Numero 45/2025

5 Novembre 2025

PolyKeg: la rivoluzione del fusto monouso che ha innovato il settore della birra spillata.

PolyKeg: la rivoluzione del fusto monouso che ha innovato il settore della birra spillata.

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Nell’universo della spillatura, l’innovazione non riguarda solo la ricetta della birra, ma anche il modo in cui viene consegnata al cliente finale. In questo contesto si inserisce il progetto PolyKeg®, azienda italiana specializzata nella produzione di fusti monouso in plastica riciclabile (PET) pensati per il beverage in generale, e in modo sempre più apprezzato nel mondo birrario. Con una esperienza che affonda le radici nella lavorazione del PET e nello sviluppo di packaging tecnici, PolyKeg ha messo a punto la gamma POLYKEG PRO 2.0 (con e senza sacco interno), concepita per offrire protezione, barriera ai gas, leggerezza e facilità d’uso, mantenendo compatibilità con i sistemi di riempimento e spillatura esistenti.

L’elemento che differenzia l’offerta PolyKeg è il design orientato alla sostenibilità: i fusti sono progettati per ridurre scarti, ottimizzare la logistica e favorire il riciclo.
Nel 2025 PolyKeg è stata selezionata come finalista del “Best Performing Small Company” per la sua crescita sostenibile in Italia, un riconoscimento che evidenzia l’attenzione non solo all’aspetto tecnologico ma anche ai valori ambientali e strategici dell’azienda.

Oltre alla birra, l’offerta PolyKeg si estende anche ad altri segmenti del beverage: vino, sidro, soft drinks, cocktails e caffè in versione spillata.
In questa intervista con Sergio Sonzogni, CEO di Polykeg. esploreremo i motivi del successo dell’azienda nel mondo birrario, le sfide legate alla sostenibilità, le modalità di distribuzione e supporto, la diversificazione ai settori paralleli e le prospettive future.

PolyKeg si presenta come pioniere dei fusti monouso in PET, con la linea POLYKEG PRO 2.0 che introduce soluzioni con o senza sacco interno. Puoi illustrarci quali sono le innovazioni tecnologiche più rilevanti che avete introdotto e quale aspetto — secondo voi — è stato determinante per la vostra penetrazione e successo nel mercato, sia tra i birrifici artigianali che tra quelli industriali?

In Polykeg il miglioramento dei processi produttivi e dei prodotti è continuo, grazie al fatto che l’azienda progetta e realizza internamente ogni componente.
Il Polykeg PRO 2.0 rappresenta la sintesi di molte innovazioni: la smontabilità dei componenti, che ne consente la separazione dei materiali e lo rende il fusto più sostenibile sul mercato; le doppie valvole di sicurezza, che proteggono il fusto da eventuali sovrappressioni; e le velocità di riempimento ottimizzate, che riducono i tempi di infustamento con un conseguente abbattimento dei costi di produzione per il birrificio. Anche i processi produttivi sono stati profondamente ottimizzati: ogni fase del ciclo produttivo è oggi completamente automatizzata e il controllo qualità è esteso all’intero processo, non solo ai prodotti finiti o semilavorati. La penetrazione di Polykeg nel mercato è il risultato di un insieme di fattori: l’elevata qualità e affidabilità dei prodotti, il costo sostenibile, e soprattutto la cura e l’attenzione costante verso i clienti, che da sempre caratterizzano l’azienda.

 

In un mercato in cui la logistica e la rapidità sono essenziali, come è organizzato il vostro modello distributivo? Offrite servizio diretto, partnership con distributori, magazzini regionali? Quali strumenti di supporto offrite ai clienti  per facilitare l’adozione dei vostri fusti?

PolyKeg collabora in esclusiva con selezionati distributori locali in oltre dieci Paesi, in grado di offrire ai birrifici artigianali un servizio capillare e completo, che include anche la fornitura di materie prime e accessori.
Per i birrifici industriali, invece, le forniture vengono gestite direttamente dai nostri due siti produttivi, garantendo continuità, efficienza e tempi di approvvigionamento ottimali.
Grazie ai processi produttivi modulari e compatti, PolyKeg può collocare le proprie unità produttive in prossimità dei principali mercati, riducendo sensibilmente costi logistici e impatto ambientale.
Il servizio clienti rappresenta uno dei punti di forza dell’azienda: ogni birrificio può contare su un supporto tecnico costante in ogni fase, prima, durante e dopo la vendita, per garantire un corretto utilizzo del fusto e massimizzare l’efficienza del processo di spillatura. Un approccio che conferma l’attenzione e la vicinanza che da sempre contraddistinguono PolyKeg.

