Numero 03/2024

15 Gennaio 2024

La Birra in Italia: mercato in crescita tra tradizione e innovazione

La Birra in Italia: mercato in crescita tra tradizione e innovazione

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L’Italia, nota a livello mondiale per il suo vino ineguagliabile, sta vivendo una sorprendente e dinamica trasformazione nel settore brassicolo. Sebbene il vino rimanga un pilastro della cultura enogastronomica italiana, la birra sta rapidamente guadagnando terreno, rivelando un mercato in piena espansione e una varietà di gusti che sorprendono e affascinano.

Quali sono le birre più bevute in Italia?


Secondo un articolo recente di Repubblica, le birre più popolari in Italia sono principalmente di tipo lager, pils e bock. Queste varietà, apprezzate per la loro leggerezza e bevibilità, dominano il mercato italiano, rendendo evidente la preferenza nazionale per birre classiche e rinfrescanti.

Le birre a bassa fermentazione, o “basse fermentazioni”, includono stili popolari come Lager, Pils, Dortmunder e Bock. Queste birre dominano il mercato mondiale con una quota pari al 90% della produzione globale. Il termine “bassa fermentazione” deriva dal processo di fermentazione che avviene a temperature più basse (tra 5 e 12 gradi Celsius), rispetto alla “alta fermentazione” (tra 20 e 24 gradi Celsius). I lieviti utilizzati per la bassa fermentazione tendono a depositarsi sul fondo dei tini durante il processo, rendendo più facile il filtraggio naturale del mosto. Questo ha contribuito alla diffusione mondiale di birre a bassa fermentazione, in particolare quando non erano disponibili sistemi di filtraggio efficienti.

Le Lager sono le birre a bassa fermentazione più diffuse e sono caratterizzate da un basso livello di luppolatura. Anton Dreher il Vecchio è stato il pioniere di questo stile di birra nel XIX secolo. Altre varietà popolari includono la Pils, la Dortmunder e la Bock. La Pils, in particolare, ha avuto un impatto significativo sulla produzione mondiale di birra, grazie alla sua qualità unica, chiara e fresca.

Statistiche di Mercato e Previsioni


Il settore della birra in Italia non è solo ricco di varietà, ma mostra anche un’importante crescita economica. Nel 2018, il mercato della birra ha registrato un fatturato di 3.5 miliardi di USD, salito a 4.2 miliardi nel 2023, con previsioni che sfiorano quasi i 5 miliardi entro il 2028. Questi numeri illustrano una tendenza chiara: gli italiani stanno sviluppando un gusto sempre più raffinato e diversificato per la birra.

La produzione di birra italiana ha raggiunto i 1,76 miliardi di litri nel 2021, superando sia la produzione del 2019 (1,73 miliardi di litri) che quella del 2020 (1,58 miliardi di litri), posizionandosi all’ottavo posto tra i produttori dell’UE. La Germania è il primo produttore di birra in Europa con 7,5 miliardi di litri, seguita da Polonia (3,7 miliardi di litri), Spagna (3,7 miliardi di litri) e Paesi Bassi (2,5 miliardi di litri). Questi quattro paesi contribuiscono al 52% della produzione totale di birra dell’UE. L’industria birraria italiana è altamente concentrata. Nel 2021, i maggiori produttori di birra in Italia erano Heineken Italia, con una quota di mercato del 33,7% (7031,3 hL), Birra Peroni, con una quota di mercato del 17,3% (3610,0 hL), Anheuser Busch Inbev Italia, con una quota di mercato del 9,5% (1978,0 hL), e Carlsberg Italia con una quota di mercato del 5,6% (1173,0 hL).

Nonostante sia dominata da poche grandi aziende, l’industria birraria italiana è caratterizzata anche da una forte presenza di produttori di birra artigianale.

