Numero 48/2025
27 Novembre 2025
Birranova: l’eccellenza brassicola pugliese che continua a innovare

Tra i migliori birrifici artigianali italiani, Birranova si è sempre distinto grazie all’estro del suo fondatore, il Mastro Birraio Donato Di Palma, che, forte di prodotti di qualità, ha saputo anche creare il giusto hype intorno alle sue creazioni, le quali puntualmente hanno ricevuto e continuano a ricevere premi, elogi e riconoscimenti a tutti i livelli. Tra birre eccezionali ed eventi a stretto contatto con il pubblico, il birrificio di Triggianello, piccolo centro in provincia di Bari, è diventato così uno dei marchi più attivi e produttivi della nostra penisola, se si pensa anche alle diverse attività di valorizzazione e promozione della birra artigianale che Di Palma e il suo team hanno svolto e svolgono in sede e in giro per l’Italia, dalle classiche fiere alla puntuale partecipazione a Birrifici Aperti di Unionbirrai, fino a eventi completamente originali come il Birranova Beer Fest.
Forte di una formazione maturata sin da quando era poco più che adolescente e perfezionata in giro per l’Europa, Donato Di Palma conosce bene l’arte della birra e ama declinarla senza troppi fronzoli o effetti speciali, puntando tutto su qualità e gusto del pubblico, riuscendo in tal modo a far fronte perfino a un periodo di crisi della birra artigianale come quello che stiamo vivendo. Il Giornale della Birra aveva già avuto modo di chiacchierare con lui nel 2018 (potete ritrovare la vecchia intervista a questo link: https://www.giornaledellabirra.it/interviste/birrificio-birranova-la-birra-pugliese-di-qualita/) ma oggi abbiamo voluto incontrarlo nuovamente per farci raccontare novità, considerazioni personali e punti di vista su ciò che è cambiato in questi circa sette anni.

Donato, al termine dell’intervista con il collega Pierfrancesco Caffarelli dichiarasti di avere in cantiere delle nuove birre ma naturalmente era presto per rivelarci qualcosa in più a riguardo. Mi farebbe piacere quindi iniziare la nostra chiacchierata riprendendo proprio da lì: quali sono state le produzioni di Birranova dal 2018 in poi di cui sei più orgoglioso?
Direi che effettivamente dal 2018 in poi sono state prodotte diverse birre ma sinceramente non ce n’è una di cui non vada fiero e orgoglioso. Se posso scegliere, però, devo dire che quelle che soddisfano di più i miei gusti personali sono le varie low alcol, tipo Fifty Top, Osmicka e soprattutto la Hop Gainer e la Giara AF da 0,5°, fresche, beverine ed equilibrate.
All’epoca dell’intervista di cui sopra, nel mondo così come in Italia le produzioni dei microbirrifici e l’homebrewing erano ancora sulla “cresta dell’onda”. Data la vostra quasi ventennale esperienza con Birranova, però, nell’oceano della birra artigianale avrete cavalcato “onde” diverse, da quelle più calme fino alle burrasche. Qual è la situazione attuale?
Non possiamo negare che fino a poco tempo fa la birra artigianale aveva il vento in poppa mentre adesso questo vento purtroppo si è notevolmente affievolito tanto da mettere tutto il settore sotto pressione. A dirla tutta, però, non si può nemmeno negare che questa situazione era più che prevedibile, per cui se qualcuno si è fatto trovare impreparato è stato perché lui stesso ha peccato di eccesso di ottimismo e non ha preso le dovute precauzioni al momento giusto, pensando che il vento favorevole non dovesse finire mai. Così tutti quei birrifici poco strutturati inevitabilmente si sono trovati costretti a chiudere. Gli altri devono comunque fare i conti con margini sempre più ridotti che vanno compensati con un aumento di volumi di vendita, cosa che naturalmente per tanti non è possibile. Volete sapere qual è la causa di tutto questo secondo me? L’eccesso di fantasia. Quando imposti la produzione sul fare sempre cose nuove alla fine rischi di farti male. In passato la fantasia ha funzionato, per carità, ma bisogna prendere atto del fatto che oggi non funziona più.
Ma cosa possono fare secondo te i birrai per cercar di invertire la rotta e riconquistare l’interesse del pubblico?
I birrai dovrebbero prima di tutto scendere dai palchi del proprio ego e iniziare a fare prodotti che la gente vorrebbe bere, perché, credetemi, la maggior parte della gente non ci chiede di fare delle super DDH hazy NEIPA dai costi stratosferici ma basterebbe una buona IPA elegante e bilanciata messa sul mercato al costo giusto. Non credo neanche che la soluzione sia produrre delle lager super easy, anche perché è un settore dove c’è tanto affollamento. Ognuno di noi deve trovare una sua strada ben precisa e puntare su quella: meno referenze, più birre che mirano al pubblico in generale.

