Numero 48/2025

28 Novembre 2025

Fiuggi chiama Belgio: cultura birraria alla prima edizione del Belgian Beer Festival

Fiuggi chiama Belgio: cultura birraria alla prima edizione del Belgian Beer Festival

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Un angolo di Belgio nel cuore della Ciociaria: dal 6 all’8 dicembre Fiuggi diventa il palcoscenico di una delle tradizioni brassicole più influenti e riconosciute al mondo, quella belga, capace ancora oggi di ispirare birrai, affascinare appassionati e mettere in discussione stili brassicoli consolidati.

 

Con la prima edizione del Belgian Beer Festival, le Officine della Memoria di piazza Martiri di Nassiriya, nella cittadina ciociara, ospiteranno una tre giorni dedicata interamente alla birra belga artigianale tra degustazioni, incontri e laboratori tematici. Organizzato da Shire Brewing insieme a Partenocraft, con il patrocinio dell’Ambasciata del Belgio in Italia, della Regione di Bruxelles e del Comune di Fiuggi, il festival si inserisce nel programma del ‘Natale di Fiuggi’, ma il suo orizzonte va ben oltre l’occasione stagionale. Qui il vero protagonista è il Belgio birrario nella sua interezza: le sue fermentazioni, le sue scuole, le sue deviazioni stilistiche e la sua capacità di restare centrale pur mantenendo un profilo orgogliosamente artigianale. Perché la forza del Belgio birrario sta proprio nella sua molteplicità di approcci. A fronte di una dimensione geografica contenuta, infatti, il Paese è in grado di esprimere un ventaglio di stili unico: dalle saison rustiche della Vallonia alle blond ale fiamminghe, dalle oud bruin alle tripel, fino alle fermentazioni spontanee più radicali – lambic, gueuze, kriek – che rappresentano una tradizione a sé. Ed è proprio questa varietà che il Belgian Beer Festival porterà in scena: oltre 30 birre in degustazione selezionate da quelle brasserie che rappresentano al meglio la produzione belga indipendente, ta cui Brasserie Cantillon, Brouwerij De Ranke, Brasserie Dupont, De Dolle Brouwers, Brasserie de la Senne, Tilquin, De Glazen Toren, Brasserie Artisanale de Rulles. Una line-up che non si limita a riproporre classici, ma punta su identità forti e stili riconoscibili, con un’attenzione particolare alle birre a fermentazione mista, alle rifermentazioni in bottiglia, ai lieviti caratterizzanti e all’uso di ingredienti locali, alle tecniche tramandate di padre in figlio.

 

Ma il festival non si limita alla mescita: in programma anche tre laboratori tematici pensati per offrire spunti di approfondimento sia a chi lavora nel settore sia a chi vuole semplicemente conoscere meglio la complessità belga. Il primo è dedicato alle birre natalizie – le kerstbier – che in Belgio costituiscono una vera e propria sottocategoria culturale: speziate, strutturate, da meditazione più che da dissetamento; un genere ancora poco esplorato fuori dai confini belgi ma che al festival si potrà anche abbinare a dolci della tradizione natalizia italiana e internazionale. Il secondo laboratorio è centrato sulle fermentazioni spontanee: gueuze, lambic e fruit beer saranno analizzate a partire da tecniche, territori e filosofia produttiva. Infine uno degli appuntamenti più attesi: la verticale di Stille Nacht, la natalizia cult di De Dolle, presentata in sei diverse annate – dal 2000 a oggi – per esplorare l’effetto del tempo su una birra pensata per durare; un’occasione rara, dunque, per confrontare bottiglie di archivio, comprendere l’evoluzione degli aromi, le variazioni stilistiche e le trasformazioni generate da ossidazioni controllate.

La selezione di birre proposte a Fiuggi è pensata per raccontare la complessità e l’identità della scena brassicola belga che non ha mai avuto bisogno di mode per rimanere centrale. Ognuna delle creazioni presente al festival, infatti, viene da una visione ben precisa – talvolta ortodossa, talvolta ‘eretica’ – ma sempre ben radicata nella cultura birraria belga. Ed è per questo che queste birre rappresentano un vero e proprio ecosistema tecnico e culturale, fatto di piccoli birrifici, di lieviti autoctoni, di fermentazioni selvagge, di stili codificati e di microtradizioni locali. A Fiuggi, per tre giorni, tutto questo viene messo a sistema in un contesto che unisce accoglienza e approfondimento: un’occasione per ritrovare grandi classici, confrontare scuole diverse e riscoprire le birre che hanno fatto la storia.

 

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