Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 34/2017

21 agosto 2017

Corona: dal Messico, una birra apprezzata in tutto il mondo

Corona: dal Messico, una birra apprezzata in tutto il mondo


 

Corona, un marchio così conosciuto e caratteristico che è sufficiente pensare al brand per focalizzarne nel pensiero le caratteristiche distintive: bottiglia dalla forma slanciata, rigorosamente in vetro trasparente, tappo giallo, etichetta stampata in modalità serigrafata a banda orizzontale bianca e blu, con stampigliato al centro il simbolo di una fastosa corona, spesso servita con una fetta di lime.

La storia della birra più rappresentativa del Messico nasce nel lontano 1925, quando viene brassata per la prima volta dal gruppo brassicolo Modelo. Nel 1976, grazie al successo di vendite sul mercato interno,  inizia l’esportazione negli Stati Uniti d’America, seguiti poi da altri paesi, tra cui l’Italia a partire dal 1989.

Nel 2012, il gruppo Modelo è stato acquisito da parte della multinazionale AB InBev e la produzione è stata divisa tra il gruppo Modelo, per il mercato locale e per l’esportazione in tutti i paesi eccetto gli Stati Uniti d’America, e la Constellation Brands, compagnia indipendente dall’AB InBev, per quanto riguarda il mercato americano.

Oggi Birra Corona è un brand affermato a livello globale, che trova anche in Italia molti estimatori ed appassionati. Per approfondire la conoscenza di questa famosa birra, che riempie i nostri boccali dopo un lungo viaggio da Oltreoceano, abbiamo intervistato in esclusiva per Giornale della Birra, Niccolò Montaldo, Senior Brand Manager Corona presso ABInBev.

 

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Niccolò, i nostri lettori sono sempre molto attenti alla qualità delle birre e alla loro storia: quali sono gli ingredienti caratterizzanti la Birra Corona e come è evoluto lo stile produttivo nel corso del tempo?

Gli ingredienti principali di Corona sono acqua, malto d’orzo, granoturco, riso ed estratto di luppolo.
Tra questi sono proprio l’aggiunta del riso e del granturco che conferiscono quella dolcezza e allo stesso tempo secchezza tipica del prodotto. Il gusto risulta così leggermente amarognolo e con un lieve retrogusto luppolato.

Il metodo produttivo è quello a bassa fermentazione come da origine, e la produzione viene effettuata solo in Messico per poi essere esportata in tutto il mondo.

 

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Birra Corona si caratterizza per una percezione molto definita da parte del consumatore italiano ed è tradizionalmente bevuta servita in accompagnamento con una fetta di agrume: una usanza che però non trova riscontro in Messico. Come è nata questa pratica di servizio?

Il rituale è quello di aggiungere una fettina di lime nel collo della bottiglia, che ormai è parte integrante del prodotto e elemento iconico di consumo.

Dietro questo rituale non c’è una storia unica ma è sicuramente legata alla tradizione messicana: c’è chi sostiene che derivi da alcune precauzioni igieniche aggiuntive, un tempo i tappi non avevano la protezione siliconica di oggi e quindi lo si usava per disinfettare il collo della bottiglia da possibili tracce di metallo, altri sostengono che venisse usata per evitare che gli insetti entrassero nella birra mentre si bevevano.

Oggi il lime è parte stessa del consumo di Corona, della sua immagine e del prodotto stesso conferendogli un ulteriore elemento di freschezza.

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Birra Corona punta da sempre alla sperimentazione ed  all’innovazione di prodotto: recentemente sono state lanciate sul mercato una versione light ed una analcolica. Quale approccio è rivolto al mercato italiano, anche alla luce della costante crescita della cultura brassicola e delle craftbeer?

Birra Corona è apprezzatadal consumatore italiano per la sue caratteristiche iconiche e distintive che la rendono unica. È cosi dalle origini e per questo continua ad essere apprezzata dai consumatori anche in un mercato che si sta evolvendo rapidamente.

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Birra Corona è simbolo di festa e spensieratezza: quest’estate è protagonista del Corona Sunsets Tour con tappe in tutta Italia. Quali sorprese saranno riservate ai vostri fans?

Il Corona Sunsets Tour quest’estate attraversa l’Italia da Nord a Sud, mescolando città e località turistiche balneari famose, per coinvolgere i consumatori in esperienze e modi diversi di vivere il tramonto, quel magico momento in cui il brand si identifica. In varie città, per due giorni un Chiringuito Corona sarà il luogo dove iniziare a prepararsi a celebrare il rito del tramonto, per poter vivere in pieno la sunsetexperience in una corrispondente destinazione in spiaggia. Al piacere di gustare una Corona si affiancheranno numerose attività di engagement del consumatore, dalla personalizzazione di t-shirt live al body tattoo, al backwall per polaroid istantanee. Culmine del Corona Sunsets Tour è la lunga tappa conclusiva, che si svolgerà a Golfo Aranci in Sardegna. Il Tour si chiuderà ufficialmente la sera del 24 agosto con un grande concerto in spiaggia, che rinnoverà le emozioni del Corona Sunsets Festival, la manifestazione flagship di Corona che negli scorsi anni ha portato in Italia, unica tappa europea, un evento itinerante di livello internazionale fatto di musica, performance e dj internazionali.

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Infine, considerando la vostra profonda conoscenza del mercato della birra a livello globale, come si è evoluto il target di consumatori italiani rispetto a quello di altri Paesi? Quali le prospettive per il settore e per il rapporto tra birre artigianali e grandi marchi?

La birra nel nostro paese vive una stagione molto positiva, in costante crescita. Il mercato è vivace proprio grazie alla maggiore consapevolezza di consumatori sempre più animati dalla curiosità di provare nuovi prodotti e stili birrai. Per questo le birre speciali, segmento in cui rientrano birre artigianali e innovazioni, risulta il segmento più dinamico e vitale.

 

Maggiori informazioni su Birra Corona e sulle iniziative promosse sono disponibili al seguente link: www.corona-extra.it

Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Sono enologo e tecnologo alimentare, più per vocazione che per professione. Amo lavorare nelle cantine e nei birrifici, sperimentare nuove possibilità, insegnare (ad oggi sono docente al corso biennale “Mastro birraio” di Torino e docente di area tecnica presso l’IIS Umberto Primo – la celeberrima Scuola Enologica di Alba) e comunicare con passione e rigore scientifico tutto ciò che riguarda il mio lavoro. Grazie ad un po’ di gavetta e qualche delusione nella divulgazione sul web, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo portale. Non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Ma non solo, sono impegnato nell’avvio di un birrificio agricolo con produzione delle materie prime (cereali e luppoli) e trasformazione completamente a filiera aziendale (maltazione compresa): presto ne sentirete parlare!