Numero 19/2021

12 Maggio 2021

Birrificio Monterosso: perla dei Colli Euganei

Birrificio Monterosso: perla dei Colli Euganei

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Oggi vi portiamo in provincia di Padova sui Colli Euganei, non lontano da Abano Terme, nota località termale.

Ospite il Birrificio Monterosso che cercheremo di farmi conoscere nel migliore dei modi

 

Ciao a tutti e benvenuti sul Giornale Della Birra. Ci raccontate qualcosa di Voi e come nasce il Birrificio Monterosso?

Ciao a tutti e grazie dell’opportunità di poterci raccontare.
L’idea del Birrificio Monterosso nasce dalla passione di tre amici Marco, Simone e Andrea, per la birra artigianale e prende forma durate le ore passate davanti ai pentoloni da homebrewer mentre ci si divertiva a fare gli alchimisti per produrre le nostre amate birre.
Abbiamo in quelle giornate deciso trasformare la nostra passione in un lavoro con l’intento di trasmettere a tutti la nostra idea di Birra Artigianale.
Per noi artigianalità significa trasformare il semplice consumo di birra in un ‘esperienza di gusto con l’obbiettivo di lasciare un ricordo.
Le nostre birre prendono quindi ispirazione dagli stili birrai tradizionali per essere poi rielaborate attraverso la ricerca, la scelta delle materie prime e dei prodotti tipici; uniamo alle nuove tendenze le peculiarità ai i gusti e le tradizioni del nostro territorio e quindi abbiamo deciso di intitolare le nostre birre alla terra in cui viviamo; ogni nostro prodotto è dedicato ad un colle o ad una località che ci rappresenta.
E’ nata così l’idea di Una Birra Per Stagione… dove ogni stagione rappresenta un prodotto tipico delle nostre zone caratteristico del rispettivo periodo dell’anno, che è stato utilizzato per dare carattere e sapore alle nostre birre.

 

Siete attivi come birrificio da due anni. Com’è strutturato il tutto e quali birre avete in gamma?


In realtà siamo attivi da quattro anni ma nei primi due abbiamo iniziato la nostra avventura da beerfirm, poi un passo alle volta con le nostre forze siamo cresciuti e appunto due anni fa abbiamo inaugurato il nostro birrificio.
In azienda abbiamo un impianto da 10 hl a vapore e una cantina che al momento ci permette di produrre fino a 400 hl all’anno di birra, ma stiamo già prevedendo di ampliare la cantina per aumentare la produzione.
Abbiamo anche uno spaccio aziendale che a breve speriamo di poter trasformare nella nostra taproom per consentire ai nostri clienti e a tutti gli appassionati di gustarsi le nostre produzioni direttamente
qui con noi con vista sul nostro impianto di produzione.
Abbiamo attualmente in listino 10 birre con una linea di produzione più vicina agli stili tradizionali dove troviamo:
La Monte Venda Golden Ale d’ispirazione Tedesca, raffinata e maltata, con sentori di miele d’acacia, fiori di campo e un finale piacevolmente amaro – 5.5°.
La Monte Rosso Red Ale d’ispirazione Belga con Zucchero brunito, Fruttata e profumata con un finale leggermente dolce e note tostate e di caramello – 6 °.
La Montirone  APA, beverina e luppolata, con intensi profumi di pompelmo, frutta tropicale ed il classico intenso amaro finale – 5.5°.
La Monte GemolaWeisse al pepe, birra di frumento dissetante e speziata, con sentori di pepe rosa, chiodi di garofano e arancio – 5.5°.
La Rocca Pendice OatmealStout, birra nera fedele allo stile in cui prevalgono il sentore di caffè d’orzo e cacao, poco alcolica e beverina – 4.5°.
Ci sono poi le stagionali e le collaborazioni dove la creatività la fa da padrona:
La Primavera Fruit Jam Beer alle marasche Luxardo, dissetante e Profumata, dal colore rosato, le marasche le conferiscono una nota citrica e amara che la rende un piacevole aperitivo – 5.5°.
La Estate, Session IPA ai fiori di Sambuco raccolti direttamente da noi sui nostri colli dove il profumo dei fiori è accompagnato da quello di frutta tropicale tipica del luppolo – 5.2° .
La autunno, Red Ale alle Giuggiole con intensi aromi di frutta matura e caramello con una leggera nota di vaniglia – 6.5 °.
La Inverno Red Ale al Miele di Melata, intensa e setosa, dove il particolare utilizzo del miele di melata prodotto localmente le conferisce dolcezza ma anche una intensa nota resinosa e speziata – 7.5°.
La Bastilla, una Amber Ale con infusione a freddo del caffè del Nicaragua tostato chiaro, con un intenso e inatteso profumo fruttato di caffè – 5 °.

 

 

Una linea di birre base e una linea stagionale, dove troviamo quella alle Giuggiole, un ingrediente insolito per una birra, come nasce?


