Numero 33/2025

17 Agosto 2025

Correre col bicchiere in mano: il fenomeno del Beer Mile e il nuovo record di Corey Bellemore

Correre col bicchiere in mano: il fenomeno del Beer Mile e il nuovo record di Corey Bellemore

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Il Beer Mile è uno dei più assurdi e affascinanti esperimenti sportivi nati nel sottobosco delle sfide improbabili: correre un miglio bevendo una birra prima di ogni giro su pista. Quattro giri da 400 m, quattro birre da 355 mL (minimo 5 % alcol), un solo obiettivo: tagliare il traguardo il più in fretta possibile. Ma qualsiasi cedimento—vomito, residui di birra o schiuma nel contenitore—costringe l’atleta a una penalità: un giro extra da 400 m.  Corey Bellemore, 30enne canadese, è ormai sinonimo di Beer Mile. Da oltre cinque anni, domina la Beer Mile World Classic, imponendosi in maniera ininterrotta e abbattendo record uno dopo l’altro. A fine luglio a Lisbona, ha stabilito il nuovo primato mondiale con un tempo strabiliante di 4 min 27 s, sorseggiando una birra ogni 7 secondi circa—con una sola piccola battuta d’arresto a causa di un tappo ostinato all’ultima birra

Bellemore non è solo bravissimo a correre, ma anche a bere: “da giovane, se dovevo bere tanto dopo l’allenamento, finivo una bottiglia intera in pochissimo tempo,” racconta. Questa capacità gli ha dato un vantaggio fin dal suo primo tentativo, quando un video amatoriale pubblicato su YouTube lo ha portato a una chiamata improvvisa: “Vuoi venire domani al Beer Mile World Classic a Londra?” Ha accettato, saliva su un aereo col jet lag addosso… e ha vinto

Le regole sono severe: ogni lattina o bottiglia deve essere completamente vuota prima di partire; se rimangono più di 118 mL di liquido o schiuma, si rischia la squalifica. Proprio questo successe a Bellemore nel 2018: arrivò sotto-record con un impressionante 4 min 24 s, ma fu squalificato per aver lasciato troppa schiuma nel contenitore.  Il Beer Mile ha origini umili: alla fine degli anni ’80, un gruppo di universitari in Ontario lo trasformò in una sfida tra amici. Benjamin improvvisati, ma con regole sufficienti per competere: così nacquero le “Kingston Rules” e poi, più formalmente, il Beer Mile World Classic, prima negli USA e poi in giro per il mondo.

Oggi, grazie all’esperienza di elite runner come Bellemore, quello del Beer Mile è un mondo fatto di preparazione atletica, strategia e prestazione… il tutto condito—letteralmente—da birra.

 

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Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Dopo aver frequentato la celebre Scuola enologica di Alba, ho conseguito le lauree in Scienze viticole ed enologiche, Scienze e tecnologie alimentari e Biotecnologie vegetali presso l’Università degli Studi di Torino. Più per vocazione che per professione, mi dedico all’insegnamento tecnico di settore alimentare come docente presso l’IIS Umberto Primo, l’ITS Academy Agroalimentare e l’ITS Academy Turismo del Piemonte. Amo, inoltre, lavorare come consulente di innovazione nelle cantine, nei birrifici e nelle aziende agroalimentari, anche grazie all’esperienza maturata con il Birrificio contadino Cascina Motta, di cui sono proprietario, dove ho messo a punto la produzione delle materie prime (cereali e luppoli) e trasformazione brassicola completamente a filiera aziendale (maltazione compresa). Inoltre sono editore di Giornale della Birra, Giornale del Caffè e Giornale del Cioccolato e divulgatore scientifico come collaboratore presso altre riviste e giornali tecnici di settore. Grazie ad un po’ di gavetta, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo giornale: a distanza di oltre 10 anni dalla messa on-line, non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Informazioni di contatto professionale: massimo.prandi@giornaledellabirra.it