Numero 17/2023

25 Aprile 2023

Microcomponenti della birra: scrigni di salute

Microcomponenti della birra: scrigni di salute

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La birra è una bevanda con moltissime proprietà benefiche sull’organismo umano, anche se la presenza dell’alcol la limita pesantemente in termini di biofunzionalità ed aspetti salutistici. Gli effetti positivi sulla salute sono da ricercarsi nella microcomponenti, che pur essendo meno dell’1%, sono rappresentati da importanti minerali ed elementi in tracce, vitamine, acidi organici, polifenoli e composti amari ed aromatici.

Gli elementi e i minerali presenti nella birra provengono per la maggior parte dal malto (potassio, magnesio e fosfati) e dall’acqua usata durante il processo tecnologico (calcio, solfati e cloruri). L’elevato contenuto di potassio (160-500 mg/l), contrapposto alla bassa concentrazione di sodio, può arrecare vantaggio nella terapia dell’ipertensione, nella profilassi dell’infarto cardiaco e stimolare la diuresi più di alcuni tipi di acque. Altri elementi presenti in notevole quantità sono il magnesio (circa 150 mg/l) e il fosforo (circa 500 mg/l). E’ invece da considerarsi vantaggioso il contenuto di rame, ferro e piombo, che sono presenti nella birra in quantità assolutamente trascurabili sotto il profilo nutrizionale e fisiologico. Le proprietà organolettiche della birra vengono influenzate negativamente da tali metalli, cosicché la tecnologia di produzione, e soprattutto la scelta di impianti idonei, permettono di ottenere birre pressoché esenti da tali elementi.

 

Le vitamine contenute nella birra derivano dal malto e molte appartengono al gruppo B, come l’acido pantotenico (0.4-1.2 mg/l). Sono presenti, inoltre, la vitamina C (20-50 mg/l), l’acido nicotinico (5-20 mg/l), la biotina (5 mg/l) ed altre in minor misura. Tutte le vitamine sono fosforilate e quindi in forma assimilabile dal nostro organismo (De Stefano e Montanari, 1996). Il contenuto di tiamina è basso (0.005-0.15 mg/l), pur essendone ricco il lievito. Questo fenomeno deriva essenzialmente dall’abitudine del consumatore moderno di pretendere una birra perfettamente limpida; la tecnologia di produzione provvede quindi ad un’accurata filtrazione che, togliendo ogni traccia di lievito prima della commercializzazione, determina contemporaneamente un impoverimento di tiamina nel prodotto.

I sali degli acidi organici influenzano il gusto della birra. I più rappresentati sono i citrati (circa 130 mg/l), che hanno potere antiossidante, i piruvati (circa 60 mg/l), i gluconati (circa 30 mg/l) e gli ossalati (circa 15 mg/l). I polifenoli della birra (150 – 300 mg/l) provengono per l’ 80% dal malto, mentre la restante quota deriva dal luppolo. La classe di polifenoli più rappresentata è quella delle proantocianidine, ma sono presenti anche acidi fenolici, catechine e flavonoli (soprattutto quercetina).

I polifenoli della birra si stimano intorno a 150-300 mg/l. Tra quelli presenti in forma monomerica ritroviamo gli acidi fenolici, i flavonoli, i loro glucosidi e le catechine. Le forma polimeriche derivano essenzialmente dalla condensazione di catechine. I polifenoli più rappresentati sono le proantocianidine (14-77 mg/l), seguite da catechine, quercetina , acido clorogenico, acido caffeico, acido ferulico, acido p-cumarico, acido gallico (in varie forme), miricetina e kempferolo. Ne sono stati individuati molti altri ancora, ma a concentrazioni talmente basse che non sono in grado di esercitare nessuna azione fisiologica. La maggior parte degli acidi fenolici presenti nella birra è in forma legata. I composti fenolici della birra, una volta assorbiti, contribuiscono ad incrementare la capacità antiossidante del plasma umano.

I composti amari derivano dall’uso luppolo, come descritto in dettaglio in precedenza. Il luppolo conferisce anche composti aromatici rappresentati da olii essenziali, quali monoterpeni e sesquiterpeni, alcoli terpenici (geraniolo e linalolo), esteri, aldeidi e chetoni. In parte, la componente volatile deriva dal processo fermentativo e dalle reazioni che avvengono nel corso dello stoccaggio-maturazione della birra giovane.

 

 

E’ comunque ovvio sottolineare che chi beve regolarmente birra non lo fa in considerazione della composizione chimica di questa bevanda, ma il bevitore di birra ricerca la soddisfazione della sete, l’accompagnamento gradevole di qualche pietanza, e essenzialmente un senso di appagamento e distensione.

Nel 4^ “Beer and Health symposium”, organizzato dai tecnici birrai Europei, è stato discusso sulle ultime evidenze scientifiche in merito alle proprietà salutistiche connesse ad moderato, ma costante, consumo di birra. E’ stato condiviso che molti di questi benefici sono unici della birra e derivano dai suoi ingredienti caratterizzanti, principalmente malto e luppolo. La ricerca scientifica, ad oggi, ha mostrato che bere moderatamente birra può: ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, ridurre il rischio di trombosi; regolarizzare la pressione sanguigna; migliorare il sistema di difesa immunitario; avere effetti antinfiammatori; migliorare la densità minerale nelle ossa, utile nel combattere l’osteoporosi; aiutare a combattere certi tipi di cancro; diminuire il rischio di demenza; proteggere contro il diabete di tipo II .

 

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Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Sono enologo e tecnologo alimentare, più per vocazione che per professione. Amo lavorare nelle cantine e nei birrifici, sperimentare nuove possibilità, insegnare (ad oggi sono docente al corso biennale “Mastro birraio” di Torino e docente di area tecnica presso l’IIS Umberto Primo – la celeberrima Scuola Enologica di Alba) e comunicare con passione e rigore scientifico tutto ciò che riguarda il mio lavoro. Grazie ad un po’ di gavetta e qualche delusione nella divulgazione sul web, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo portale. Non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Ma non solo, sono impegnato nell’avvio di un birrificio agricolo con produzione delle materie prime (cereali e luppoli) e trasformazione completamente a filiera aziendale (maltazione compresa): presto ne sentirete parlare!