Numero 52/2025

23 Dicembre 2025

Alla scoperta di Birra di Mezzo, beer firm bolognese

Alla scoperta di Birra di Mezzo, beer firm bolognese

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Oggi vi portiamo nella periferia di Bologna, una terra dove il buon cibo e il buon bere sono parte dell’identità stessa del territorio. È qui che incontreremo i protagonisti di Birra di Mezzo, una giovane e appassionata beer firm che sta lasciando il segno nel panorama brassicolo locale. Prepariamoci a scoprire la loro storia, la loro filosofia e le birre che li rappresentano.

 

 

Ci raccontate chi siete, da dove venite e come vi siete avvicinati al mondo della birra?

Siamo Silvia e Francesco, coppia nella vita, uniti dalla curiosità e da tutto ciò che è nerd e dall’amore per la birra. Ci siamo conosciuti passando le serate nei pub bolognesi, la birra è sempre stato il nostro denominatore comune e nel 2012 abbiamo iniziato a produrla in casa usando la pentola dove la mamma di Silvia preparava i tortellini in brodo. Negli anni abbiamo affinato la tecnica, anche grazie a corsi fatti presso diverse associazioni, ma soprattutto non ci è mai passata la voglia di bere.

Birra di Mezzo, quando e dove nasce e come avete scelto il nome e il logo che vi caratterizza?

Birra di Mezzo nasce un po’ alla volta, dalla voglia di coinvolgere più persone possibile in questo meraviglioso mondo. Ci piaceva l’idea di diffondere il verbo del “bere bene” senza dimenticare che la birra è convivialità, gioia e condivisione. Da qui il nome: perché nei momenti migliori c’è sempre una Birra di Mezzo.

Tutto però prende davvero forma quando incontriamo il nostro attuale terzo socio Alessandro, proprietario di un’azienda agricola con un grande desiderio di aprire un birrificio partendo dalle sue materie prime. Così abbiamo unito le forze e da tre metà si è formata la Birra di Mezzo.

Il logo voleva essere semplice ma che rimanesse impresso, giovane e fresco ma che allo stesso tempo riportasse all’artigianalità dei nostri prodotti. Per questo è disegnato e scritto a mano dall’illustratore professionista Gabriele Peddes che realizza a mano anche tutte le etichette delle nostre birre.

 

Quali birre avete in gamma e quali vorreste realizzare prossimamente?

Attualmente abbiamo sei birre fisse in gamma:

Golden Eye: british golden ale dai toni agrumati e dalla beva elegante.

Bruce Leemon: saison con scorza di cedro e pepe di Sichuan, dagli aromi emozionanti.

Moulin Rouge: biere de garde molto caratterizzata dal lievito e dalla bevuta avvolgente

Mandarino Meccanico: black rye Ipa con aggiunta di scorza di mandarino che sorregge i luppoli fino alla fine del bicchiere

Wheat for Wendetta: american wheat con bacche di ginepro fresca e dissetante

Shamama: l’unica etichetta non a tema cinema, prodotta in collaborazione con il ristorante afghano Kabulàgna, una belgian ale con zafferano intenso perfetta da accompagnare ai pasti.

Non saremmo dei veri cinefili se non facessimo anche qualche spoiler. Per il prossimo anno abbiamo in progetto un’altra birra in collaborazione con Kabulàgna e altri prodotti che prevedono un uso smodato di spezie. Inoltre, siamo in procinto di aprire la nostra taproom e sarà disponibile una birra realizzata appositamente per l’occasione che si potrà bere solo in spina nella nostra sala bevute.

 

Vedo un collegamento tra i nomi delle Vostre birre e il cinema, oltre ad avere delle grafiche stupende. Come é nato il tutto?

Come anticipato amiamo tutto ciò che è nerd e ci appassiona comunicarlo attraverso il nostro progetto. Volevamo che ci fosse una coerenza fra i nomi e le etichette, per cui l’idea è stata quella di richiamare i titoli dei grandi cult del cinema con i personaggi più iconici degli stessi attraverso le immagini. La scelta delle grafiche “grezze” con colori accesi e facilmente distinguibili è merito dell’illustratore Gabriele Peddes che ci segue le grafiche e scrive tutti i testi a mano e che, a nostro modesto parere, fa un lavoro straordinario.

