale in Canada: colpa dei giudici gestiti da IA

Un importante concorso canadese dedicato alle birre artigianali è finito al centro delle polemiche. Motivo: l’introduzione senza preavviso di un sistema basato su intelligenza artificiale (IA) per valutare le birre insieme ai giudici umani.
L’organizzazione del concorso — indicata come Best Beer — ha deciso di usare un algoritmo che analizzava dati storici (punteggi delle precedenti edizioni, note di degustazione, perfino registrazioni audio delle discussioni dei giudici) per “giudicare” in parallelo le birre.
I giudici e i partecipanti non erano stati informati dell’uso di questa IA né del suo funzionamento. Questo ha generato forte malumore: molti hanno visto la decisione come una sfida al ruolo della sensibilità umana nella degustazione.
Uno dei giudici ha scritto una lettera aperta molto critica nei confronti dell’uso dell’IA nel processo: accusava l’organizzazione di aver sorpreso i partecipanti e di aver violato le aspettative di trasparenza.
L’organizzazione, da parte sua, avrebbe minacciato azioni legali nei confronti di chi aveva reso pubbliche obiezioni.
Per la comunità della birra artigianale questo episodio è un campanello d’allarme: l’introduzione di strumenti digitali deve essere comunicata chiaramente, in modo che tutti gli attori (birrifici, giudici, organizzatori) siano consapevoli del nuovo metodo.
Inoltre, è importante che la tecnologia non soppianti completamente il ruolo umano, soprattutto in ambiti dove la percezione sensoriale è centrale.
Infine, per i concorsi birrari internazionali può esserci spazio per tecnologie di supporto, ma queste dovrebbero affiancare — e non sostituire — il giudizio esperto e umano.










