Numero 49/2025

3 Dicembre 2025

Come costruire una economia circolare del lievito e degli scarti brassicoli

Come costruire una economia circolare del lievito e degli scarti brassicoli

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Lo scarto non è un residuo ma una frase incompiuta del processo: ciò che il lievito non ha ancora detto. Oggi i flussi in generale definiscono le comunità a cui appartengono più dei confini che li limitano o che cercano di limitarli; riconfigurare gli scarti dei lieviti significa ridisegnare le loro relazioni con la materia e creare nuovi modelli con elementi che sono evolutivi per definizione. Non solo la tecnica è ecologia morale: ciò che nutre i microbi nutre la società: il cibo è bene civile: recuperare gli scarti è restituire giustizia alla filiera e se l’essenzialità del gesto: togliere il superfluo, per far parlare il necessario questo vale anche quando si chiama trebbie, trub, lievito esausto.

Dobbiamo quindi passare dal concetto di “gestione rifiuti” a “curatela dei flussi”: il birrificio deve diventare come una officina di trasformazioni dove ogni output trova un nuovo contesto d’uso. Il lievito, nuovo terroir, di cui avevamo parlato, diventa anche architetto dello zero-spreco: guida le traiettorie del recupero, misura la qualità dei ritorni, educa la filiera a pensarsi come metabolismo condiviso.

 

 

Ma vediamo qualcosa di completo con l’aiuto dell’A.I.

1) Mappatura dei flussi e linee di valorizzazione

1.1 Surplus di lievito (slurry, fondami, schiume)

  • Composizione: proteine, vitamine B, nucleotidi; pareti ricche di β-glucani/mannoproteine.

Spiegazione: orienta verso ingredienti alimentari/tecnici (autolisi, estratti) o bioproteina (SCP); le frazioni paretali abilitano usi funzionali (schiuma, mouthfeel, prebiotico).

→ Sintesi operativa estesa: profilare la biomassa per “famiglie d’uso” (re-pitch / estratti / SCP) con un protocollo analitico standard; alimentare il gemello digitale con queste classi per pre-allocare i volumi per settimana e legarli a sbocchi e KPI €/hl.

  • Re-pitch condizionale se vitalità/viabilità e deriva aromatica entro soglia.

Spiegazione: massimizza resa fermentativa e riduce acquisti di lievito; soglie basate su letture ABER (biomassa viva) + purezza/performance in laboratorio.

→ Sintesi operativa estesa: definire “finestre operative” per ceppo e stile (T, pitch rate, O₂); l’ABER governa lo switch re-pitch→valorizzazione; KPI: tasso di re-pitch riusciti, deviazioni aromatiche, riduzione OPEX lievito.

  • Autolisi controllata → estratti/autolisati (umami) + separazione di mannoproteine/β-glucani.

Spiegazione: inattivazione/idrolisi liberano nucleotidi/peptidi per uso food; le mannoproteine migliorano stabilità colloidale in beverage/bakery.

→ Sintesi operativa estesa: parametrizzare tempi/enzimi/temperatura per massimizzare resa umami; creare schede tecniche lotti; integrare nel catalogo ingredienti con tracciabilità da ceppo e batch.

  • SCP (Single Cell Protein) per feed/acquacoltura con essiccazione e standardizzazione.

Spiegazione: valorizza biomassa non re-pitchabile; richiede specifiche micro/metalliche e curva di essiccazione che preservi amminoacidi.

→ Sintesi operativa estesa: impostare una linea “grade feed” separata; contratti quadro con mangimifici; KPI: €/t, conformità, energia/kg H₂O rimossa.

  • Biorisanamento tramite pareti cellulari come adsorbenti in acque di processo.

Spiegazione: frazioni mannano-glucaniche legano contaminanti; riduce OPEX di depurazione.

 

→ Sintesi operativa estesa: integrare un loop pilota in impianto acque; bilancio costi/benefici rispetto a coagulanti; KPI: riduzione COD/metalli, costo €/m³.

  • Tecniche chiave: separazione, inattivazione, idrolisi enzimatica, essiccazione; decisione batch-wise su dati ABER + lab.

Spiegazione: la catena misura→soglia→azione assegna l’uso migliore per ogni lotto.

→ Sintesi operativa estesa: mappare punti di misura ABER (scarico, trasferimenti, cone to brink); collegare automaticamente il routing nel MES; audit trimestrale di soglie.

1.2 Trebbie di malto (spent grain)

  • Composizione: alta fibra, proteine, frazioni fenoliche; umidità elevata.

Spiegazione: nutriente ma deperibile; richiede finestra operativa stretta o pre-trattamenti.

→ Sintesi operativa estesa: definire SLA di ritiro <6–12 h o pre-essiccazione; collegare il piano ritiri al gemello digitale per evitare stalli e perdite di valore.

  • Food (farine/impasti/snack) e idrolizzati come substrato per colture microbiche (SCP).

Spiegazione: linee B2B/B2C ad alto contenuto fibra/proteine; idrolizzati “moltiplicano” il valore.

 

 

Per maggiori informazioni potete visitare il sito www.Nutrinomics.tech anche, se ancora in “costruzione” per altri temi, oppure contattateci via mail info@pharma-tech.it

 

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Maurizio Castri
Info autore

Maurizio Castri

Ho iniziato a lavorare appena diplomato, a livello universitario vengo da studi economici – ho iniziato a lavorare in una commissionaria di Borsa – e dopo 4 anni sono divenuto direttore finanziario di un gruppo di GDO nel sud Italia. Nel 1983 ho iniziato una collaborazione con IBM da cui sono nate collaborazioni di ricerca con ambienti informatici di massimo livello internazionale e nel 2002 ho presentato, con altri partner, la prima piattaforma di analisi predittiva su Big-Data economici – il tasso di cambio Euro/Dollaro – che includeva molte delle tecniche di analisi statistica utilizzate dall’odierna A.I. .
Come ricercatore e consulente CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche – con la delega per il Made in Italy ho lavorato con molte Istituzioni nel campo dell’Innovazione e del trasferimento tecnologico, in tutto il mondo e in molti settori: Dalla Moda al Design fino alla Produzione Alimentare.
Nella gastronomia scientifica sono arrivato come consulente di Hilton Italiana Company e Gruppo De Cecco cui sono poi seguite altre numerose esperienze di ogni tipo sia in campo produttivo che operativo. Oggi collaboro con Pharmatech srl ed il suo dipartimento Nutrinomics . Mail: mauriziocastri@nutrinomics.tech