Numero 23/2020

2 Giugno 2020

Il Ramingo ai tempi della Fase 1

Il Ramingo ai tempi della Fase 1

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Tempo fa vi raccontai del Ramingo.

Per chi non lo sapesse è un fiero beatnik, ribelle non segregazionista ed estremo amante della Birra Artigianale.

Per lui è radicata la necessità di respirare l’aria dei Pub quasi ogni sera.

Tutti noi affrontiamo e viviamo tuttora l’emergenza Covid con difficoltà, ma mi chiedo come abbia fatto un uomo da bancone a trasformarsi in un animale da divano d’appartamento…

Che soluzioni alternative si sarà inventato per sopperire alle privazioni della nefasta Fase 1?

Durante il giorno è una persona apparentemente normale, ligio sul lavoro, apprezzato professionalmente, tecnologico quanto basta, con un aplomb britannico, ma mai tradisce le sue convinzioni anzi nei rapporti personali come un profeta, in maniera subliminale, cerca di trasmetterle agli altri.

La sera con disinvoltura abbandona i mocassini per indossare gli zoccoli del dottor Scholl e da bruco si trasforma in una nomade farfalla che vola da un Pub all’altro.

 

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Cosa gli è potuto succedere negandogli questo suo rito serale?

Alcuni amici mi hanno chiesto sue notizie preoccupati.

Però come potevo fare a parlargli con il lockdown in corso? Niente Skype o Zoom perchè fuori dal lavoro spegne il portatile, la mail la legge rigorosamente solo in azienda, è contrario al telefono fisso, non ha lo smartphone, ma un fedelissimo Nokia e parlargli solo via Sms ci costerebbe un rene, perciò l’unica soluzione mi è sembrata mandargli un messaggio per avvisarlo che gli avrei spedito una lettera.

Avete capito bene, mi sono affidato alle tanto discusse Poste Italiane che sono state efficientissime.

Anche le sue risposte sono arrivate per via epistolare e scritte di suo pugno ovviamente.

 

Carissssimo come stai?

Come vuoi che stia… vivo ogni giorno un profumo di tristezza con strani sentori di crisantemo sfiorito e un amaro retrogusto di disperazione.

 

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Di Birra Artigianale però ne hai una cantina ben fornita se ben ricordo quindi non ti manca…

Si, non mi manca materia prima, ma la sete di rapporti umani è tanta.

Pur di incontrare qualche faccia amica ogni giorno ordino birre a domicilio.

Avrei voluto andare io da loro, anche dai Pub più lontani fuori Comune, ma la causale sul certificato “acquisto e ritiro beni di prima necessità” non avrebbe retto.

Per essere sicuro ho anche chiesto ad un amico avvocato se c’era qualche scappatoia, ma dimostrare lo “stato di Ramingo bisognoso di assistenza” (come mi hai soprannominato) non era possibile.

Ho rischiato di iscrivermi a Facebook per socializzare e avere notizie diverse dall’ “Andrà tutto bene”, ma ho resistito.

 

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Stare a casa da solo com’è andata?

Diciamo che ho vissuto varie Fasi.

La prima settimana è stata quella del Sapere, leggere libri, ascoltare musica classica, fare un elenco delle mostre assolutamente da non perdere in futuro, interrogarsi sul perché esistiamo, comprendere il rapporto tra tutti gli esseri viventi, cercare una qualità positiva che caratterizzi l’essere umano rispetto agli altri animali che abitano il nostro pianeta… ho provato a chiederlo anche al mio cane, che ovviamente non ha saputo rispondermi, non perchè non sa parlare, ma perchè è più intelligente di me.

 

Immaginavo la tua profondità…

Aspè… questo è stato il Risorgimento personale, poi è scattato il momento del “Fare” ovvero la ricerca di un passatempo.

Stare in fila davanti l’edicola, comprare “Sale e pepe”, “La cucina italiana”, “Far da sè”, “Rifare Casa” per imparare a fare qualcosa di utile.

