Numero 45/2025

4 Novembre 2025

Blockchain e birra: la nuova frontiera della trasparenza

Blockchain e birra: la nuova frontiera della trasparenza

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Negli ultimi anni, la blockchain è uscita dal mondo delle criptovalute per entrare a pieno titolo nel settore agroalimentare. Nella filiera della birra, questa tecnologia può garantire tracciabilità, autenticità e fiducia, aspetti sempre più apprezzati dai consumatori.

Come funziona la blockchain applicata alla birra

Ogni fase produttiva può essere registrata in un registro distribuito e immutabile: dalla semina dell’orzo ai controlli microbiologici, fino al confezionamento e alla distribuzione.
Le informazioni possono essere rese disponibili tramite QR code sulle etichette, consultabili dai consumatori con uno smartphone.

Applicazioni pratiche nella filiera birraria

In Francia, il progetto Connecting Food utilizza blockchain per tracciare cereali e materie prime destinate alle malterie e ai birrifici.
In Italia, il birrificio Baladin, in collaborazione con la startup EzLab, ha implementato un sistema blockchain che certifica ogni fase della produzione: dalla coltivazione dell’orzo piemontese fino al riempimento delle bottiglie. Il consumatore può verificare i dati in tempo reale scansionando un QR code sull’etichetta.

Blockchain e sicurezza alimentare

Oltre alla tracciabilità, la blockchain permette di certificare i controlli di qualità. Analisi microbiologiche, parametri di fermentazione e risultati HACCP possono essere registrati in modo permanente, garantendo trasparenza e riducendo il rischio di frodi o falsificazioni.

Valore aggiunto per i consumatori e per i birrifici

Per i consumatori, la blockchain significa fiducia: sapere da dove proviene il cereale, chi lo ha coltivato, quando è stato maltato e come è stata prodotta la birra.
Per i birrifici, rappresenta un potente strumento di marketing e differenziazione, soprattutto nel segmento premium e artigianale, dove autenticità e storytelling sono determinanti.

Uno sguardo al futuro

La blockchain potrebbe integrarsi con altre tecnologie: IoT per il monitoraggio in tempo reale, digital twin per simulare shelf life e intelligenza artificiale per correlare dati agricoli e sensoriali.
Il risultato sarà una filiera completamente trasparente, dove ogni bicchiere racconterà una storia certificata, unendo tradizione brassicola e innovazione tecnologica.

 

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Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Dopo aver frequentato la celebre Scuola enologica di Alba, ho conseguito le lauree in Scienze viticole ed enologiche, Scienze e tecnologie alimentari e Biotecnologie vegetali presso l’Università degli Studi di Torino. Più per vocazione che per professione, mi dedico all’insegnamento tecnico di settore alimentare come docente presso l’IIS Umberto Primo, l’ITS Academy Agroalimentare e l’ITS Academy Turismo del Piemonte. Amo, inoltre, lavorare come consulente di innovazione nelle cantine, nei birrifici e nelle aziende agroalimentari, anche grazie all’esperienza maturata con il Birrificio contadino Cascina Motta, di cui sono proprietario, dove ho messo a punto la produzione delle materie prime (cereali e luppoli) e trasformazione brassicola completamente a filiera aziendale (maltazione compresa). Inoltre sono editore di Giornale della Birra, Giornale del Caffè e Giornale del Cioccolato e divulgatore scientifico come collaboratore presso altre riviste e giornali tecnici di settore. Grazie ad un po’ di gavetta, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo giornale: a distanza di oltre 10 anni dalla messa on-line, non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Informazioni di contatto professionale: massimo.prandi@giornaledellabirra.it