Numero 01/2026

30 Dicembre 2025

La nuova linea di birre di WhiteTree Brewing

La nuova linea di birre di WhiteTree Brewing

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Nella zona che anticamente era il cuore della Terra di Lavoro, dove tra mito, leggenda e storia sono legati a vari personaggi che vanno da Spartaco ad Ettore Fieramosca ed oggi luogo di allevamento di bufale ed eccellenze agricole, ha sede il birrificio WhiteTree Brewing.

Figura 1. Logo di WhiteTree Brewing

Nato nel 2012 come beerfirm per mano dei fratelli Sergio e Fabio Landolfi, dal 2025 è diventato a tutti gli effetti un birrificio assorbendo gli impianti del birrificio 082Tre dove Sergio ne faceva parte.

Se la linea di 082tre era incentrata su stili ad alta fermentazione di ispirazione belga, sulle basse fermentazioni di stampo germanico, oltre a proporre 2 Italian Grape beer con utilizzo di uva proveniente da vitigni locali come l’Asprinio di Aversa (su una base a bassa fermentazione, caso molto raro tra le birre collegate al vino) ed il Pallagrello Nero, tutte in bottiglia, le referenze con la nuova linea produttiva di WhiteThree inizialmente appartenevano al mondo inglese tutte in formato lattina, spaziando dalla Stout alla Pale Ale, alla Scottish Ale alla English IPA.

Figura 2. Stout

Figura 3. Pale Ale

 

Durante un Open Day del 16 novembre 2025, nello stabilimento produttivo di Capua, il birraio Sergio Landolfi, ha ufficializzato l’immissione sul mercato di 5 nuove birre, stilisticamente diverse da quelle già proposte in precedenza.

Figura 4. Sergio Landolfi durante la sua presentazione delle birre all’Open Day del 16.11.2025

 

Quattro di esse sono a bassa fermentazione a cui si aggiunge l’unica ad alta fermentazione che è una American IPA.

 

Delle birre a bassa fermentazione proposte tre sono di stampo tedesco, oltre ad una italian Pils. Una particolarità che riguarda la parte produttiva di questa famiglia di birre: Sergio preferisce brassarle con la tecnica di ammostamento in decozione, con l’obiettivo di enfatizzare il contributo organolettico della parte maltata.

Di seguito vi illustro la mia personale degustazione delle nuove birre, partendo dalle basse fermentazioni:

  • Lorien: in stile Helles, è una birra che si presenta con un colore dorato opaca, con una schiuma abbondante e persistente bianca a grana mediamente fine. Al naso si avvertono le note rustiche del cereale e del miele, oltre alla parte erbacea e floreale. In bocca entra dolce ma dopo subentra un amaro piacevole che accompagna la bevuta, con note gustative coerenti con le note percepite all’olfatto con una base maltata più valorizzata rispetto alle comuni chiare di stampo tedesco proposte dalla scena craft italiana. Corpo medio e buona carbonazione. Adatta alle calde temperature, è una birra molto beverina da bere a secchi.

Figura 5. Lorien (Helles)

 

  • Helm: ispirata alle Helles Bock, stile non molto diffuso tra i birrifici italiani, la birra è di un colore dorato carico, con una schiuma color avorio abbondante e persistente, mediamente fine. Il naso è mediamente intenso con note maltate che ci riconducono al cereale ed al caramello, ed il contributo del luppolo con aromi erbacei e con un percettibile floreale e speziato. Al sorso ingresso dolce ma con un amaro che segue successivamente. Profilo gustativo pulito con note coerenti con quelli descritti per la parte olfattiva.

Morbida, carbonatazione media e corpo medio che aiuta a tenere a bada il grado alcolico che è lievemente percettibile, ma la birra di beve facilmente. Una birra gradevole che ha rispettato le mie aspettative.

 

Figura 6. Helm (Helles Bock)

 

 

  • Arkenstone: qui andiamo con la più alcoolica delle birre presentate, una Doppelbock di colore ambrato scuro, con una schiuma abbondante, persistente e mediamente fine di color nocciola. Al naso impatto aromatico importante con la parte maltata presente con note di caramello, miele, biscotto, tostature e cenni fruttati che ricordano la prugna. Al gusto evidente la parte dolce accompagnata da una parte amara. Corpo medio e rotondo che sorregge la gradazione alcoolica comunque importante. Note gustative coerenti con le note avvertite al naso con evidenza di parte di caramello e miele. Nonostante la gradazione alcoolica anche essa è una birra che si beve facilmente e conclude con finale dolce e un percettibile speziato e (finalmente) non spinto sull’amaro come capita spesso nelle varie doppelbock proposte da molti birrifici italiani.

