Numero 46/2025

13 Novembre 2025

Birrificio 93: equilibrio, territorio e passione nelle birre d’Abruzzo

Birrificio 93: equilibrio, territorio e passione nelle birre d’Abruzzo

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Birrificio 93 è un microbirrificio relativamente giovane, nato nel 2018, situato sulle colline di Montefino, in provincia di Teramo (Abruzzo). Caratterizzato da una forte vocazione territoriale. Fin dall’inizio, il progetto punta a combinare artigianalità e pulizia produttiva: la scelta del sito collinare non è casuale, perché permette di valorizzare materie prime e condizioni ambientali favorevoli, oltre a focalizzarsi su quantitativi che consentono un accurato controllo della qualità. L’intento appare quello di proporre birre che riflettano il territorio, l’equilibrio e la cura — meno che la produzione di massa, più che la sperimentazione misurata.

In questo contesto, Birrificio 93 si inserisce come parte della scena artigianale abruzzese che ambisce a fare “la differenza” non tanto con eccessi di stile, quanto con coerenza, materie prime scelte, identità ben definita. Con questa intervista vogliamo approfondire la storia del birrificio, il suo modo di lavorare, le sfide del mercato e la visione per il futuro.

 

Birrificio 93 è nato nel 2018 sulle colline di Montefino con una forte connotazione territoriale. Quali valori vi hanno guidato nella fondazione del progetto, e come pensate che la vostra storia influenzi ancora oggi le vostre scelte artistiche e produttive?

Birrificio  93 è nato dal desiderio di dare voce al nostro territorio attraverso la birra. Fin dall’inizio ci hanno guidato valori come autenticità, rispetto per la terra, artigianalità e ricerca della qualità. La valle del fino e le sue colline non sono solo lo sfondo del nostro lavoro, ma una vera fonte d’ispirazione: il ritmo delle stagioni, i profumi, i prodotti locali e la comunità che ci circonda hanno un ruolo fondamentale nel nostro modo di intendere la birra.

La nostra storia, fatta di passione genuina, influenza ancora oggi ogni scelta che facciamo — dalle materie prime che selezioniamo ai processi produttivi, fino al design delle etichette e alle collaborazioni artistiche. Cerchiamo sempre di mantenere un legame autentico con il territorio, ma con uno sguardo aperto all’innovazione e alla sperimentazione, perché crediamo che la tradizione sia un punto di partenza, non un limite.

 

L’acqua di sorgente locale è un elemento chiave nella vostra produzione. Come scegliete le materie prime e che criteri adottate per garantire una qualità elevata? Potete descrivere il vostro impianto di brassatura) e quali aspetti tecnici ritenete più critici nella produzione delle vostre birre, per preservarne pulizia, aroma e coerenza?

La scelta delle materie prime è uno degli aspetti più delicati e caratterizzanti del nostro lavoro. Selezioniamo malti di qualità, principalmente provenienti da filiere agricole italiane.

Per quanto riguarda i luppoli, scegliamo varietà che ci permettano di esprimere al meglio lo stile di ogni birra, combinando cultivar tradizionali con varietà più moderne e aromatiche. Il lievito, infine, è per noi un vero strumento di espressione: lo selezioniamo in base al profilo aromatico e alla capacità di esaltare il carattere del mosto senza sovrastarlo.

Nel nostro impianto da 2.5 ettolitri, curiamo ogni fase del processo con grande attenzione. Utilizziamo una sala cottura a due tini (ammostamento/bollitura e filtrazione/whirlpool), un sistema di raffreddamento a piastre, e fermentatori in acciaio inox a temperatura controllata, disponiamo di una piccola imbottigliatrice semiautomatica a quattro becchi e abbiamo recentemente avviato la produzione di lattine. Tutte le nostre birre sono non pastorizzate e non filtrata.

Qual è oggi la vostra strategia per distribuire le birre di 93? Puntate principalmente al mercato locale, nazionale o anche internazionale? Con quali tipi di partner collaborate ?

Attualmente, la nostra birra viene principalmente commercializzata presso il locale adiacente al birrificio. Collaboriamo inoltre con altri locali della zona e operiamo anche come beer firm.

 

Negli ultimi anni il mercato artigianale ha vissuto importanti cambiamenti: stili innovativi, consumatori più consapevoli, maggiore attenzione alla sostenibilità e alla trasparenza. In che misura queste tendenze vi influenzano?

