Numero 32/2020

8 Agosto 2020

Hirt, la seconda più antica birreria austriaca

Hirt, la seconda più antica birreria austriaca

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Tratto da La birra nel mondo, Volume II, di Antonio Mennella-Meligrana Editore

 

Hirt

(Brauerei Hirt) Micheldorf/Austria

La seconda più antica birreria privata austriaca fu fondata nel 1846. Ma, dal Capitolo del Duomo di Gurk, risulta che già nel 1270 la taverna di Hirt pagava i tributi per la produzione di birra. Come è certo che durante tutto il tardo Medioevo il consumo di birra in Carinzia era molto alto e la coltivazione del luppolo rappresentava un fattore economico non insignificante.

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Nel 1964, da una prozia, l’eredità passò a Nelly Möller e a sua figlia, Astrid Matchett-Kenn, all’epoca ancora minorenne.

La Brauerei Hirt sorge appunto nel cuore della Carinzia, ricca di sorgenti incontaminate. Utilizza dunque l’acqua poco calcarea proveniente da fonti di proprietà ubicate in aree protette nei dintorni dello stabilimento. Come pure abbina alla più rigorosa tradizione le moderne tecniche produttive, ottenendo fresche birre dal gusto particolarmente morbido che si sono imposte anche all’estero.

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La produzione, di 162 mila ettolitri all’anno, si ripartisce equamente tra fusti e bottiglie, con le lattine al bando. Le birre sono tutte elaborate in base alla propria ricetta, fermentate in doppio tino e maturate per un lungo periodo. Mentre il filtraggio a freddo, che non pregiudica l’originaria freschezza, sostituisce la pastorizzazione.

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Hirter Privat Pils, czech pilsner di colore dorato carico e dall’aspetto limpido (g.a. 5,2%). Costituisce il prodotto di punta, realizzato secondo un’antica ricetta della Boemia, con puro malto, luppolizzazione delicata e aromatica, lunga maturazione. Il sapore appare subito diverso rispetto alla tipica pils della Germania settentrionale. Con una moderata carbonazione, la spuma bianca si presenta in un’imponente corona sottile e tenace. L’aroma di luppolo a base di erbe, rivela, nell’elegante persistenza, ottimo equilibrio con un malto granuloso. Il corpo, da leggero a medio, presenta una trama abbastanza liscia. Il gusto, moderatamente amarognolo, scorre denso, pieno, e, solo verso la fine di una corsa regolare e secca, prende un accento più deciso di luppolo. Luppolo, che nel discreto retrolfatto esala, con la solita delicatezza, qualche stuzzicante impressione speziata.

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Hirter Morchl, dunkel di colore marrone scuro, quasi nero (g.a. 5%); elaborata con caramello e varietà di malto scuro. Con una morbida carbonazione, la spuma beige fuoriesce abbondante e di buona allacciatura. L’aroma si esprime a base di malto dolce, caramello, cereali tostati, cenere, uva passa, pane, luppolo fruttato, e non senza qualche richiamo di vaniglia e cioccolato. Il corpo medio ha una trama a chiazza di petrolio. Il gusto, di una singolare fluidità, si sviluppa all’insegna di una delicata dolcezza (frutti scuri e di bosco, malto tostato, caramello, pane scuro, noci, uva passa), prendendo, dall’inizio della seconda parte del percorso, e sino alla fine, una certa consistenza amarognola. Nella discreta persistenza retrolfattiva, si sviluppa un amarore più pronunciato e dall’accento acido, equilibrato però da malti tostati dolci.

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Hirter Biobier, lager di colore giallo chiaro (g.a. 4,8%); la prima birra biologica austriaca, immessa in commercio nel 1998. La mancanza di filtraggio rende l’aspetto torbido. Le materie prime utilizzate sono riconosciute dall’organismo europeo per la garanzia di provenienza biologica. Con una moderata effervescenza, la schiuma viene fuori abbondante, fine e stabile. All’aroma delicato di luppolo, fanno da cornice sentori floreali, di caramello, fieno, mais, vaniglia, agrumi, avvolti in un alone dolce dalla vaga impressione di burro. Il corpo, da leggero a medio, presenta una tessitura pressoché acquosa. Il sapore si distende in una particolare morbidezza, tra note di miele, biscotti, frutta, cereali, con un amarore erbaceo a malapena percettibile. Il finale arriva secco e moderatamente luppolizzato. Il retrolfatto non si dilunga più di tanto in una strana dolcezza dalle suggestioni aspre di fieno.

