Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 06/2018

9 febbraio 2018

Solo Birra: il reportage della terza edizione!

Solo Birra: il reportage della terza edizione!

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Si è conclusa mercoledì 7 febbraio la terza edizione di “Solo Birra”, kermesse dedicata alle produzioni brassicole artigianali e sviluppata all’interno del 42° Expo Riva Hotel, una delle più importanti fiere nazionali dell’ospitalità e della ristorazione professionale.

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Importanti le novità dal punto di vista strutturale rispetto all’edizione 2017; in primo luogo la netta separazione fra l’area dedicata alla distribuzione di birre industriali e quella di “Solo Birra” e, in secondo luogo, il significativo ampliamento delle superfici a disposizione degli espositori aderenti a quest’ultima. Novità che, indubbiamente, denotano una sempre crescente sensibilità da parte degli organizzatori verso questo importante settore e la volontà degli stessi di offrirne una maggiore visibilità agli occhi degli oltre 27.000 visitatori che si sono susseguiti durante le 4 giornate fieristiche.

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23 i birrifici partecipanti all’edizione 2018; di questi, circa la metà provenienti dalla provincia di Trento – per lo più già presenti anche lo scorso anno – ed i restanti provenienti dai limitrofi Veneto e Lombardia, fatta eccezione per 2 produttori da, rispettivamente, Toscana e Lazio. Da sottolineare, però, anche la presenza di altri birrifici artigianali trentini, non presenti nel padiglione “Solo Birra” ma a rappresentare la realtà locale sotto l’egida di Confcommercio Trentino.

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Non sono, ovviamente, mancati incontri a tema nella centralissima area conferenze del padiglione. Oltre alla presentazione al pubblico di alcuni produttori, infatti, hanno trovato spazio diversi eventi gratuiti come quello dedicato agli abbinamenti birro-gastronomici o quello sulla nuova importante filiera del luppolo biologico trentino, ma anche i cosiddetti “fiori all’occhiello” rappresentati dagli interventi di importanti figure del settore nazionale quali Teo Musso, con un interessante seminario su materie prime a Km 0 e filiera corta, e Lorenzo “Kuaska” Dabove, con il suo prezioso contributo nell’avvicinamento del pubblico alla scoperta del mondo del Lambic e delle Italian Grape Ales.

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Davide Savorgnani
Info autore

Davide Savorgnani

Milanese di nascita, classe 1975, vengo adottato a 40 anni dalla città di Trento.

Parallelamente agli studi, prima, e, successivamente, alle attività lavorative di carattere commerciale che si susseguono negli anni, coltivo un profondo rapporto sentimentale con la birra; galeotto è l’assaggio di una bottiglia di Chimay tappo blu che, durante un tranquillo pranzo domenicale in età adolescenziale, mi apre le porte di questo meraviglioso universo. La miccia, ormai accesa, porta all’esplosione di una passione totale nei primi anni 2000, quando vengo portato per la prima volta in “Pazzeria”, una birreria di Milano che cambierà definitivamente la mia vita birraria e che diventerà la mia seconda casa; è qui, infatti, che entro in contatto per la prima volta con l’universo craft e che si sviluppa la mia curiosità di conoscere più a fondo quello che amo bere.

Partecipo, così, a decine di degustazioni guidate, a presentazioni di nuovi birrifici e ad altri eventi birrari, consumo libri tematici, organizzo il mio primo (e, purtroppo, per ora ancora unico) tour birrario all’estero – nello specifico in Vallonia – e frequento, in primis, il corso “5° livello cervoisier – Lagermeister” con il compianto Franco Re presso la sua “Università della Birra” (superando con il massimo dei voti l’esame finale per poter accedere al corso successivo) e, successivamente, il “Corso di specializzazione per publican” con Stefano Baladda e Silvana Giordano – docenti accreditati dalla Regione Lombardia – presso UniBirra.

Questa serie di esperienze mi portano ad accantonare la mia predilezione iniziale per un numero limitato di stili, tendenzialmente di estrazione belga, ed estendono i miei orizzonti anche a quelli “meno facili” dei quali, inevitabilmente, mi innamoro. E’ grazie a questa evoluzione che, oggi, a chi mi chiede quale sia la mia birra preferita, ho oggettivamente difficoltà a rispondere…

Slàinte! (dal gaelico “Alla salute!”)