Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 44/2017

1 novembre 2017

La fabbrica di birra più antica del mondo

La fabbrica di birra più antica del mondo


Tra i luoghi “sacri” che un amante della birra deve necessariamente conoscere c’è sicuramente la città tedesca di Frisinga, sede della fabbrica di birra più antica del mondo (tra quelle ancora attive). Nel 1923 la brauerei ha assunto il nome di “Birrificio di Stato Weihenstephan”.Opera, inoltre, in stretta collaborazione con la prestigiosa Università Tecnica di Monaco, sia come centro di riferimento internazionale della Scienza della Fabbricazione della Birraper l’insegnamento ai futuri mastri birrai che come centro di produzione ultramoderno.

 

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Ma veniamo alla storia di questa fabbrica. Corbiniano di Frisinga fu un monaco e vescovo della chiesa cattolica vissuto tra il 680 e il 730.Il Papa Gregorio II gli affidò il compito di evangelizzare i territori della Baviera e gli ordinò di stabilirsi a Frisinga per proseguire l’opera di conversione in quei territori. Con l’aiuto di Grimoaldo, duca di Baviera, costituì, nel 725, un monastero intitolato a Santo Stefano.La produzione di birra nell’Abbazia cominciò verosimilmente attorno all’anno 768, come conferma un documento dell’epoca dove si legge della presenza di un “giardino di luppolo” coltivato nei dintorni che doveva un tributo al monastero. Inizialmente era una birra molto forte e scura, riservata ai soli frati abitanti del monastero. In seguito, nel 1040 l’Imperatore Enrico III detto “Il Nero” concesse all’Abate Arnoldo la possibilità di vendere la birra, in precedenza destinata solo al monastero, anche agli abitanti della città di Frisinga: questa è la data di fondazione utilizzata dall’attuale brauerei che consente alle birre prodotte di esibire in etichetta l’effige “prodotte nel birrificio più antico del mondo”.

Nei secoli questo sacro luogo fu più volte distrutto da innumerevoli incendi e da un terremoto, dovette affrontare pestilenze, saccheggi, carestie e fu deturpato dalle invasioni barbariche dell’Est, sino a venire definitivamente soppresso ed in parte demolito, ufficialmente nel 1803 con la laicizzazione ad opera di Napoleone Bonaparte. Durante il processo di laicizzazione della Baviera il birrificio ed i terreni divennero di proprietà dello Stato bavarese.

 

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La varietà delle birre prodotte, avvalendosi di tradizionali e storiche ricette, determinati ed elevati standard qualitativi ed utilizzando tecniche all’avanguardia, sono valutate in molti casi come icone nelle rispettive tipologie di chiara matrice tedesca. Weihenstephan eccelle nella produzione di birre di “frumento” (Hefeweizen, Dunkelweizen e Weizenbock) come dimostrano gli svariati premi internazionali vinti negli anni. Il birrificio reso celeberrimo per le sue produzioni di birre di frumento, produce anche due birre dedicate a due santi, la Vitus dedicata appunto a San Vito e la possente doppelbockKorbinian dedicata al celebre santo.

 

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La figura di Corbiniano (poi divenuto santo), che ricordiamo essere il vescovo fondatore del monastero di Frisinga, tornò alle luci della ribalta durante il pontificato di Joseph Ratzinger. L’ex Papa tedesco fu infatti arcivescovo di quella stessi diocesi dal 1977 al 1982. Nello stemma di Papa Benedetto XVI inoltre viene raffigurato un orso, il celebre orso di San Corbiniano. Una leggenda narra infatti chein uno dei suoi viaggi verso Roma, il santo, di notte, fu attaccato da un orso che uccise il mulo che trasportava i suoi bagagli. Si narra che Corbiniano ammansì l’orso e gli ordinò di svolgere lo stesso compito del mulo che aveva appena sbranato. Arrivati a Roma il santo, come ricompensa, lascio l’orso libero.

 

Per chi volesse visitare la fabbrica, una volta arrivati a Weihenstephan è d’obbligo una sosta enogastronomica per provare la birra locale e qualche piatto tipico bavarese per accompagnarla.Ovviamente ciò che rende il luogo unico e speciale è il fatto che ci si trovi nella fabbrica di birra più antica del mondo.

Pierfrancesco Caffarelli
Info autore

Pierfrancesco Caffarelli

Classe 1988, nato a Licata, paese del profondo sud della Sicilia. Ho una laurea magistrale in Economia presso l’Università di Messina.

Il mio amore per la birra è nato proprio a Messina quando nel 2012 e per circa due anni, ho lavorato in un brewpub della città, iniziando ad apprezzare e a conoscere quello che sarebbe diventato un mio grande amore. Ho partecipato, come rappresentante del birrificio a diverse fiere nella mia regione, cercando il più possibile di trasmettere il mio amore e la mia passione per la birra. D’altronde, se si vuole provare a vendere un prodotto come questo, che a molti può essere sconosciuto, la cosa fondamentale è incuriosire la gente, trasmettendo la propria passione e voglia, alla conoscenza di questo fantastico mondo.

Non sono un esperto, non ho certificati però potrei parlare di birra e delle sue mille sfaccettature per ore senza mai fermarmi, solo allo scopo di trasmettere quanto più possibile, a chi ha la pazienza di ascoltarmi. Da qualche tempo cerco di fotografare tutte le birre che bevo e pubblicarle nella mia pagina Instagram, al solo scopo di incuriosire i miei followers e conoscere quanti più beerlover nel mondo.

Sono sempre pronto ad ascoltare e a leggere da “umile bevitore” le tante persone che scrivono e operano intorno a questo mondo. D’altronde non sono neanche un homebrewer, la birra preferisco berla e apprezzarla.