Numero 13/2020

28 Marzo 2020

Prima fabbrica di birra a Malta: Simonds Farsons Cisk Brewery

Prima fabbrica di birra a Malta: Simonds Farsons Cisk Brewery

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Tratto da La birra nel mondo, Volume II, di Antonio Mennella-Meligrana Editore

 

Farsons

(Simonds Farsons Cisk Brewery) Mriehel/Malta

La prima fabbrica di birra a Malta, L. Farrugia & Sons (alias Farsons, abbreviazione di Farrugia & Sons) fu fondata nel 1928 a Hamrun (vicino alla capitale) dall’architetto e ingegnere Lewis V. Farrugia per soddisfare le esigenze della guarnigione britannica e della marina di stanza temporanea a Malta. E la produzione iniziò appunto con una ale del tutto simile a quella che i soldati erano abituati a consumare in patria, la Farsons Pale Ale. Seguiranno nel tempo altre tipologie, sempre a fermentazione alta e in stile inglese.

Nello stesso anno, e a breve distanza dalla Farsons, il marchese Giovanni Scicluna, la cui famiglia (con Giuseppe Scicluna) nel 1840 aveva creato la prima banca locale di proprietà privata, acquistò una fabbrica da uno dei suoi clienti e, avendo ottenuto una licenza esclusiva temporanea per la produzione in stile bavarese di lager sotto i nomi Cisk Pilsner e Cisk Münchener, aprì The Malta Export Brewery. E la prima birra maltese prese il nome di Cisk (dal soprannome di Giuseppe Scicluna, “IC-Cisk”) Pilsner.

Nel 1929 la filiale maltese dell’azienda inglese H & G Simonds di Reading (nel Berkshire) si fuse con la Farson dando origine alla Simonds Farsons.

Nel 1948 dalla fusione delle rivali Simonds Farsons e The Malta Export Brewery nacque la Sismond Farsons Cisk Brewery, comunemente nota come Farsons.

Subito dopo, la nuova società diversificò il suo portafoglio di prodotti e interessi. È peraltro il maggior produttore di soft drink maltese, tra cui l’ambrata e agrodolce Kinnie, a base di agrumi ed erbe aromatiche del Mediterraneo, creata nel 1952 in risposta all’invasione delle cole provenienti soprattutto dall’America e fabbricata su licenza anche in Australia. Produce, sotto la supervisione della Carlsberg, la Skol (Malta) e, benché i militari britannici avessero lasciato l’isola già dal 1964, è rimasta concentrata particolarmente sulle ale.

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La tecnica produttiva, assolutamente artigianale, consente di proporre ale senz’altro più corpose, morbide e cremose delle corrispettive inglesi. Il lievito viene importato direttamente dall’Inghilterra. Per l’acqua, un grosso problema nell’isola, l’azienda ricorre alla raccolta di quella piovana in grandi vasche sui tetti degli edifici convogliandola nei serbatoi sotterranei di conservazione.

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Farsons Blue Label Ale, delicata mild ale di colore ambrato (g.a. 3,3%); lanciata nel 1928. Presenta una media effervescenza; spuma fine e persistente; intenso aroma di malto, con tenui sentori erbacei, legnosi, di zucchero di canna; corpo leggero di consistenza tra oleosa e acquosa; gusto granuloso con note fruttate, di malto, caramello, bacche rosse, luppolo, uva passa; una punta acida a stemperare il finale asciutto; lieve retrolfatto amaro.

Farsons Hopleaf Pale Ale, english pale ale di colore ambrato con riflessi chiari (g.a. 3,8%); anch’essa risalente al 1928. Si propone con una carbonazione media; schiuma sottile di medie dimensioni; olfatto fruttato e lievemente floreale; corpo leggero a trama acquosa; sapore amarognolo di luppolo; finale un po’ piccante; corto retrolfatto erbaceo e di buccia d’arancia.

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Farsons Lacto, sweet stout di colore marrone scuro, quasi nero (g.a. 3,8%, 3,4% fino al 2006); prodotta per la prima volta nel 1946 e una delle poche ancora in circolazione. Contiene lattosio e vitamina B, aggiunti dopo la fermentazione. Viene pertanto reclamizzata come corroborante. A Malta è molto popolare presso le puerpere. L’effervescenza è particolarmente morbida: la corona di spuma, densa e consistente, appare in un bel marrone sfumato dal beige. Al naso si sparge una miscellanea organica di aromi dolci, tostati e di cioccolato amaro. Il corpo leggero, di consistenza acquosa, favorisce un gusto soffice, cremoso, di un malto amabile. Solo nel finale si avverte una vaga impressione di secchezza. Dal retrolfatto esalano brevi impressioni fruttate.