All’inizio è’ stato elettrizzante, ma ho ottenuto solo solo buchi nel muro e padelle bruciate.

Allora ho recuperato il “manuale di Bertinotti” e la mia attrezzatura da homebrewer.

Mi sono fatto ordinare on-line dal figlio della vicina un po’ di malti, luppoli e mi sono divertito a rifare dopo anni birra in casa ottenendo anche buoni risultati.

Ho iniziato ad assaggiarle la settimana scorsa e sono orgoglioso di aver onorato i premi vinti tanti anni fa.

 

Ramingo e homebrewer quindi, non sapevo questo tuo valore aggiunto…

Chi ama la Birra Artigianale deve almeno per una volta provare a farla in casa.

Solo così si può comprendere l’impegno e le difficoltà per produrla.

Fare il birraio è una missione, devi saper entrare nella “pancia” delle persone e riempire i loro cuori.

 

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Riempire la loro pancia ed entrare nei loro cuori vorrai dire…

Non fare il furbo Belìn, hai capito bene, educare la pancia e far innamorare.

 

I fatti che hai raccontato fin’ora sono abbastanza ordinari, li abbiamo vissuti tutti…

Certo, ma io sono andato oltre, ho esplorato il trash della disinformazione televisiva, un tunnel dal quale è difficile sfuggire.
Ho scoperto persone che mai avrei immaginato esistessero.

Ad esempio ho passato pomeriggi interi a guardare come riescono a campare un branco di nudisti abbandonati in una foresta tropicale oppure come sopravvivono i componenti della famiglia Brown nelle fredde terre dell’Alaska.

Ora so come si cattura un serpente, cosa poter mangiare di uno scorpione, ho imparato a scuoiare un’alce, come sfuggire dai lupi e nuotare in un mare infestato dagli squali

Grazie a Csaba so che il tovagliolo in tavola va messo assolutamente a sinistra, che un matrimonio a Napoli deve avere minimo 20 portate e una dottoressa di nome Pimple Popper si è specializzata nello schiacciare i brufoli.

Tutto questo sapere mi ha cambiato profondamente, ora vedo il mondo con occhi diversi.

Ora conosco notizie che mi hanno arricchito:

Una mucca puó salire le scale, ma non puó scenderle.

Moltiplicando 111.111.111 x 111.111.111 si ottiene 12.345.678.987.654.321.

Lo scarafaggio puó vivere nove giorni anche se privato della testa, dopodiché…muore di fame.

Gli elefanti sono gli unici animali che non possono saltare (la natura é saggia).

Thomas Alva Edison aveva paura del buio e per questo ha inventato la lampadina.

Credimi, dopo tutta questa indigestione di indispensabile informazione anche una Cantillon ha un sapore diverso.

Fai zapping e domani anche per te sarà un giorno nuovo.

 

Agghiacciante direi!

Puoi dirlo forte, fortuna che un eccesso di birra, dove eccesso sta per sbronza colossale, mi ha fatto dimenticare quasi tutto e evitato costose sedute di psicoanalisi.

 

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Passiamo alla Fase 2 di questo terribile momento. Come vedi il futuro del mondo della birra artigianale?

Difficile immaginarlo, sicuramente da rivedere.

L’interesse e la curiosità creato in questi anni non deve essere sprecato.

Chi produce dovrà essere meno schizzinoso, accettare compromessi economici che accontentino tutte le parti compreso l’utente finale proponendogli prezzi al dettaglio più convenienti.
Ripensare la distribuzione, proporsi anche nei piccoli negozi o supermencati, fidelizzare il territorio, andare a caccia di consumatori.

I Pub incontreranno difficoltà maggiori sopratutto durante le stagioni più fredde causa la diminuzione degli spazi all’interno dei locali per rispettare le regole del distanziamento sociale.

Dovranno promuovere l’asporto e le consegna a domicilio, ma è solo una goccia nell’oceano.

