Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 06/2018

10 febbraio 2018

Libri antichi sulla birra: Giornale di farmacia-chimica e scienze accessorie, 1826

Libri antichi sulla birra: Giornale di farmacia-chimica e scienze accessorie, 1826

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La birra, così come tutte le altre bevande e gli alimenti più comuni, è stata fin dai principi dello sviluppo delle ricerche scientifiche al centro dell’attenzione degli studiosi e degli scienziati. Lo stato dell’arte delle ricerche, allora come oggi, trovava spazio nei giornali e nelle pubblicazioni dei principali enti accademici dei tempi.

Un testo di rilevante interesse per gli appassionati di birra è il  Giornale di farmacia-chimica e scienze accessorie, pubblicato nel  1826 ad opera di Antonio Cattaneo. Questo illustre e dotto uomo della società milanese, in realtà, non è l’autore dei testi sulla birra contenuti nell’opera: questi, infatti, sono a firma di Luigi Toffoli.

Da notare, inoltre, come il volume sia dedicato ad un altro conosciuto uomo di scienza, Girolamo Fracastoro, pioniere scienziato del XV secolo,  di cui in prefazione si ripercorre la vita e l’operato.

 

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Alla birra viene dedicata un’ampia parte del tomo, in cui vengono approfonditi aspetti molto ampi, che vanno dalle tipologie di birre, alle tecniche di produzione e conservazione, ponendo anche in evidenza l’esistenza di “birre dannose al popolo” ed altre, invece utili ed addirittura medicinali.

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Dalla lettura emerge, con non poco stupore, di come in passato la concezione del birrificio – malteria, inteso come unica fabbrica, fosse molto più normale  di quanto avvenga oggi e che, in realtà, dal 1800  ad oggi la tecnica brassicola ha modificato di poco le sue fondamenta teoriche.

Già ai tempi era diffusa la pratica dell’uso di cereali alternativi all’orzo, così come di sostanze zuccherine di diversa origine ed aromatizzanti, ma tali usi erano additati con un giudizio negativo incontrovertibile.

Molto interessante l’argomentazione dedicata alle modalità di trasporto delle birre, dove è messo in luce sì l’uso delle bottiglie, ma soprattutto delle botti e dei caratelli.

Tra le “birre dannose al popolo”  sono annoverate, oltre alle birre acide e quelle troppo giovani, le birre scure, ritenute nocive a causa della presenza del malto fortemente tostato. Ancora di grande interesse l’ultima parte, dedicato alle birre medicinali: l’autore ne cita ben 14, ma senza porre il luce le ricette di preparazione.

 

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Un libro  che sicuramente vale la pena leggere per scoprire qualche curiosità storica in più sulla birra e sulle sue origini: la versione integrale è consultabile al seguente link di Google Books.

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Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Sono enologo e tecnologo alimentare, più per vocazione che per professione. Amo lavorare nelle cantine e nei birrifici, sperimentare nuove possibilità, insegnare (ad oggi sono docente al corso biennale “Mastro birraio” di Torino e docente di area tecnica presso l’IIS Umberto Primo – la celeberrima Scuola Enologica di Alba) e comunicare con passione e rigore scientifico tutto ciò che riguarda il mio lavoro. Grazie ad un po’ di gavetta e qualche delusione nella divulgazione sul web, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo portale. Non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Ma non solo, sono impegnato nell’avvio di un birrificio agricolo con produzione delle materie prime (cereali e luppoli) e trasformazione completamente a filiera aziendale (maltazione compresa): presto ne sentirete parlare!