Guardiamo al futuro, cosa vi aspettate e dove volete arrivare? Sogni nel cassetto?

In verità a noi piace pensare in grande e il nostro progetto è molto ampio.

A breve apriremo una piccola sala bevute in centro a Medicina, in provincia di Bologna, paese nel quale abbiamo anche l’azienda agricola.

Inoltre, stiamo cercando di rivalorizzare un capannone aziendale in cui avrà sede il nostro futuro impianto e che prevederà già la predisposizione per un agriturismo.

A noi piacerebbe molto essere un punto di riferimento nella zona come i birrifici in Baviera che sono dei punti di aggregazione della comunità locale e speriamo che il sogno diventi realtà.

 

Un’ultima domanda, la più difficile. Ci sono una birra e un luogo che più vi stanno a cuore? 

Se dovessimo scegliere una delle nostre birre sarebbe sicuramente la Bruce Leemon perché è quella da cui è partito tutto il progetto. L’idea è venuta vedendo i cedri che erano in azienda agricola, l’abbiamo fatta in casa e l’abbiamo mandata a un concorso da homebrewer quasi per provocazione; invece, ci siamo piazzati sul podio e abbiamo deciso di metterla in gamma.

Il luogo che ci sta più a cuore è un pub in centro a Bologna (il vecchio e ormai chiuso da tempo Transilvania) dove abbiamo passato la maggior parte della nostra gioventù, cercando sempre birre nuove e dove abbiamo sperimentato senza ancora saperlo.

 

Info e contatti: www.birradimezzo.it/

 

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Christian Schiavetti
Info autore

Christian Schiavetti

Classe 1986, originario di Lecco, città che amo in tutto, dal suo lago alle sue magnifiche montagne.

Ho iniziato presto ad appassionarmi al mondo della birra, grazie ad un amico più grande, che mi regalava i primi sottobicchieri, e mi innamorai poi della collezione di birre del fratello. Iniziai poi io stesso a collezionarle. Oggi ne conto circa 1000 – 1100, oltre a bicchieri e altro.

Un’osteria in paese e le prime birre belghe, Kasteel, Kwack, Delirium, Chouffe, le prime trappiste , la Gouden Draak e le prime Baladin, fu amore. Presa la patente, la mia “ scuola” è stata l’Abbazia di Caprino Bergamasco del grande Michele Galati.

I primi viaggi ho iniziato a farli nel 2010, in Belgio per una settimana e li mi innamorai del Lambic; non ho più smesso di viaggiare: Belgio, Franconia, Baviera, Austria, Irlanda, Francia del nord e ovviamente Italia.

Navigo e leggo spesso sul web riguardo questo mondo, dal 2011 faccio birra in casa. Dopo i kit, grazie a un corso MOBI e a due giorni con Pietro del Carrobiolo, sono passato a all grain con buoni risultati.

Come detto, amo viaggiare appena posso e la birra non manca mai, da singoli eventi a locali famosi, dai piccoli birrifici a ben più lunghi beer tour che mi auto-programmo.

Amo le birre luppolate, e quelle parecchio alcoliche, che spesso dimentico in cantina per anni.

Da gennaio 2015 è nato quasi per gioco il mio blog, BIRREBEVUTE365 , supportato dalla mia pagina facebook, dove scrivo singole recensioni di birra, oltre ai miei viaggi e alle partecipazioni a fiere ed sagre, oltre ad un calendario eventi sempre aggiornato.

In futuro vorrei, visto che tra gli amici c’e già chi lavora in questo campo, poter fare della birra un lavoro dalla beer firm al birrificio, o un beer shop, o perchè no scrivere e viaggiare per la birra!!

Potete visitare anche il mio blog: www.birrebevute365.blogspot.it