 

Uno dei punti di forza dichiarati di PolyKeg è la sostenibilità: produzione efficiente, riciclabile, riduzione degli sprechi e logistica ottimizzata. Potete approfondire come applicate queste strategie nella scelta dei materiali, nel ciclo produttivo, nel trasporto e nella gestione a fine vita del fusto? Quali sfide ambientali del settore spillato avete individuato e come intendete affrontarle?

Nel fusto PolyKeg PRO 2.0 è stato semplificato il mix dei materiali, privilegiando l’impiego di componenti completamente riciclabili. Il design è stato sviluppato per consentire una rapida e completa smontabilità, rendendo possibile la separazione dei materiali e il loro riciclo integrale. Questo garantisce un fine vita realmente sostenibile, in linea con i principi di economia circolare che ispirano la filosofia di PolyKeg. I processi produttivi, ottimizzati e basati su un approccio modulare, compatto e totalmente automatizzato, assicurano elevati standard di qualità e riducono al minimo gli scarti, i consumi energetici e l’utilizzo di materie prime. Questo approccio consente di migliorare costantemente l’efficienza ambientale e di rendere la produzione sempre più pulita e responsabile. Anche la logistica è parte integrante della strategia di sostenibilità: la possibilità di localizzare le unità produttive vicino ai mercati di riferimento permette di ridurre le distanze di trasporto, abbattere le emissioni e migliorare l’efficienza complessiva della supply chain. Una delle principali sfide ambientali per il settore spillato riguarda la gestione del fine vita dei contenitori monouso. PolyKeg affronta questa sfida promuovendo la corretta raccolta e il riciclo dei materiali, e collaborando con partner e operatori del settore per favorire un modello sempre più circolare e sostenibile lungo tutta la filiera.

 

 

Sebbene la birra sia un segmento centrale, PolyKeg indica che i suoi fusti possono essere utilizzati anche per vino, sidro, bevande analcoliche, cocktails e persino caffè in modalità spillata. Quali settori alternativi stanno mostrando maggior crescita o interesse per i vostri prodotti? Avete casi concreti o progetti in corso al di fuori del birrario che ritenete particolarmente promettenti?

L’interesse per i fusti PolyKeg si sta ampliando oltre il mondo birrario, con una crescita particolarmente significativa nel settore dei cocktail spillati. Sempre più gestori di locali, organizzatori di eventi e franchising scelgono i nostri fusti come soluzione pratica, efficiente e sostenibile per offrire drink di qualità in modo rapido e sicuro. Oltre ai cocktail, stiamo seguendo con attenzione anche il settore del vino, che rappresenta per noi un naturale ambito di sviluppo e un interessante terreno di crescita per ampliare ulteriormente le applicazioni del sistema PolyKeg.

Guardando avanti nei prossimi 3-5 anni, quali novità tecnologiche o strategiche avete in cantiere? Qual è la visione che guida PolyKeg nel plasmare il futuro del beverage alla spina?

Da un lato, il continuo miglioramento dei processi produttivi e dei prodotti rappresenta per PolyKeg una costante: l’obiettivo è rendere il fusto sempre più performante, sostenibile, affidabile ed economicamente vantaggioso.
Dall’altro, stiamo lavorando allo sviluppo di nuove soluzioni e sistemi di spillatura professionali destinati a mercati alternativi, con l’intento di ampliare le possibilità d’uso del nostro sistema e consolidare la posizione di PolyKeg come punto di riferimento nel settore del beverage alla spina del futuro.

 

Maggiori informazioni sui prodotti PolyKeg sul sito web ufficiale dell’azienda: POLYKEG

 

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Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Dopo aver frequentato la celebre Scuola enologica di Alba, ho conseguito le lauree in Scienze viticole ed enologiche, Scienze e tecnologie alimentari e Biotecnologie vegetali presso l’Università degli Studi di Torino. Più per vocazione che per professione, mi dedico all’insegnamento tecnico di settore alimentare come docente presso l’IIS Umberto Primo, l’ITS Academy Agroalimentare e l’ITS Academy Turismo del Piemonte. Amo, inoltre, lavorare come consulente di innovazione nelle cantine, nei birrifici e nelle aziende agroalimentari, anche grazie all’esperienza maturata con il Birrificio contadino Cascina Motta, di cui sono proprietario, dove ho messo a punto la produzione delle materie prime (cereali e luppoli) e trasformazione brassicola completamente a filiera aziendale (maltazione compresa). Inoltre sono editore di Giornale della Birra, Giornale del Caffè e Giornale del Cioccolato e divulgatore scientifico come collaboratore presso altre riviste e giornali tecnici di settore. Grazie ad un po’ di gavetta, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo giornale: a distanza di oltre 10 anni dalla messa on-line, non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Informazioni di contatto professionale: massimo.prandi@giornaledellabirra.it