Numero 49/2025

2 Dicembre 2025

Birrificio Angelo Poretti: 150 anni di luppoli, innovazione e sostenibilità. Il futuro della birra spiegato dal Birrificio di Induno Olona

Birrificio Angelo Poretti: 150 anni di luppoli, innovazione e sostenibilità. Il futuro della birra spiegato dal Birrificio di Induno Olona

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Sorto nel 1877 nel cuore della Valganna, a Induno Olona (VA), il Birrificio Angelo Poretti rappresenta una delle realtà storiche del panorama birrario italiano. Fondato da Angelo Poretti, che dopo aver viaggiato in Austria, Boemia e Baviera scoprì i segreti dell’arte birraria, il birrificio è stato creato in una zona scelta per l’acqua purissima e l’ambiente ideale per la produzione.

Dal 2002 il Birrificio Angelo Poretti è parte integrante di Carlsberg Italia, portando avanti con orgoglio la propria tradizione italiana e arricchendola con lo spirito internazionale del Gruppo. Oggi il Birrificio offre una gamma completa che va dalle classiche 3 e 4 Luppoli alle specialità 9 Luppoli, fino alla versione analcolica “4 Luppoli Zero”, accompagnate da continue innovazioni nei processi e nel packaging.

Tra le principali leve strategiche figura l’innovazione nel processo (ad esempio il sistema di spillatura DraughtMaster con fusti in rPET senza CO₂ aggiunta) e l’attenzione alla sostenibilità, oltre che la valorizzazione del luppolo italiano.
In questa intervista, realizzata con Serena Savoca, Marketing & Corporate Affairs Director di Carlsberg Italia, ci proponiamo di conoscere da vicino le scelte che hanno portato il birrificio al successo, il modo in cui affronta le nuove sfide del mercato birrario e quali siano le prospettive future in termini di prodotto, distribuzione e sostenibilità.

 

 

Il vostro marchio ha saputo distinguersi non solo per la tradizione, ma anche per l’innovazione: pensiamo, per esempio, alle birre senza alcol o alle linee speciali con vari luppoli. Quali sono, a vostro avviso, le innovazioni di prodotto o servizio che hanno avuto maggiore impatto nel consolidare il successo di Poretti sul mercato — sia nei confronti dei consumatori sia degli operatori Ho.Re.Ca o della GDO? Quale fattore (qualità, brand, distribuzione, innovazione tecnologica) ritenete sia stato decisivo?

Birrificio Angelo Poretti da sempre si distingue per il suo legame profondo con il territorio, quello della Valganna nel varesotto e l’innovazione resta un driver di crescita fondamentale e un tratto distintivo. Questo si è tradotto, negli anni, ad esempio, nell’ampliamento di portafoglio con prodotti che rispondono alle esigenze del mercato, frutto del sapiente lavoro del nostro Mastro Birraio. Tra le novità introdotte, emerge l’incremento di opzioni premium e analcoliche nella nostra gamma, in linea con i trend del mercato. Ad esempio, la 4 Luppoli Zero del Birrificio Angelo Poretti esprime perfettamente questa richiesta: è una birra analcolica, realizzata con luppolo coltivato in Italia, ampiamente riconosciuta dai consumatori per la sua qualità eccellente e il gusto unico, che dimostra che scegliere una birra zero alcol non significa rinunciare al piacere del gusto. Non a caso, proprio questa birra continua a crescere con grande soddisfazione in un segmento – quello analcolico – che risulta molto dinamico. Anche la nostra premium 9 luppoli IPA del Birrificio Angelo Poretti ha registrato una crescita importante, in linea con le tendenze del mercato.

Negli ultimi anni abbiamo inoltre rafforzato la filiera Made in Italy, puntando sui luppoli coltivati nel nostro Paese e sull’expertise birraria italiana: il luppolo coltivato in Italia è oggi utilizzato in tutta la gamma del Birrificio Angelo Poretti, rendendo queste birre un vero simbolo dell’impegno di Carlsberg verso la sostenibilità e l’approvvigionamento locale. Attraverso questo approccio sosteniamo l’imprenditorialità italiana, dando valore ai piccoli agricoltori che scelgono di innovare con visione e passione. In questo modo contribuiamo a rafforzare le comunità locali e a garantire birre di qualità e autentiche, per consumatori sempre più attenti alla trasparenza e alla responsabilità ambientale.