Secondo l’Associazione Italiana Birrai, nel paese ci sono circa 650 birrifici artigianali, con una produzione totale di 1,13 milioni di hL nel 2021. La birra artigianale rappresenta il 5% della produzione totale di birra italiana, impiegando oltre 5000 persone. L’industria della birra artigianale è cresciuta per includere oltre 650 produttori, la maggior parte dei quali si trova nel nord d’Italia. Il mercato della birra artigianale italiana si è espanso notevolmente negli ultimi anni e il mercato attuale è stimato in oltre 100 milioni di USD.

Sempre più microbirrifici stanno spuntando in tutto il paese, differenziando le loro birre da quelle dei grandi produttori, offrendo una varietà di stili e sapori. Gli stili più popolari adottati dai produttori di birra artigianale italiana includono Amber Ale, Witbier, IPA e Pale Ale. Molte di queste birre sono prodotte con ingredienti locali, come castagne, miele e spezie. Il movimento della birra artigianale italiana ha visto un aumento di popolarità negli ultimi anni, con sempre più persone alla ricerca di queste birre uniche, saporite e spesso locali. Sebbene il mercato della birra italiana sia in gran parte dominato da pochi operatori che producono un prodotto omogeneo a basso costo, c’è un numero crescente di piccole birrerie indipendenti che offrono prodotti differenziati, catturando l’interesse crescente dei consumatori per le birre artigianali. Oggi giorno aprire un birrificio è una vera e propria scommessa, un po’ come quelle che puoi vincere giocando online. Prima di lanciarsi in questo mondo però, è bene informarsi sua quali sono i migliori casinò online aams.

Le birre italiane più popolari all’estero

Nella scena internazionale delle birre, alcune marche italiane hanno conquistato una notevole popolarità. Tra le più apprezzate all’estero, troviamo la Birra Ichnusa. Questa birra, che incarna i colori, i sapori e la storia della Sardegna, ha un sapore unico che è diventato apprezzato anche al di fuori dell’Italia. La sua versione non filtrata, ottenuta utilizzando puro malto d’orzo, ha un gusto morbido con un leggero retrogusto amaro.

Un’altra birra italiana molto apprezzata all’estero è la Birra Messina – Cristalli di Sale. Le sue note floreali e fruttate, insieme al basso contenuto alcolico, la rendono molto facile da bere. Il suo design elegante, ispirato al Barocco siciliano, aggiunge un ulteriore fascino a questa birra.

La Birra Pedavena ambrata, proveniente dalla storica birreria Pedavena del Piemonte, offre un gusto intenso e aromatico. Il suo colore intenso, la sua schiuma compatta e cremosa e il suo gusto pieno e aromatico la rendono una scelta popolare per gli appassionati di birra.

La Birra Peroni – La Cruda è la prima birra non pastorizzata prodotta dalla Peroni. Questa birra è cremosa, morbida, e ha un retrogusto amaro molto piacevole derivante dai luppoli speciali. Nel 2018, è stata premiata come la migliore birra lager nella sua categoria al New York International Beer Competition.

Infine, la Birra Moretti – IPA è un’altra birra italiana molto apprezzata all’estero. Questa birra dorata con riflessi ambrati presenta un gusto morbido naturale dovuto alla mancanza di filtrazione, nonché una schiuma compatta ma delicata. La Birra Moretti IPA è ottenuta attraverso tre processi di luppolatura, conferendo alla birra note aromatiche e floreali, un piacevole retrogusto amaro e i profumi delle infiorescenze.

Conclusione

La birra in Italia sta vivendo un momento d’oro. Da semplice alternativa al vino, si è trasformata in un simbolo di innovazione e qualità. Le birre artigianali, in particolare, stanno giocando un ruolo chiave in questo cambiamento, offrendo agli amanti della birra sapori unici e esperienze diverse. La crescita costante del mercato e l’interesse crescente dei consumatori promettono un futuro brillante per il settore birrario italiano.

 

Informazioni sull’autore,

Luca Liberi, scrittore ed esperto di Igaming, coniuga la sua passione per il gambling e l’esperienza come copywriter per fornire recensioni oneste e consigli utili su casinò online su miglioricasinoonline.info. Vive a Roma e, grazie alla sua profonda conoscenza del settore, aiuta i lettori ad “abbracciare” un gioco consapevole.

 

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