Numero 02/2026

5 Gennaio 2026

Pombia: la birra più antica d’Europa rinasce dopo oltre 2.500 anni

Pombia: la birra più antica d’Europa rinasce dopo oltre 2.500 anni

Condividi, stampa o traduci: X

 

Nel cuore del Novarese, a Pombia, prende forma un progetto di straordinaria rilevanza per la cultura birraria e per l’archeologia: la riproduzione della birra più antica mai rinvenuta in Europa, precisamente nel sito di una necropoli risalente al VI secolo avanti Cristo.

Nel 1995, durante gli scavi archeologici nella necropoli di Pombia, gli studiosi recuperarono una piccola coppa nera in ceramica contenente tracce di una sostanza rossastra, trovata intatta sul fondo del vaso. Analisi chimiche e microbotaniche rivelarono che quel residuo non era vino come inizialmente ipotizzato, ma una bevanda fermentata a base di orzo e aromatizzata con erbe spontanee, tra cui il luppolo, configurando così la più antica testimonianza europea di birra luppolata conosciuta.

L’oggetto e i suoi resti sono oggi custoditi e visibili al Museo Civico Fanchini di Oleggio, inseriti nel contesto di un corredo funerario della cultura di Golasecca, popolazione proto-celtica insediata nell’Italia nord-occidentale tra il IX e il VI secolo a.C.

L’Associazione Pro Loco di Pombia APS ha lanciato un progetto pluriennale finalizzato a ricreare questa antica birra sul luogo stesso della sua scoperta, coinvolgendo un birrificio artigianale – il Beer Lab di Legnano – per elaborare una ricetta che sia quanto più possibile fedele all’originale.

Non si tratta di un semplice esercizio di stile: l’iniziativa si sviluppa anche come progetto educativo e culturale, che mira a introdurre studenti delle scuole del territorio alle origini della fermentazione, all’analisi degli ingredienti antichi, alla coltivazione dell’orzo e alla possibile riscoperta di un luppolo locale autoctono. Sono già stati realizzati incontri didattici con gli alunni delle scuole medie di Borgo Ticino e Varallo Pombia, con progetti futuri che coinvolgeranno anche studenti degli istituti superiori agrari.

Dal punto di vista storico-scientifico, il ritrovamento di Pombia è di eccezionale importanza: offre una prova diretta dell’esistenza di una birra prodotta con luppolo in Europa oltre 2.500 anni fa, anticipando di secoli altre testimonianze note nella tradizione birraria continentale.

La birra antica di Pombia – scura, filtrata e con una gradazione alcolica significativa – rifletteva non solo tecniche di fermentazione cerealicola avanzate, ma anche significati rituali: l’inclusione della bevanda nella sepoltura era parte di un’offerta votiva per l’aldilà, secondo usanze condivise da popolazioni proto-celtiche e celtiche dell’Europa preromana.

L’obiettivo della Pro Loco non si limita alla riproduzione organolettica della birra, ma è più ampio: valorizzare il patrimonio archeologico locale, creare un ponte tra passato e presente e stimolare forme di turismo enogastronomico e culturale. Nel corso del 2026 è atteso un evento pubblico dedicato alla presentazione ufficiale della birra ricostruita, accompagnato da attività collaterali volte a promuovere la conoscenza della cultura di Golasecca e delle tradizioni birrarie antiche.

 

Condividi, stampa o traduci: X