Inoltre, sul fronte dell’innovazione, l’Italia è stata il Paese pilota scelto dal Gruppo per sperimentare e implementare la tecnologia DraughtMaster: il sistema di spillatura senza CO₂ che utilizza fusti in PET riciclato. Questa soluzione, oggi adottata su scala globale, ha recentemente visto l’introduzione della versione X10, pensata per i locali di dimensioni ridotte. Grazie alle analisi LCA certificate condotte annualmente, possiamo quantificare l’impatto ambientale della tecnologia DraughtMaster, in tutte le sue applicazioni, attraverso quella che chiamiamo l’equivalenza dell’“Orologio degli alberi”: ogni 60 litri di birra spillati evitano l’emissione di 25 kg di CO₂ nell’atmosfera — la stessa quantità assorbita da un albero in un anno.

Il successo di un brand come Birrificio Angelo Poretti è un mix di tutti questi asset: forte legame con il territorio, attenzione per la qualità e la distintività del prodotto, passione per l’innovazione, sia nelle ricette che nei processi produttivi.

 

Il processo produttivo è fondamentale: dal luppolo alla fermentazione, dalla linea alla logistica. Potete illustrarci quali tecnologie e pratiche produttive avete introdotto recentemente (ad esempio l’utilizzo di luppolo coltivato in Italia, nuovi sistemi di spillatura, fusti in PET, versioni 0% alcol) e come queste innovazioni contribuiscono al vostro portafoglio prodotti e alla differenziazione nel mercato?

Come già anticipato, in questi ultimi anni stiamo lavorando allo sviluppo della filiera del luppolo coltivato in Italia: dal 2019 abbiamo avviato la nostra partnership con Italian Hops Company, prima azienda italiana impegnata nella produzione e commercializzazione di luppolo grazie alla quale siamo stati il primo Grande Birrificio a utilizzare luppolo coltivato in Italia nelle birre del Birrificio Angelo Poretti. Grazie alla collaborazione, l’utilizzo di luppolo italiano da parte di Carlsberg è in crescita: dal 12% del 2022 al 17% del 2023 e del 2024. Inoltre, a fine 2024 abbiamo firmato un accordo strategico con il CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), per promuovere la ricerca e l’innovazione sul luppolo coltivato in Italia. È un progetto in cui crediamo molto e che nel tempo ci permetterà di portare risultati concreti per la filiera.

Per quanto riguarda i sistemi di spillatura, DraughtMaster ha visto nel 2024 il lancio della versione X10, che si rivolge a coloro che hanno uno spazio limitato da dedicare agli impianti di spillatura. Un vantaggio ancora più tangibile a beneficio dell’esperienza del consumatore finale che può godere di un’ottima birra alla spina. Inoltre, tutti i sistemi DraughtMaster sono oggi dotati di fusti rPET al 50%.

Il nostro portafoglio prodotti è sempre in evoluzione, in linea con le richieste e le tendenze del mercato. Il grande successo della nostra 4 Luppoli Zero del Birrificio Angelo Poretti è frutto della sapiente ricetta del nostro Mastro Birraio che, attraverso l’uso di particolari lieviti, riesce a conferire al prodotto finale un gusto decisamente apprezzato e riconosciuto dal successo presso i consumatori. Abbiamo recentemente introdotto la 4 Luppoli Senza Glutine del Birrificio Angelo Poretti, realizzata seguendo rigorosi processi produttivi dedicati e certificati per garantire l’assenza di glutine. Questo ha comportato l’adeguamento della nostra linea con protocolli specifici, assicurando qualità e sicurezza per chi cerca un prodotto autentico e inclusivo.

Sicuramente ciò che ci distingue sul mercato è la varietà dei marchi e l’ampiezza della gamma di prodotti che offriamo, capaci di intercettare i gusti dei consumatori più diversi.