Figura 7. Arkenstone (Doppelbock)

 

  • Elessar: ispirata alle Italian Pils, era già disponibile nella versione alla spina da qualche mese e personalmente ho già avuto modo di degustarla durante l’ultimo Caserta Ber Fest tenutosi dal 19 al 21 settembre 2025 presso l’A1Expo di San Marco Evangelista (prov CE) spillata dallo stesso Sergio. Birra limpida dal colore giallo dorato con schiuma bianca pannosa e persistente. Al naso si avvertono note di cereale, erbacee e speziate con un contributo leggero e delicato dato dal dry hopping. Al gusto l’amaro è presente con note che vanno più sui sentori erbacei. La parte dolce dovuta al malto con note cerealose è percettibile. Birra altamente beverina. Finale sul secco.

Figura 8. Elessar (Italian Pils)

 

 

L’unica birra ad alta fermentazione delle nuove proposte è la Eryn, una American IPA brassata con tecnica del Double Dry Hopping. Birra di colore giallo dorato chiaro, con una schiuma presente bianca. Al naso aromi di frutta tropicale, pompelmo ed una parte balsamica che comprendeva anche il resinoso. Al gusto amaro presente ma non invadente, sorretto da una dolcezza ed una percettibile mineralità. Corpo medio con cremosità percettibile, buona carbonatazione che non fanno avvertire la gradazione alcoolica di 6.2%. Una esplosione di aromi in una birra con amaro molto presente ma facilmente gestibile nella bevuta.

 

Figura 9. Eryn (American IPA)

 

I lotti di tre birre descritte (Eryn, Helm ed Alkerstone) erano certificati gluten-free.

Dalla mia esperienza gustativa posso concludere che le birre di Sergio sono molto pulite e ben fatte, facili da bere ma allo stesso tempo che soddisfano la bevuta. Personalmente apprezzo molto la scelta della tecnica di decozione nel produrre le birre a bassa fermentazione proprio per valorizzare il contributo nei malti.

L’iniziativa di un Open Day (peraltro gratuito) è stata una bella occasione per conoscere meglio il birrificio e la filosofia produttiva di Sergio, oltre ad essere occasione di confronto su tematiche della birra artigianale anche con vari appassionati ed esperti del settore presenti all’evento.

Figura 10. Scatto effettuato durante le degustazioni da parte di Alessandro Allegretta (alla sinistra della foto), publican dell’iconica birreria 87 Old Road di Marcianise.

 

 

Infine, oltre alle nuove birre non vanno dimenticate quelle di ispirazione anglosassone (le prime proposte), dove tra tutte posso raccomandare la loro Stout, una birra che mi ha soddisfatto grazie al suo sapore e la piacevole nota di liquirizia e la Pale Ale.

 

Contatti

WhiteTree Brewing Co.

Via S.Maria Capua Vetere-traversa Fattorie Garofalo,

81043 Capua (CE)

Website: https://whitetreebrewing.it

Indirizzo e-mail: info@whitetreebrewing.it

Tel: 3473127980/ 3475920724

Account Instagram: whitetreebrewing

 

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Antonio Fiorentino
Info autore

Antonio Fiorentino

Sono nato a San Giorgio A Cremano, a pochi passi da Napoli, il 11 marzo 1983. Sposato con Mariarosaria dall’aprile del 2016 e padre di Francesco, nato nel novembre 2019.
Sono laureato in ingegneria biomedica e lavoro presso una azienda di dispositivi medici per lo scompenso cardiaco come responsabile commerciale per il Sud Italia.
Da anni coltivo la passione della birra ed ho conseguito l’attestato di Sommelier della birra di Secondo livello tramite l’AIS Campania, frequentato il corso di Beer Ambassador con Sommelier Italia e recentemente ho conseguito il titolo di Beer Master Sommelier con la Scuola Italiana Sommelier.
Sono sempre alla ricerca di corsi da frequentare per incrementare il mio bagaglio culturale sul mondo birraio ed in base ai miei impegni lavorativi cerco di frequentare i vari corsi tecnici e le monografie di Unionbirrai Academy e gli appuntamenti con i vari birrifici organizzati da Cronache di Birra.
La curiosità mi spinge a visitare luoghi birrai sia durante le mie vacanze personali e sia nelle ore di svago post lavoro, data la mia professione che mi consente di girare spesso durante la settimana.
Coltivo anche la passione della lettura tanto di essere in possesso di oltre 60 libri sul mondo della birra.
A casa ho un mio angolo bar dedicato alla birra con tanto di spillatore, 2 cantinette con oltre 170 birre e una vetrinetta con una varietà di bicchieri particolari in mostra. Oltre che a degustare e divertirmi a provare gli abbinamenti con il cibo, recensisco birre sull’applicazione geo social Untappd (nickname: antoniofiorentino) e mi diverto a pubblicare video di divulgazione tramite il mio canale youtube (https://www.youtube.com/@antoniobeerambassador)