Numero 48/2025

27 Novembre 2025

Birra, innovazione e ristorazione consapevole: il futuro del fuori casa secondo Partesa

Birra, innovazione e ristorazione consapevole: il futuro del fuori casa secondo Partesa

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Partesa è una delle realtà di riferimento nel panorama nazionale della distribuzione e dei servizi per il canale Ho.Re.Ca. (Hotel, Ristoranti, Caffè). Con oltre 36 anni di attività, 36 depositi in 15 regioni italiane, circa 1.000 collaboratori e oltre 34.000 clienti, l’azienda rappresenta oggi un modello evoluto di “partner integrato” per il fuori casa, capace di offrire non solo prodotti, ma anche soluzioni per lo sviluppo del business dei propri clienti.

Nel suo portafoglio – che conta più di 7.400 referenze tra birre, vini, spirits, bevande analcoliche e food – la birra occupa un ruolo storico e strategico, non solo in termini di volumi, ma come elemento culturale e identitario. L’esperienza di Partesa in questo comparto è ampia e radicata: dalla consulenza per la selezione dei prodotti alla gestione dei fusti, dagli impianti di spillatura e manutenzione fino alla formazione tecnica e sensoriale per operatori e gestori di pub.

Negli ultimi anni, Partesa ha inoltre intrapreso un percorso di innovazione profonda, investendo nella digitalizzazione dei processi, nella sostenibilità ambientale e logistica, e nella formazione continua come leva di crescita. Tutto questo con una visione chiara: creare valore per l’intera filiera, in un momento di grande cambiamento per la ristorazione e per i consumatori.

In occasione del Wine Club Partesa 2025, evento dedicato alla cultura del vino, l’azienda ha ribadito la centralità della qualità, della consapevolezza e della sostenibilità anche come valori trasversali a tutti i comparti, compreso quello birrario. Proprio per approfondire questo tema, abbiamo incontrato  Andrea Grimandi, Amministratore Delegato di Partesa, per un dialogo aperto sul presente e sul futuro della birra nella ristorazione italiana.

 

Negli ultimi anni Partesa ha rafforzato la propria identità come partner di riferimento per il canale Ho.Re.Ca., puntando su formazione, digitalizzazione e consulenza. Quali sono, secondo voi, i principali cambiamenti che state osservando nel mondo della ristorazione italiana e come vi state adattando per rispondere alle nuove esigenze dei vostri clienti?

Il 2025 sta segnando un punto di svolta nel fuoricasa italiano, proseguendo nel solco di quello spartiacque che è stato il Covid: l’iniziale rallentamento dei consumi e un trading down di alcune occasioni di consumo, ereditati dal 2024 e legati ad un ancora ridotto potere d’acquisto e all’incertezza, stanno infatti accelerando il processo di consolidamento del mercato italiano, dove emergono sempre più le catene, mentre le realtà più piccole e meno solide sono sotto pressione. Un copione, questo, già visto all’estero. E Partesa, azienda leader con una struttura solida e consolidata, è pronta a supportare i propri clienti e partner anche in questa trasformazione, proseguendo nel servizio quotidiano ai punti di consumo tradizionali e familiari, custodi della storia e ancora oggi pilastro fondamentale del canale Ho.Re.Ca. Nonostante le difficoltà, il fuoricasa italiano continua a distinguersi per una diffusa cultura del buon bere che sostiene le preferenze per referenze premium e una forte attenzione per il rapporto qualità-prezzo. Continua poi la crescita del segmento low e no alcol, mentre si conferma centrale il ruolo della birra, che ha saputo conquistare il titolo di bevanda simbolo della socialità ed entrare a far parte della nostra cultura gastronomica, guadagnando sempre più popolarità rispetto al vino.

 

Il concetto di “bere consapevole” sta diventando un vero e proprio linguaggio culturale, soprattutto tra le nuove generazioni di consumatori. Come si riflette questo approccio nella vostra strategia di offerta e nel rapporto con i locali che distribuite?

