Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 41/2018

14 Ottobre 2018

Da Unionbirrai un Marchio di tutela della birra artigianale: presentazione ufficiale ad EurHop!

Da Unionbirrai un Marchio di tutela della birra artigianale: presentazione ufficiale ad EurHop!

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Il weekend che sta volgendo al termine segna un ulteriore passo avanti nella crescita e raggiungimento della maturità da parte della birra artigianale italiana: la presentazione al pubblico di un marchio di riconoscimento a tutela dei veri “birrifici artigianali italiani” e delle rispettive produzioni.

L’idea di creare un marchio distintivo per certificare l’artigianalità nel settore birrario era un’esigenza che già da tempo risultava percepita dai birrai delle micro e piccole imprese brassicole del nostro Paese, diventato una necessità ancor più concreta a seguito della regolamentazione normativa del settore (la cosidetta legge sulla birra artigianale) e dall’acuirsi della concorrenza di mercato tra le craft beer e le “crafty”, ovvero le imitazioni industriali che cercano di emulare nella veste, nella comunicazione e nelle ricette le birre artigianali autentiche.

 

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Ideatore e detentore del marchio è Unionbirrai, l’associazione più rappresentativa a livello nazionale dei produttori artigiani di birra, che in occasione di EurHop (più precisamente lo scorso sabato 13 ottobre 2018 alle ore 15), ha presentato in via ufficiale il marchio “INDIPENDENTE ARTIGIANALE UNA GARANZIA UNIONBIRRAI”, un logo che apparirà sulle etichette e la comunicazione dei veri birrifici artigianali indipendenti.

Il Direttore Generale di Uniobirrai Vittorio Ferraris spiega che l’intento sotteso al marchio è di  divenire “totalmente allineati con gli altri paesi che già hanno in essere questa iniziativa , come USA, UK, Australia, Francia e Irlanda , in quanto l’indipendenza è il vero segno distintivo della vere birre artigianali italiane. Chiaramente questo è un fatto che sta avvenendo in tutto il mondo, poiché la rivoluzione della birra artigianale si diffonde a livello globale. L’attività di Unionbirrai nella formazione di una associazione Europea, notizia di questi giorni, rafforza e sottolinea come questo fenomeno globale, vada tutelato in armonia con gli altri pasei dell’UE e non solo.
Il lancio di questo marchio garantirà ai produttori una comunicazione efficace del loro “status” quali veri artigianali indipendenti; per i consumatori invece sarà finalmente più semplice orientare i propri acquisti comprendendo in modo chiaro ed inequivocabile quali sono le vere birre artigianali, in un mercato dove le multinazionali della birra hanno instaurato una reazione atta, tra le altre cose, a confondere volontariamente il consumatore.”

 

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Il marchio, quindi, verrà rilasciato esclusivamente ai birrifici che rispettano tutti i parametri previsti dalla legge, di cui si riporta di seguito il testo integrale in merito alla definizione di birra e birrificio artigianale:

Si definisce birra artigianale la birra prodotta da piccoli birrifici indipendenti e non sottoposta, durante la fase di produzione, a processi di pastorizzazione e di microfiltrazione. Ai fini del presente comma si intende per piccolo birrificio indipendente un birrificio che sia legalmente ed economicamente indipendente da qualsiasi altro birrificio, che utilizzi impianti fisicamente distinti da quelli di qualsiasi altro birrificio, che non operi sotto licenza di utilizzo dei diritti di proprietà immateriale altrui e la cui produzione annua non superi 200.000 ettolitri, includendo in questo quantitativo le quantità di birra prodotte per conto di terzi.

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Concetti importanti, fissati da una norma arrivata in ritardo e da molti considerata ancora poco restrittiva su molti aspetti, che ha lasciato spazio a non poche polemiche in situazioni puntuali e particolari di affiliazione commerciale di piccoli birrifici a grandi gruppi. Concetti che, forse, sono difficili da condensare tutti in un marchio, ricchi di tecnicismi e definizioni non sempre chiari al “consumatore medio”.  Concetti, quindi, che richiedono un costante impegno da parte di tutti gli operatori del settore craft a favore della diffusione e divulgazione della cultura della birra tra i consumatori, soprattutto nei confronti di coloro che hanno un approccio generalista e poco appassionato verso il cibo.

Infatti, soprattutto per la birra artigianale italiana, che nasce quasi totalmente da materie prime di origine straniera e prodotte dalla grande industria, trovare una identità veramente artigianale e nazionale è un processo più ostico e contradditorio rispetto ad altre eccellenze enogastronomiche Made in Italy.  Certamente, la presenza di un “segno distintivo” dei birrifici e delle birre non può che essere un ulteriore messaggio di unità di un settore che sta vivendo grandi trasformazioni interne ed è soggetto a potenti pressioni del mercato, ma che deve avere il coraggio di innovarsi costantemente, seguendo la via che da tempo sta perseverando.

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Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Sono enologo e tecnologo alimentare, più per vocazione che per professione. Amo lavorare nelle cantine e nei birrifici, sperimentare nuove possibilità, insegnare (ad oggi sono docente al corso biennale “Mastro birraio” di Torino e docente di area tecnica presso l’IIS Umberto Primo – la celeberrima Scuola Enologica di Alba) e comunicare con passione e rigore scientifico tutto ciò che riguarda il mio lavoro. Grazie ad un po’ di gavetta e qualche delusione nella divulgazione sul web, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo portale. Non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Ma non solo, sono impegnato nell’avvio di un birrificio agricolo con produzione delle materie prime (cereali e luppoli) e trasformazione completamente a filiera aziendale (maltazione compresa): presto ne sentirete parlare!