Numero 16/2023

19 Aprile 2023

Rinasce, e si torna a bere, la “Birra Alessandria”

Rinasce, e si torna a bere, la “Birra Alessandria”

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La scritta che pubblicizzava l’antica “Birra Alessandria” ha resistito al tempo e ancora oggi si legge su uno dei muri dell’edificio al quartiere Orti che guarda al campo dove giocava l’Alessandria Calcio prima della costruzione dello stadio Moccagatta. Vedendo quella scritta, forse, c’è chi avrà pensato che proprio oltre quel muro venissero prodotte le prime bottiglie di “Birra Michel” e poi anche quelle di “Birra Alessandria”.

In realtà, quando Carlo Michel lasciò San Salvatore dopo aver imparato dal padre “l’arte del distillatore” pare abbia iniziato a produrre la sua birra in via Arnaldo da Brescia. Il birrificio si spostò poi in piazza d’Armi e si allargò fino all’ultima fabbrica, in via Savonarola. La produzione di “Birra Alessandria” terminò negli anni ’30 del secolo scorso, circa 15 anni dopo la morte dell’industriale e politico alessandrino e non molto dopo l’introduzione della legge per la salvaguardia delle produzioni vitivinicole italiane che causò una pesantissima crisi dei birrifici.

Per quasi un secolo “Birra Alessandria” è così rimasta solo “una scritta su un muro” della città. Oggi, però, “Birra Alessandria” rinasce e, soprattutto, si torna a bere. Il marchio, infatti, rivive in una nuova birra artigianale prodotta dal birrificio Civale.

Scoperta la storia di Michel durante una serata alla “Gambarina”, Civale ha deciso di andare alla ricerca di quello storico marchio legato alla città e l’ha registrato. Per 13 anni “Birra Alessandria” è rimasto “un nome in un cassetto” del birrificio ma qualche tempo fa da quel nome è nata una nuova birra. È difficile che oggi qualcuno possa ancora ricordare il sapore della “bionda” creata da Carlo Michel. All’inizio del Novecento, però, le birre erano di ispirazione tedesca, quindi, erano probabilmente delle “Lager”, ha spiegato il mastro birraio Vincenzo Civale.

 

La nuova “Birra Alessandria” si adatta invece ai tempi moderni. È una “Pale Ale” da 6 gradi, dal colore leggermente dorato, che al naso avrà note agrumate e in bocca “sarà piacevole e beverina”. La nuova “Birra Alessandria” è fatta con malti coltivati in Monferrato e luppoli che arrivano da Reggio Emilia, quindi, è a “quasi completamente piemontese e 100% italiana”. Rivista nel gusto, “Birra Alessandria” ha anche una nuova etichetta che riprende, però, alcuni degli elementi dello storico marchio di Michel. La scritta ricorda la grafica originaria ma sullo sfondo oggi c’è la sagoma della Cittadella con in alto il “falco” che è il marchio di fabbrica del birrificio artigianale di Spinetta, che dalla prima birra “cotta” il 5 maggio del 2009 da Vincenzo Civale e Daniele Cosenza è arrivato oggi a produrre tra i 70 e gli 80 mila litri all’anno.

La nuova “Birra Alessandria” per ora non si troverà in bottiglia. Civale produrrà dei fusti che verranno spillati in esclusiva da AIP, Alessandria Indipendent Pub. La rinascita di “Birra Alessandria”, infatti, si lega alla riapertura dello storico pub in via Mazzini.

In occasione dell’inaugurazione del locale, ora sotto la guida di Alessandro Russo e Matteo Vettore dell’Arterìa, giovedì dalle 18 alle 20, la nuova “Birra Alessandria” sarà offerta a tutti in omaggio. Poi si potrà continuare a sorseggiarla nel pub in via Mazzini e, ovviamente, anche durante tutto il lungo il weekend di inaugurazione, che venerdì proseguirà con la performance tutta da ridere di Valerio Airò (“Il Giargiana” nei video de “Il Milanese Imbruttito”) e sabato con il Dj set Indie-Rock di AmbraMarie, cantante e conduttrice radiofonica arrivata seconda nell’edizione del 2009 di X-Factor.

 

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