Negli ultimi anni il panorama della birra artigianale è cambiato profondamente, e anche noi abbiamo sentito la necessità di evolvere senza snaturare la nostra identità. Le nuove tendenze — dall’attenzione alla sostenibilità fino alla curiosità verso stili più innovativi — sono per noi stimoli positivi, che ci spingono a sperimentare e a riflettere su come migliorare ogni aspetto del nostro lavoro.

Sul piano produttivo, abbiamo introdotto nuove ricette e collaborazioni, cercando un equilibrio tra creatività e radici: accanto alle birre più classiche, proponiamo versioni stagionali o a edizione limitata,  come ad esempio collaborazioni con  birrifici locali per delle birre stagionali,  un IGA con mosto d’uva di Montonico (vitigno tipico della nostra zona), un APA con fieno in filtrazione e molto altro che valorizzano ingredienti locali e tecniche moderne.

In termini di sostenibilità, stiamo lavorando per ridurre l’impatto ambientale: ottimizzazione dei consumi idrici ed energetici, riutilizzo delle trebbie in ambito agricolo e scelta di packaging più leggeri e riciclabili.

Dal punto di vista del consumo, ci sorprende in positivo la maggiore consapevolezza del pubblico: oggi chi sceglie una birra artigianale non cerca solo una bevanda diversa, ma vuole conoscere la sua storia, il territorio e il valore umano che rappresenta.

Per noi queste tendenze non sono una moda, ma un’occasione per crescere insieme ai nostri consumatori, mantenendo saldo il filo che unisce tradizione, qualità e innovazione.

 

Guardando in avanti, quali sono i vostri obiettivi per Birrificio 93 nei prossimi anni? Pensate a espansione della produzione, nuovi impianti, linee sperimentali, collaborazioni oppure consolidamento territoriale? E quali sfide principali prevedete, in termini di costi, competitività, sostenibilità ambientale o regolamentare?

Guardando ai prossimi anni, il nostro obiettivo principale è continuare a crescere in modo sostenibile, mantenendo intatta la filosofia che ha dato vita a Birrificio 93: qualità, identità e legame con il territorio. Non inseguiremo una crescita “a tutti i costi”, ma vogliamo consolidare ciò che abbiamo costruito e farlo evolvere con coerenza.

Sul piano produttivo,stiamo sviluppando come già detto prima delle linea sperimentali, dedicate a birre stagionali e collaborazioni con altri produttori, artigiani o realtà agricole locali — un modo per continuare a innovare restando fedeli alle nostre radici.

Per noi il futuro di Birrificio 93 significa crescita consapevole, innovazione e radici salde. Vogliamo continuare a raccontare il nostro territorio attraverso birre autentiche, migliorando ogni giorno la qualità e la sostenibilità del nostro lavoro. Le sfide non ci spaventano: le vediamo come occasioni per evolvere, restando fedeli a ciò che siamo — un piccolo birrificio artigianale con grandi idee e una passione sincera per la birra fatta bene.

Maggiori informazioni alla pagina Facebook ufficiale del birrificio: Birrificio 93 | Montefino | Facebook

 

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Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Dopo aver frequentato la celebre Scuola enologica di Alba, ho conseguito le lauree in Scienze viticole ed enologiche, Scienze e tecnologie alimentari e Biotecnologie vegetali presso l’Università degli Studi di Torino. Più per vocazione che per professione, mi dedico all’insegnamento tecnico di settore alimentare come docente presso l’IIS Umberto Primo, l’ITS Academy Agroalimentare e l’ITS Academy Turismo del Piemonte. Amo, inoltre, lavorare come consulente di innovazione nelle cantine, nei birrifici e nelle aziende agroalimentari, anche grazie all’esperienza maturata con il Birrificio contadino Cascina Motta, di cui sono proprietario, dove ho messo a punto la produzione delle materie prime (cereali e luppoli) e trasformazione brassicola completamente a filiera aziendale (maltazione compresa). Inoltre sono editore di Giornale della Birra, Giornale del Caffè e Giornale del Cioccolato e divulgatore scientifico come collaboratore presso altre riviste e giornali tecnici di settore. Grazie ad un po’ di gavetta, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo giornale: a distanza di oltre 10 anni dalla messa on-line, non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Informazioni di contatto professionale: massimo.prandi@giornaledellabirra.it