Inoltre, il consumatore riconosce l’attenzione che riponiamo verso la sostenibilità – che rendicontiamo ogni anno nel nostro ESG report che si rifà alla strategia ESG di Gruppo Together Towards Zero & Beyond – che abbraccia l’intera filiera produttiva: dalla ricerca di materie prime sempre più sostenibili, alla riduzione degli sprechi lungo tutto il ciclo di produzione, fino al ripensamento dei pack per limitare sprechi, costi ed energia.

In un contesto birrario complesso, la distribuzione e il supporto al cliente diventano elementi strategici. Qual è il vostro modello distributivo attuale (Ho.Re.Ca, GDO, export, assistenza al cliente, format brandizzati)? Che tipo di supporto offrite agli operatori (bar, ristoranti, eventi) per garantire la qualità del servizio e dell’immagine del marchio Poretti?

Come Carlsberg Italia operiamo direttamente sul canale della Grande Distribuzione / Distribuzione Organizzata e dei Clienti Speciali e, attraverso l’attività svolta da Carlsberg Horeca srl, società controllata al 100% da Carlsberg Italia, sul canale Ho.Re.Ca. dove serviamo sia grossisti indipendenti (IW) sia punti vendita diretti.

Per noi il consolidamento di una cultura birraria è un asset irrinunciabile e crediamo che essa sia il frutto non solo di un prodotto di qualità, ma anche delle persone che lo servono, delle storie che raccontano e delle esperienze che creano. Per questo, da oltre dieci anni ci impegniamo a condividere la nostra conoscenza e passione con gestori di bar e pub, offrendo loro gli strumenti per elevare l’esperienza birraria dei propri clienti.

In particolare, offriamo diversi percorsi formativi che coprono varie aree: dalla gestione del sistema DraughtMaster – dalla pulizia e manutenzione al cambio fusti e all’utilizzo della tecnologia stessa, con un servizio clienti sempre a disposizione anche grazie all’apposita app collegata; alla formazione sulle tecniche di spillatura perfetta,  per garantire che ogni bicchiere rifletta la qualità della birra proposta, passando per sessioni di Beer storytelling, che prevedono descrizioni concise e coinvolgenti di ogni birra, della sua origine e delle sue caratteristiche distintive, fino ad arrivare a suggerimenti per abbinamenti gastronomici, per aiutare i locali a creare momenti memorabili attraverso combinazioni pensate tra birra e menu.

Questo approccio pratico e orientato ai valori riflette la nostra convinzione che la formazione sia una pietra miliare della qualità, e che ogni bar, indipendentemente dalle dimensioni, meriti accesso agli strumenti e alle conoscenze per servire la birra al meglio.

La sostenibilità rappresenta oggi una leva imprescindibile per i birrifici moderni: riduzione delle emissioni, filiere più corte, packaging riciclabile, logistica efficiente. In che modo Birrificio Angelo Poretti (e Carlsberg Italia) stanno affrontando queste sfide? Potete fornire esempi concreti di azioni intraprese — dalla coltivazione del luppolo in Italia, all’uso di fusti PET, all’efficienza logistica — e spiegare quali sono i principali ostacoli da superare?

La nostra attenzione verso l’ambiente è rendicontata ogni anno nell’ESG Report, basato sui sei pilastri della strategia di Gruppo Together Towards Zero & Beyond: zero emissioni di CO₂, zero impronta agricola, zero rifiuti da imballaggio, zero spreco d’acqua, zero consumo irresponsabile e zero incidenti sul lavoro.

Tra questi, oggi il pilastro dell’agricoltura rigenerativa è una priorità strategica: ci siamo posti obiettivi ambiziosi – 30% di materie prime provenienti da agricoltura rigenerativa entro il 2030 e 100% entro il 2040. Stiamo lavorando concretamente in questa direzione e un progetto emblematico è quello legato al luppolo coltivato in Italia, già citato in precedenza.

Con questa iniziativa, Carlsberg Italia e il Birrificio Angelo Poretti contribuiscono alla costruzione di una filiera rigenerativa, locale e partecipativa, promuovendo pratiche agroalimentari sostenibili del Made in Italy e rafforzando il legame storico del Birrificio con il territorio. È un percorso sfidante, perché richiede la creazione di una vera cultura della filiera in Italia, ma le opportunità per generare valore a lungo termine sono concrete e significative.