Promuoviamo da tempo il “bere consapevole” e il “bere responsabile” e siamo felici di vedere che è ormai un fenomeno culturale in forte crescita, soprattutto tra le generazioni più giovani, che dimostrano una particolare sensibilità rispetto al tema “tenore alcolico”. E, alla promozione della cultura del buon bere, affianchiamo un monitoraggio costante del mercato e un dialogo quotidiano con migliaia di gestori di locali: questo ci permette di intercettare in tempo reale i nuovi trend e di affiancare i locali nella costruzione di proposte capaci di rispondere alle aspettative dei consumatori. Aggiorniamo di conseguenza il nostro portfolio, mantenendolo sempre ampio e diversificato, così da consentire a ogni tipologia di locale di creare un’offerta calibrata sui diversi momenti e occasioni di consumo. Pur introducendo novità – come l’Upper Spritz Analcolico, ultima referenza della nostra linea di spirits private label “Liq.ID” – il nostro approccio rimane fortemente orientato alla collaborazione con partner solidi e affidabili. Lavoriamo con loro per evolvere costantemente l’assortimento e garantire una proposta profonda, completa e pienamente in linea con le nuove esigenze del mercato e con le tendenze che si stanno affermando.

 

La birra rappresenta da sempre una delle colonne portanti del vostro business. Gestite non solo la distribuzione dei prodotti, ma anche impianti, manutenzione e formazione tecnica. Quali sono oggi i principali fattori che determinano la qualità di una birra servita alla spina? E come supportate concretamente i gestori nel mantenere standard elevati di servizio?

La birra perfetta è il risultato di diversi fattori: oltre la qualità del prodotto, sono infatti necessari la giusta spillatura e un servizio corretto. Per questo offriamo consulenza e supporto ai gestori dei locali per gestire ogni aspetto tecnico della spillatura: dallo stoccaggio dei fusti alla scelta del numero delle vie sulla base dei volumi attesi. Per un’esperienza birraria a tutto tondo è poi essenziale la capacità di servire correttamente il prodotto e di valorizzarlo attraverso un adeguato storytelling. In questo senso imprescindibile è la formazione del personale: per questo abbiamo scelto di offrire ai nostri clienti la possibilità di seguire i corsi di Università della Birra, che, oltre alla cultura birraria, permette di costruire e consolidare le competenze commerciali, manageriali e digitali.

Dal vostro osservatorio nazionale, quali trend stanno caratterizzando oggi il mercato birrario? Crescono le birre artigianali, le specialità internazionali, oppure la domanda si orienta verso prodotti più equilibrati, magari a basso o nullo contenuto alcolico? Come si muove Partesa per rispondere a questi segmenti in evoluzione?

Il mercato birrario è in forte evoluzione e oggi si muove lungo tre direttrici principali: crescita delle referenze premium — soprattutto alla spina —, aumento costante del segmento low e no alcol e affermazione del beer pairing come nuova modalità di consumo. Le birre 0,0 restano una quota ridotta, ma crescono a doppia cifra: secondo Assobirra nel 2024 hanno rappresentato il 2,1% dei consumi, +13,4% sul 2023. A guidare questo cambiamento sono soprattutto i giovani, sempre più orientati a scelte consapevoli e stili di vita salutari. Parallelamente, la birra continua a rafforzare il proprio ruolo a tavola: grazie alla sua versatilità entra in abbinamento con un numero crescente di piatti, contribuendo anche alla destagionalizzazione dei consumi. Sul fronte delle preferenze, dominano le lager – come quelle firmate da Birra Messina, Birra Moretti, Dreher e Ichnusa , affiancate da stili come IPA e Bitter e da proposte dal carattere distintivo, come lager non filtrate e hoppy lager. Molto vivace anche il segmento no alcol, sostenuto da prodotti come Heineken 0.0 e Birra Moretti Zero e dal formato fusto, incluso il Blade da 8 litri. Per rispondere a questi trend, aggiorniamo costantemente il nostro assortimento e lavoriamo a stretto contatto con i partner per offrire ai locali una proposta ampia, equilibrata e coerente con i nuovi comportamenti di consumo. In parallelo, lavoriamo per contribuire alla promozione della cultura birraria supportando, come accennavo prima, i gestori dei locali con la formazione del personale a contatto con i consumatori finali.