Fare rete con chi ci circonda è un nostro punto di forza, dobbiamo tanto al nostro territorio e per questo confrontarci con le imprese locali è un nostro punto fermo. Questa attenzione ci ha portato a collaborare con alcune aziende del nostro territorio per la produzione di Birre in cui l’ingrediente principale fosse il fiore all’occhiello di alcune di queste realtà, proprio in questo contesto è lata la nostra Autunno, Birra alle Giuggiole, frutto tipico dei nostri colli fatta in collaborazione con la rinomata azienda Agricola Scarpon, famosa soprattutto per la produzione del “Brodo di Giuggiole” di Arquà Petrarca.
Oltre per la produzione della autunno abbiamo applicato questo concetto a noi caro anche in altre due nostre produzioni:
la Primavera, birra alle marasche, un particolare tipo di Amarene che vede la collaborazione con la locale Luxardo, antica e pluripremiata azienda, famosa soprattutto per la produzione del Maraschino, un
liquore prodotto appunto con le Marasche.
La bastilla, Amber Ale con infusione a freddo di un particolare caffè del Nicaragua che durante la sua maturazione viene fatto fermentare con del lievito di birra e viene poi tostato chiaro dall’azienda Pedron per preservarne i profumi fruttati.

Come avete vissuto questo triste periodo legato alla pandemia del Covid e cosa vi aspettate per il futuro?


Come per tutti è stata molto dura, il nostro movimento, quello della Birra Artigianale, pone al centro il rapporto umano con i clienti sia durante la normale attività commerciale che durante le numerosissime
feste ed eventi al quale si partecipa durante l’anno e che oltre ad essere momenti di confronto ed incontro con gli altri, sono i momenti più belli nel quale il lavoro del Birrificio vede la sua
gratificazione massima… ci siamo quindi sentiti particolarmente colpiti dall’isolamento obbligatorio al quale questa pandemia ci ha obbligato.
Chiaramente oltre a queste problematiche c’è stato un importante risvolto economico, che per quanto ci riguarda ha influito sulla nostra programmazione ritardando alcuni investimenti previsti per il 2020 e che abbiamo dovuto posticipare ma che siamo fiduciosi di poter riprogrammare nel più breve tempo possibile appena questo periodo sarà alle nostre spalle.

 

Un ultima domanda che amo fare a tutti per la bellezza che trovo nelle risposte. Scegliete una birra e un luogo birrario che più vi sta a cuore.


Sarei tentato di parlarti di nuovo delle nostre birre e dei nostri colli… oppure di uno dei micro birrifici che abbiamo visitato e in cui abbiamo trovato persone e prodotti meravigliosi… ma voglio andare controcorrente e non parlerò di un birrificio artigianale.

Andando all’inizio della nostra avventura mi viene in mente un viaggio Birraio che abbiamo fatto in Belgio noi tre… e soprattutto la visita al Birrificio della Chimay, dove dopo esserci fatti stregare dalla
bellezza naturalistica dei luoghi abbiamo potuto visitare sia il monastero all’interno del quale sorge il birrificio che le strutture produttive e dove alla fine della visita abbiamo gustato una Grande Reserve conservata nel loro Cavou che era scaduta da 15 anni, ma che si è dimostrata una delle Birre più buone che mi sia capitato di assaggiare…

 

 

Maggiori informazioni: www.birrificiomonterosso.it

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Info autore

Christian Schiavetti

Classe 1986, originario di Lecco, città che amo in tutto, dal suo lago alle sue magnifiche montagne.

Ho iniziato presto ad appassionarmi al mondo della birra, grazie ad un amico più grande, che mi regalava i primi sottobicchieri, e mi innamorai poi della collezione di birre del fratello. Iniziai poi io stesso a collezionarle. Oggi ne conto circa 1000 – 1100, oltre a bicchieri e altro.

Un’osteria in paese e le prime birre belghe, Kasteel, Kwack, Delirium, Chouffe, le prime trappiste , la Gouden Draak e le prime Baladin, fu amore. Presa la patente, la mia “ scuola” è stata l’Abbazia di Caprino Bergamasco del grande Michele Galati.

I primi viaggi ho iniziato a farli nel 2010, in Belgio per una settimana e li mi innamorai del Lambic; non ho più smesso di viaggiare: Belgio, Franconia, Baviera, Austria, Irlanda, Francia del nord e ovviamente Italia.

Navigo e leggo spesso sul web riguardo questo mondo, dal 2011 faccio birra in casa. Dopo i kit, grazie a un corso MOBI e a due giorni con Pietro del Carrobiolo, sono passato a all grain con buoni risultati.

Come detto, amo viaggiare appena posso e la birra non manca mai, da singoli eventi a locali famosi, dai piccoli birrifici a ben più lunghi beer tour che mi auto-programmo.

Amo le birre luppolate, e quelle parecchio alcoliche, che spesso dimentico in cantina per anni.

Da gennaio 2015 è nato quasi per gioco il mio blog, BIRREBEVUTE365 , supportato dalla mia pagina facebook, dove scrivo singole recensioni di birra, oltre ai miei viaggi e alle partecipazioni a fiere ed sagre, oltre ad un calendario eventi sempre aggiornato.

In futuro vorrei, visto che tra gli amici c’e già chi lavora in questo campo, poter fare della birra un lavoro dalla beer firm al birrificio, o un beer shop, o perchè no scrivere e viaggiare per la birra!!

Potete visitare anche il mio blog: www.birrebevute365.blogspot.it