Numero 49/2025

2 Dicembre 2025

La digitalizzazione nella filiera della birra: dal campo al bicchiere

La digitalizzazione nella filiera della birra: dal campo al bicchiere

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Negli ultimi anni, la birra non è più solo il frutto di processi tradizionali e manuali, ma si sta trasformando in un prodotto guidato dai dati. La digitalizzazione della filiera, dalla coltivazione dei cereali fino alla distribuzione, rappresenta una delle sfide e delle opportunità più interessanti per birrifici grandi e piccoli.

Internet of Farming: il campo come laboratorio digitale

La filiera della birra inizia con l’orzo e il luppolo. Oggi, grazie al cosiddetto Internet of Farming, le coltivazioni possono essere monitorate con sensori nel terreno, droni e satelliti che raccolgono dati su umidità, nutrienti e salute delle piante.
Un esempio concreto arriva dal progetto SmartBarley di AB InBev, che coinvolge migliaia di agricoltori a livello globale. Attraverso piattaforme digitali, i coltivatori ricevono consigli su irrigazione e fertilizzazione, aumentando resa e qualità dei raccolti.

In Italia, cooperative agricole del Friuli Venezia Giulia hanno iniziato a utilizzare immagini satellitari ESA per monitorare la crescita dell’orzo destinato alla produzione di birre artigianali regionali. Questo permette interventi mirati, riduzione degli sprechi e miglioramento della qualità del malto.

La maltazione intelligente e i birrifici connessi

Il processo non si ferma al campo: le malterie più innovative integrano i dati raccolti in fase agricola. Boortmalt, ad esempio, utilizza piattaforme digitali che collegano le caratteristiche dell’orzo alle impostazioni degli impianti, regolando ammollo e germinazione con precisione.

Nei birrifici, la digitalizzazione diventa ancora più evidente. Sistemi IoT (Internet of Things) monitorano la fermentazione minuto per minuto, mentre algoritmi predittivi segnalano possibili deviazioni. Carlsberg ha sperimentato il progetto “Beer Fingerprinting”, che consente di analizzare il profilo aromatico della birra già durante la fermentazione, riducendo i tempi di controllo qualità.

Personalizzazione e sostenibilità

La Smart Factory consente non solo maggiore efficienza, ma anche flessibilità. Alcuni birrifici, come Mikkeller in Danimarca, utilizzano piattaforme digitali per raccogliere feedback dei consumatori e sviluppare birre personalizzate, accorciando i tempi tra ideazione e produzione.
Al tempo stesso, i sistemi digitali riducono consumi idrici ed energetici: SABMiller ha implementato tecnologie per abbassare l’acqua necessaria da 4,6 a 3,3 litri per litro di birra prodotta.

In sintesi, la digitalizzazione non snatura la tradizione brassicola, ma la rafforza. La birra del futuro sarà frutto della combinazione tra cultura millenaria e intelligenza dei dati.

 

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Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Dopo aver frequentato la celebre Scuola enologica di Alba, ho conseguito le lauree in Scienze viticole ed enologiche, Scienze e tecnologie alimentari e Biotecnologie vegetali presso l’Università degli Studi di Torino. Più per vocazione che per professione, mi dedico all’insegnamento tecnico di settore alimentare come docente presso l’IIS Umberto Primo, l’ITS Academy Agroalimentare e l’ITS Academy Turismo del Piemonte. Amo, inoltre, lavorare come consulente di innovazione nelle cantine, nei birrifici e nelle aziende agroalimentari, anche grazie all’esperienza maturata con il Birrificio contadino Cascina Motta, di cui sono proprietario, dove ho messo a punto la produzione delle materie prime (cereali e luppoli) e trasformazione brassicola completamente a filiera aziendale (maltazione compresa). Inoltre sono editore di Giornale della Birra, Giornale del Caffè e Giornale del Cioccolato e divulgatore scientifico come collaboratore presso altre riviste e giornali tecnici di settore. Grazie ad un po’ di gavetta, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo giornale: a distanza di oltre 10 anni dalla messa on-line, non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Informazioni di contatto professionale: massimo.prandi@giornaledellabirra.it