 

Negli ultimi anni avete più volte sottolineato l’importanza della sostenibilità nella vostra strategia aziendale. In che modo questo si traduce, nel concreto, nel mondo della birra? Penso, ad esempio, alla gestione dei fusti, alla logistica, agli imballaggi o alla riduzione degli sprechi.

La sostenibilità è uno dei nostri obiettivi strategici e passa soprattutto attraverso efficienza e innovazione. Per questo negli ultimi anni abbiamo investito molto in digitalizzazione e nuove tecnologie con l’obiettivo di rendere la nostra logistica sempre più precisa e sostenibile. Ci avvaliamo di un Warehouse Management System avanzato, che automatizza molte attività in magazzino, di un software che ci permette di prevedere i picchi di domanda e di ottimizzare i percorsi di consegna, e di un sistema di Digital Proof of Delivery, che rende più efficace la gestione di resi e vuoti e ci offre visibilità costante sulle disponibilità di prodotto e sullo stato delle consegne. Il risultato? Un magazzino gestito in modo efficiente ci permette di ridurre gli sprechi, una pianificazione ottimale delle consegne ci aiuta a diminuire il numero di viaggi necessari e quindi le emissioni associate, inoltre l’eliminazione della documentazione cartacea riduce errori operativi e ci consente di risparmiare ogni anno volumi significativi di carta. Si tratta di una strategia che coinvolge la nostra intera attività, mondo birra incluso.

 

Partesa è stata tra le prime aziende del settore a investire in piattaforme digitali per semplificare ordini, logistica e consulenza. Qual è oggi il ruolo della tecnologia nella relazione con i clienti Ho.Re.Ca.? E come può contribuire a migliorare la redditività e la gestione dei locali?

Partesa è pioniera della digitalizzazione Ho.Re.Ca. in Italia. L’ultima novità riguarda Eazle, il brand globale che riunisce le 40 piattaforme di e-commerce B2B del Gruppo HEINEKEN. Si tratta di uno strumento digitale che semplifica e velocizza molte attività quotidiane dei professionisti: ad esempio, consente di effettuare ordini online 24/7 con pagamenti digitali, consultare catalogo, fatture e storico degli acquisti, accedere a promozioni personalizzate… In questo modo i professionisti del fuoricasa liberano tempo di qualità che possono dedicare a quello che veramente conta: sviluppare il proprio business. Allo stesso tempo, anche i nostri venditori, Beer Ambassador e Wine Specialist possono dedicarsi maggiormente alla consulenza, offrendo un supporto ancora più qualificato.

Molti giovani imprenditori stanno aprendo pub, taproom e locali esperienziali in tutta Italia, spesso con un approccio moderno e sostenibile. Quale tipo di supporto Partesa offre a queste nuove realtà e che ruolo ha la formazione nella crescita del settore birrario?