Per quanto riguarda la produzione, siamo impegnati costantemente nell’efficientamento – tra cui, ad esempio, l’intensificazione dei controlli sulle perdite, mentre nel 2024 la riduzione delle emissioni dirette di CO2 è stata del -36,2% rispetto al 2015. Riponiamo grande attenzione alla riduzione del consumo e spreco di acqua: nel 2024 Carlsberg Italia è riuscita a recuperare e reimmettere nello stesso circuito l’acqua utilizzata per rigenerare i filtri a carbone e a stoccare in serbatoi per il riutilizzo anche l’acqua calda in esubero. Il monitoraggio dei consumi è poi passato da settimanale a giornaliero.

Inoltre, l’uso di fusti rPET per DraughtMaster ci consente non solo di limitare le emissioni di CO2, ma, essendo più leggeri del 43% rispetto ai tradizionali fusti, riusciamo anche a rendere più efficiente la logistica con un calo delle emissioni legate al consumo di carburante dei veicoli.

Per chiudere il cerchio della produzione, la progressiva eliminazione dell’interfalda nei cartoni da 66 cl ha consentito nel solo 2024 di risparmiare 48 tonnellate di carta, pari a 21 campi da calcio e altre 7,5 tonnellate risparmiate, pari ad altri 14 campi da calcio, derivano dall’ottimizzazione delle retro-etichette.

Guardando ai prossimi anni, quali sono le principali novità e progetti che avete in agenda? Avete in programma lanci di nuovi stili birrari, espansione internazionale, maggior penetrazione nel segmento alcol-free, evoluzione del modello di brand experience, o investimenti in tecnologie emergenti? Qual è la vostra visione per il futuro di Poretti e per il ruolo che intendete giocare nel panorama birrario italiano ed internazionale?

Nei prossimi anni abbiamo in programma importanti novità per Carlsberg Italia, che continua a guardare al futuro senza perdere di vista la sua tradizione ultracentenaria.

La nostra visione si articola su quattro direttrici principali:

  • Sviluppo del portafoglio prodotti, puntando sull’alcol-free e sul presidio del premium, rispondendo alle evoluzioni dei gusti e degli stili di consumo.
  • Innovazione costante: sia sul fronte prodotto, sia sul fronte tecnologico, attraverso l’evoluzione di DraughtMaster e soluzioni che migliorano efficienza e sostenibilità.
  • Investimenti nello stabilimento: proseguiremo con progetti di efficienza per garantire processi sempre più innovativi e sostenibili.
  • Brand experience e approccio glocal: rafforzeremo la nostra immagine di grande gruppo internazionale con una forte anima locale, espressa soprattutto dal Birrificio Angelo Poretti e dal suo legame con il territorio.

Tutto questo sarà guidato da un principio irrinunciabile: la sostenibilità, che resta al centro della nostra strategia, in linea con gli obiettivi ESG di Gruppo Together Towards Zero & Beyond.

 

 

Maggiori informazioni sull’azienda ed i prodotti al sito web aziendale: Home Page | Birrificio Angelo Poretti

 

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Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Dopo aver frequentato la celebre Scuola enologica di Alba, ho conseguito le lauree in Scienze viticole ed enologiche, Scienze e tecnologie alimentari e Biotecnologie vegetali presso l’Università degli Studi di Torino. Più per vocazione che per professione, mi dedico all’insegnamento tecnico di settore alimentare come docente presso l’IIS Umberto Primo, l’ITS Academy Agroalimentare e l’ITS Academy Turismo del Piemonte. Amo, inoltre, lavorare come consulente di innovazione nelle cantine, nei birrifici e nelle aziende agroalimentari, anche grazie all’esperienza maturata con il Birrificio contadino Cascina Motta, di cui sono proprietario, dove ho messo a punto la produzione delle materie prime (cereali e luppoli) e trasformazione brassicola completamente a filiera aziendale (maltazione compresa). Inoltre sono editore di Giornale della Birra, Giornale del Caffè e Giornale del Cioccolato e divulgatore scientifico come collaboratore presso altre riviste e giornali tecnici di settore. Grazie ad un po’ di gavetta, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo giornale: a distanza di oltre 10 anni dalla messa on-line, non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Informazioni di contatto professionale: massimo.prandi@giornaledellabirra.it