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Hirter Radler Kräuter Naturtrüb, radler/shandy di colore giallo pallido e dall’aspetto nebuloso (g.a. 2,5%). È composta da Hirter Vollbier e limonata, con aggiunta di erbe aromatiche. Per il ridotto apporto calorico è adatta anche ai diabetici e, come tutti i prodotti del genere, ha funzione d’uso specificatamente dissetante. Con una morbida carbonazione, la spuma bianca emerge ricca e vaporosa, ma sparisce in fretta. L’aroma si esprime vivace, quasi pungente, con malto, erbe, zucchero, biscotti, pompelmo, buccia e succo di limone fresco. Il corpo, da leggero a medio, ha una consistenza acquosa e pressoché appiccicosa. Il sapore è delicato, piuttosto dolce all’inizio, fruttato a metà percorso, amarognolo al traguardo, quando subentra anche una rinfrescante punta di acidità. Il retrolfatto non si dilunga tanto nelle sue impressioni erbacee dall’accento polveroso.

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Hirter 1270er, amber lager/vienna di colore ambrato profondo e dall’aspetto luminoso (g.a. 4,9%). È una birra tradizionale la cui ricetta, risalente alla nascita dell’azienda (1270 appunto), è stata riscoperta e adattata ai gusti moderni. Viene preparata con malto tostato e caramello. Con una vivace effervescenza, la schiuma si alza cremosa e duratura. L’aroma è sottilmente fruttato, con sentori, in secondo piano, di caramello, malto tostato, grano, orzo, zucchero di canna, luppolo a malapena piccante. Il corpo, da medio a pieno, ha una trama oleosa. Il gusto è soffice, rotondo, con il luppolo che intesse, in perfetto equilibrio, una venatura amara nell’ordito amabile del malto. Il finale, asciutto, pulito, alcolico, precorre una suggestione tostata amarognola del persistente retrolfatto.

 

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Antonio Mennella
Info autore

Antonio Mennella

Sono nato il primo gennaio 1943 a Lauro (AV) e oggi risiedo a Livorno.
Laureato in giurisprudenza, sono stato Direttore Tributario delle Dogane di Fortezza, Livorno, Pisa, Prato.
 
La scrittura è sempre stata una delle mie passioni, che è sfociata in numerose pubblicazioni di vario genere, alcune specificatamente dedicate alla birra. Gli articoli riportati sul Giornale della Birra sono tratti da La birra nel mondo, in quattro volumi, edita da Meligrana.

Pubblicazioni: 
Confessioni di un figlio dell’uomo – romanzo – 1975
San Valentino – poemetto classico – 1975
Gea – romanzo – 1980
Il fratello del ministro – commedia – 1980
Don Fabrizio Gerbino – dramma – 1980
Umane inquietudini – poesie classiche e moderne – 1982
Gigi il Testone – romanzo per ragazzi – 1982
Il figlioccio – commedia – 1982
Memoriale di uno psicopatico sessuale – romanzo per adulti – 1983
La famiglia Limone, commedia – 1983
Gli anemoni di primavera – dramma – 1983
Giocatore d’azzardo – commedia – 1984
Fiordaliso – dramma – 1984
Dizionario di ortografia e pronunzia della lingua italiana – 1989
L’Italia oggi – pronunzia corretta dei Comuni italiani e nomi dei loro abitanti – 2012
Manuale di ortografia e pronunzia della lingua italiana – in due volumi – 2014
I termini tecnico-scientifici derivati da nomi propri – 2014
I nomi comuni derivati da nomi propri – 2015
 
Pubblicazioni dedicate alla BIRRA:
La birra, 2010
Guida alla birra, 2011
Conoscere la birra, 2013
Il mondo della birra, 2016
 
La birra nel mondo, Volume I, A-B – 2016
La birra nel mondo, Volume II, C-K -2018
La birra nel mondo, Volume III, L-Q – 2019
La birra nel mondo, Volume IV, R-T – 2020
 La birra nel mondo, Volume V, U-Z – di prossima uscita
Ho collaborato, inoltre, a lungo con le riviste Degusta e Industrie delle Bevande sull’origine e la produzione della birra nel mondo.