Le nuove realtà richiedono un supporto qualificato, e per noi questo significa prima di tutto formazione e consulenza continua. I nostri venditori, insieme ai Beer Ambassador e ai Wine Specialist, sono formati in modo costante per offrire ai gestori un affiancamento davvero su misura: dalla scelta delle referenze da mettere in carta fino allo sviluppo dell’offerta e delle strategie di business. E la formazione non riguarda solo il nostro team, ma anche i clienti. Attraverso Università della Birra mettiamo a disposizione corsi dedicati a competenze di prodotto, aspetti commerciali, gestione manageriale e digitalizzazione, strumenti oggi fondamentali per i giovani imprenditori del settore. Inoltre, integriamo momenti formativi all’interno dei nostri eventi sul territorio – come ConTeSto Birra – e nelle iniziative a cui partecipiamo durante l’anno, coinvolgendo produttori ed esperti. Da quest’anno, inoltre, abbiamo introdotto anche gli Open Day, appuntamenti esclusivi in cui le nostre sedi territoriali accolgono i gestori per mostrare da vicino tutto ciò che Partesa mette a disposizione: assortimento, logistica, strumenti digitali, formazione e consulenza personalizzata. In questo modo accompagniamo concretamente le nuove realtà nella loro crescita, contribuendo allo sviluppo di un settore birrario sempre più professionale e consapevole.

 

Guardando ai prossimi due-tre anni, quali saranno le vostre priorità per il comparto birra? Pensate di ampliare ulteriormente il portafoglio, introdurre nuovi format, o potenziare i servizi di consulenza e formazione? E, più in generale, come immaginate il futuro della birra nella ristorazione italiana?

Nei prossimi due-tre anni la nostra priorità sarà continuare a far crescere il comparto birra puntando su ciò che oggi fa davvero la differenza: servizio, consulenza e modernizzazione dell’intera filiera. Come leader nella distribuzione Ho.Re.Ca. abbiamo la responsabilità di accompagnare il settore in questa fase di trasformazione, offrendo servizi sempre più qualificati e soluzioni capaci di creare valore aggiunto per i gestori. Non si tratta solo di ampliare il portafoglio o introdurre nuovi format — elementi che continueremo a valutare in base alle esigenze del mercato — ma soprattutto di rafforzare il nostro ruolo di partner. Vogliamo essere al fianco dei locali con una consulenza ancora più evoluta, mettendo a disposizione competenze specializzate, dati e strumenti che semplificano il lavoro quotidiano e permettono di sviluppare il business in modo sostenibile. In prospettiva, vediamo una ristorazione italiana in cui la birra avrà un ruolo sempre più centrale, sia come prodotto sia come esperienza. Per questo il nostro impegno sarà quello di garantire continuità operativa, affidabilità e servizi differenziati, aiutando i professionisti a cogliere le nuove opportunità e a rispondere in modo concreto e sempre più professionale alle sfide del mercato.

 

 

Ringraziamo Partesa per la disponibilità e per aver condiviso la propria visione su un comparto in continua evoluzione come quello della birra. Tra sostenibilità, innovazione e cultura del bere consapevole, il percorso tracciato dall’azienda conferma quanto la distribuzione moderna possa essere non solo un servizio logistico, ma un vero motore di crescita e di cultura per tutto il mondo del fuori casa.

Maggiori informazioni su Partesa: www.partesa.it

 

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Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Dopo aver frequentato la celebre Scuola enologica di Alba, ho conseguito le lauree in Scienze viticole ed enologiche, Scienze e tecnologie alimentari e Biotecnologie vegetali presso l’Università degli Studi di Torino. Più per vocazione che per professione, mi dedico all’insegnamento tecnico di settore alimentare come docente presso l’IIS Umberto Primo, l’ITS Academy Agroalimentare e l’ITS Academy Turismo del Piemonte. Amo, inoltre, lavorare come consulente di innovazione nelle cantine, nei birrifici e nelle aziende agroalimentari, anche grazie all’esperienza maturata con il Birrificio contadino Cascina Motta, di cui sono proprietario, dove ho messo a punto la produzione delle materie prime (cereali e luppoli) e trasformazione brassicola completamente a filiera aziendale (maltazione compresa). Inoltre sono editore di Giornale della Birra, Giornale del Caffè e Giornale del Cioccolato e divulgatore scientifico come collaboratore presso altre riviste e giornali tecnici di settore. Grazie ad un po’ di gavetta, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo giornale: a distanza di oltre 10 anni dalla messa on-line, non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Informazioni di contatto professionale: massimo.prandi@giornaledellabirra.it