Farsons Traditional Shandy, radler/shandy di colore giallo pallido (g.a. 2,2%); miscela tradizionale di birra e limonata per chi non ama l’amaro della birra. Ha una morbida effervescenza; schiuma di un bianco sporco che si abbassa lentamente; aroma sciropposo di limone, pompelmo, grano, lime e zenzero; corpo da leggero a medio di una consistenza acquosa e piuttosto appiccicosa; fresco e piacevole sapore alquanto dolce con presenza di limone e una punta di acidità; persistente finale con residuo zuccherino; corto retrolfatto secco e amaro.

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Cisk Lager, lager di colore oro chiaro (g.a. 4,2%); risalente al 1928. Presenta una vivace carbonazione; spuma scarsa e di rapida dissoluzione; naso riccamente luppolizzato; corpo sottile e di trama abbastanza acquosa; morbido gusto amarognolo; finale erbaceo; retrolfatto molto asciutto.

Cisk Export, lager di colore dorato (g.a. 5%). L’effervescenza è moderata, con una spuma bianca fine, vivace e aderente. L’aroma si libera all’insegna del luppolo. Il corpo, rotondo e di trama acquosa, regge un sapore deciso dal carattere internazionale, con giusto equilibrio tra il dolce e l’amaro. Il finale secco, con un accenno di alcol, introduce un corto retrolfatto di ricchezza normale.

Cisk XS, imperial pils/strong lager di colore giallo oro (g.a. 9%). Dalla moderata effervescenza si genera una schiuma sottile e abbastanza aderente. L’olfatto dona attraenti profumi fruttati e floreali, impreziositi da un fresco luppolo erbaceo. La forza dell’alcol supporta a meraviglia un corpo peraltro consistente, di tessitura grassa e appiccicosa. Il gusto si distende vigoroso e amarognolo, sino al finale, apportatore di una dolcezza fruttata. Nell’articolata ricchezza retrolfattiva la discreta aromaticità dura sufficientemente.

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Simonds Special Amber Ale, amber ale di colore ambrato chiaro e dall’aspetto nebuloso (g.a. 5,5%). Con una discreta carbonazione, la spuma rivela notevole persistenza. L’aroma è ricco di frutta, caramello, malto biscotto, lievito, luppolo speziato. Il corpo medio, animato da una robusta tessitura, nasconde bene l’alcol. Il gusto propone note di cereali, caramello, paglia, nocciola, luppolo polveroso. Al finale secco, tiene dietro un discreto retrolfatto all’insegna di frutta tropicale.

 

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Antonio Mennella
Info autore

Antonio Mennella

Sono nato il primo gennaio 1943 a Lauro (AV) e oggi risiedo a Livorno.
Laureato in giurisprudenza, sono stato Direttore Tributario delle Dogane di Fortezza, Livorno, Pisa, Prato.
 
La scrittura è sempre stata una delle mie passioni, che è sfociata in numerose pubblicazioni di vario genere, alcune specificatamente dedicate alla birra. Gli articoli riportati sul Giornale della Birra sono tratti da La birra nel mondo, in quattro volumi, edita da Meligrana.

Pubblicazioni: 
Confessioni di un figlio dell’uomo – romanzo – 1975
San Valentino – poemetto classico – 1975
Gea – romanzo – 1980
Il fratello del ministro – commedia – 1980
Don Fabrizio Gerbino – dramma – 1980
Umane inquietudini – poesie classiche e moderne – 1982
Gigi il Testone – romanzo per ragazzi – 1982
Il figlioccio – commedia – 1982
Memoriale di uno psicopatico sessuale – romanzo per adulti – 1983
La famiglia Limone, commedia – 1983
Gli anemoni di primavera – dramma – 1983
Giocatore d’azzardo – commedia – 1984
Fiordaliso – dramma – 1984
Dizionario di ortografia e pronunzia della lingua italiana – 1989
L’Italia oggi – pronunzia corretta dei Comuni italiani e nomi dei loro abitanti – 2012
Manuale di ortografia e pronunzia della lingua italiana – in due volumi – 2014
I termini tecnico-scientifici derivati da nomi propri – 2014
I nomi comuni derivati da nomi propri – 2015
 
Pubblicazioni dedicate alla BIRRA:
La birra, 2010
Guida alla birra, 2011
Conoscere la birra, 2013
Il mondo della birra, 2016
 
La birra nel mondo, Volume I, A-B – 2016
La birra nel mondo, Volume II, C-K -2018
La birra nel mondo, Volume III, L-Q – 2019
La birra nel mondo, Volume IV, R-T – 2020
 La birra nel mondo, Volume V, U-Z – di prossima uscita
Ho collaborato, inoltre, a lungo con le riviste Degusta e Industrie delle Bevande sull’origine e la produzione della birra nel mondo.