Ho paura si arriverà a dover prenotare per andare al Pub e io questa la vivrei come una limitazione della mia libertà.

Un appello ai Publican di tutto il mondo, non pensate che la soluzione sia rimpicciolire i bicchieri, ridimensionate e differenziate i prezzi piuttosto…

Non tradite il valore dell’artigianalità e la fedeltà del vostro bevitore.

Lo dico col dolore nel cuore, ma temo anche che molti non riusciranno ad adattarsi e saranno costretti alla chiusura.

Poi non dimentichiamo gli eventi birrari che saranno gravemente penalizzati perchè come faranno a regolamentare i flussi dei partecipanti?

Il beershop dovrà diventare ancor di più il luogo dove diffondere la cultura birraria, selezionare e promuovere i prodotti migliori.

Sarà una lotta per la sopravvivenza.

Le mie comunque sono solo sensazioni, dobbiamo cercare di pensare positivo.

 

Mi hai un po’ impaurito…

Più che impauriti speriamo di diventare maggiormente consapevoli.

Come astronauti stiamo appoggiando il primo piede in un nuovo pianeta dopo un lungo viaggio pieno di ostacoli per ricominciare a vivere.

Dovremmo aver imparato a dare la giusta importanza alle cose e adesso dobbiamo avere ancor di più paura della fine del mese che della fine del mondo.

Ora è arrivato il momento dell’impegno.

Io sono pronto, quando uscirò eviterò assembramenti e per non inquinare abbandonando bicchieri di plastica d’asporto o bottiglie di birra in giro mi sono preparato il mio utilissimo “bormioli da passeggio” con coperchio antisgasatura…

 

Prossimamente quando entrerete in un Pub e vedrete un bancone vuoto pensate al Ramingo e a quanta sofferenza starà provando nel non poter stare solo in piedi davanti alle spine per controllare il formarsi della schiuma.

Spero non giunga mai per lui l’Apocalisse ovvero il giorno in cui installerà la fibra, si comprerà uno iPhone e potrà solo bere birra artigianale ordinata on line.

Tra noi un Ramingo reduce di un passato non tecnologico dove era possibile sfuggire al presente semplicemente rifugiandosi nella solitudine a riflettere non può assolutamente mancare.

E’ stato proprio lui a dirmi che “Bere Birra è il dannato sostegno a questa vita”.

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Info autore

Piero Garoia

Sono nato nel lontano millenovecentosess… il secolo scorso, a Forlimpopoli, paese natale di Pellegrino Artusi padre della cucina italiana.
Appassionato di musica, cinema, grafica e amante della fotografia.
La passione per la Birra Artigianale nasce tra gli scaffali di una libreria sfogliando un piccolo manuale per fare la birra in casa.
I disastrosi tentativi di produrla mi hanno fatto capire che diventare homebrewer non era proprio la mia strada.
Ho scelto allora di gustare la birra con gli amici, tutti appassionati, “credenti” che artigianale sia significato di unicità e qualità.
Non sono un docente, nemmeno un esperto, ma ho un obiettivo, mantenere vivo un piccolo mondo romantico dove la cultura della birra sia sinonimo di valori, socializzazione e condivisione di esperienze.
Coltivo le mie conoscenze partecipando a eventi, degustazioni, incontri e collaboro con l’Unper100 un’associazione di homebrewer forlivesi.
Mi affascina il passato delle persone, ascoltare le loro storie e capire come vivono le loro passioni.
Gestisco anche un mio blog semiserio www.etilio.it e mi piace pensare che questo possa contribuire a “convertire” più persone possibili al pensiero che “artigianale è meglio”.
Ho ancora tanti sogni nel cassetto e altrettanta voglia di concretizzarli.
Far parte del “Giornale della Birra” cosa significa? Vuol dire avere l’opportunità di comunicare a molte più persone quello che penso e mi appassiona.