D’altra parte oggi c’è anche una forte tendenza a preferire i prodotti alcol-free o comunque a bassa gradazione, di cui parlavi anche tu prima citando, tra le altre, due birre che sono piaciute anche a me particolarmente, ovvero la Giara e la Hop Gainer. Quali sono i punti di forza di queste due birre?
Sì, è vero che c’è una tendenza verso il low alcol ma definirla “forte” è secondo me un po’ esagerato. Direi piuttosto che si tratta di una nicchia, che comunque va considerata ma è pur sempre una nicchia e tale resterà. La crisi dell’alcol è dovuta al fatto che c’è una campagna mediatica mirata a demonizzarlo, e questo da un lato è giusto, ma credo fortemente che la birra resterà in ogni caso una bevanda “utile” grazie al suo basso grado alcolico. Dovremo forse un po’ rassegnarci ad un consumo minore… Per quanto riguarda i punti di forza delle nostre due referenze, be’ posso dire semplicemente che sono prodotti molto ben fatti, pensati più come bevande che come birre.
Tutt’altro che in crisi è invece l’alcol della Primatia, la vostra dubbel ai fichi che con i suoi 9 gradi, a quanto mi risulta dal vostro sito, è attualmente la vostra birra più alcolica. Raccontaci un po’ com’è nata e quali soddisfazioni vi ha dato fino a questo momento.
Infatti, questa è la riprova di quello che dicevo prima sulla nicchia del low alcol, perché noi comunque produciamo più dubbel che analcoliche. La Primatia è nata anni fa come nostra prima birra di Natale, per accompagnare il dolce natalizio più tipico della Puglia, ovvero le cartellate, le quali sono tradizionalmente guarnite con “vincotto” di uva o di fichi. E noi proprio con quest’ultimo ingrediente abbiamo voluto produrre la nostra iconica dubbel. Oramai pluripremiata in diversi contesti, tra cui miglior birra da abbinare al panettone, le soddisfazioni che ci ha dato e continua a darci sono davvero tante.
Ma tra i premi e riconoscimenti vari vinti dalle tue birre, non solo dalla Primatia ma anche dalla Margose, dalla Arsa e altre ancora, ce n’è uno in particolare che ti rende fiero più di tutti gli altri?
Sì vero, abbiamo vinto diversi premi ma anche in questo caso devo ammettere che non ce n’è uno in particolare che ci inorgoglisce più degli altri perché riteniamo che tutte le nostre birre ne meriterebbero almeno uno. Semmai rosichiamo fortemente quando non li vinciamo! Vorremmo vincere il premio di Birrificio dell’anno e Birraio dell’anno, ma nessuno ci caga, non è giusto! Scherzo! (ridiamo, ndr)
Tutti i paladini che lottano per far conoscere e apprezzare la birra artigianale nel mondo si trovano spesso di fronte a gente che, abituata a pagare una birra industriale intorno ai 2 o 3 euro, chiede perché dovrebbe scegliere le artigianali che la maggior parte delle volte costano come minimo il doppio. Sarà capitato sicuramente anche a te discutere di questa annosa questione. Qual è la tua risposta?
Mi è capitato certamente, anche se per fortuna mi capita sempre meno. Ormai non critico più, ma invito sempre a stare attenti a ciò che si beve e a non rischiare di pagare lo stesso prezzo di una birra artigianale per una industriale, perché oggi è quello che sta succedendo.
Da anni organizzate il Birranova Beer Fest, una grande festa della birra che abbina alla nostra amata bevanda anche del buon cibo, musica e attività di diverso tipo. Come si è evoluto il festival negli anni?
Sì, è vero che organizziamo questo gran bel festival ma devo dire che sinceramente non si sta evolvendo ormai da tempo, nel senso che i costi sono aumentati, la gente spende meno, ci sono molte più occasioni rispetto al passato ed è diventato molto complicato tenere in piedi un evento come il nostro, che ad oggi non si avvale di fondi pubblici.

Vogliamo far venire l’acquolina in bocca ai nostri lettori, per cui ti chiedo di scegliere liberamente tre birre tra quelle che ritieni più rappresentative della vostra produzione e consigliarci dei piatti da abbinare con ciascuna.
Va bene, ma sarò generico perché non sono uno chef:
– Margose, da abbinare con tutto quello che riguarda il pesce e assolutamente da provare con le ostriche;
– Arsa, con tutto il mondo delle carni arrosto, saprà ricambiarvi con un piacere immenso;
– Primatia, con tutto il mondo della pasticceria, da dolci lievitati, come panettoni etc., fino alla pasticceria secca.
Per salutarci ti faccio anche io una domanda che magari ci permetterà di riagganciarci a una prossima intervista: cosa c’è nell’immediato futuro di Birranova?
Niente ragazzi, credo che non ci sia più bisogno di novità. Abbiamo fatto già tanto e sicuramente quello che abbiamo già fatto lo replicheremo, ci mancherebbe, ma oggi la vera novità è fare bene il proprio lavoro: focalizzarsi, fare attenzione ai dettagli e migliorarsi sui fondamentali. Questo non significa che non abbiamo obiettivi, ce li abbiamo eccome, ci entusiasmano e non vediamo l’ora di raggiungerli, ma è un lavoro lungo, per cui niente di nuovo nell’immediato futuro.
Qualcosa mi dice che ti piace lasciarci sempre sul vago per non “spoilerare” troppo… (ridiamo, ndr). Va bene, allora ti ringrazio per questa intervista e mi auguro che il vento della birra artigianale possa tornare presto in poppa.
Maggiori informazioni: Birrificio Birranova | Birra artigianale pugliese











