Numero 01/2019

1 Gennaio 2019

Il 2019 birrario: previsioni e auspici per una rivoluzione italiana!

Il 2019 birrario: previsioni e auspici per una rivoluzione italiana!

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Il 2018 è stato per la birra italiana un anno travagliato, ma anche ricco di opportunità. Travagliato da malumori ed incertezze che hanno caratterizzato soprattutto il comparto artigianale, stretto da una concorrenza sempre più serrata tra un numero crescente di realtà produttive, ma anche minacciato dalle crafty e dalle mire di espansione della grande industria. Positivo perché, a fianco di un dinamismo inestinguibile sigillato dalla nascita di nuovi microbirrifici e da un continuo affermarsi delle birre italiane (artigianali e non) sui mercati e sui palchi di competizione straniere, finalmente si stanno gettando le basi per creare un’identità sempre più oggettiva e chiara della birra del nostro Paese. Un processo che, finalmente, sta coinvolgendo non solo più il popolo degli appassionati e degli operatori di settore, ma che sta diventando un fenomeno di massa capace di coinvolgere anche le sfere più intime della società. Non a caso, finalmente, le istituzioni nazionali hanno preso a cuore le grandi battaglie portate avanti dalle associazioni di categoria e gruppi di settore, trasformandole in concrete azioni di valorizzazione e tutela delle produzioni artigianali. In primis, in tal senso, bisogna ricordare la riduzione delle accise e la variazione delle modalità di determinazione dell’imposta, che porta ad uno sgravio dei costi alla produzione ed un primo passo di semplificazione a livello burocratico. Probabilmente, questa riduzione di imposta non porterà ad un vantaggio economico per i consumatori (non ci si attenda, insomma, una riduzione dei prezzi al consumo), ma certamente creerà qualche margine di utile in più per gli imprenditori, dando spazi a nuove opportunità di consolidamento e sviluppo delle aziende.

 

 

Recentissimo, anche l’accordo firmato tra l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, ed Unionbirrai, che apre la strada ad una nuova ed ufficiale collaborazione per la tutela della Birra artigianale, così come definita dalla legge 154/20165, la promozione della filiera e la salvaguardia dei consumatori.
L’accordo nello specifico riguarda la condivisione delle linee guida volontarie per gli associati ad Unionbirrai, relativamente alle pratiche di microfiltrazione e ai processi produttivi, l’attività di formazione a beneficio di produttori e consumatori, e soprattutto la possibilità di segnalare all’ICQRF abusi nell’uso della denominazione “Birra artigianale”. Un passo importante, che pone appunto le basi per una tutela legale di un prodotto, che potrà ambire in futuro al riconoscimento di ulteriori denominazioni d’origine.

Molto interessante osservare come nel 2018 sempre più birrifici abbiano puntato a realizzare birre IGA, così come a sviluppare innovative tecniche di produzione con l’affinamento in botte, la sperimentazione dell’uso delle anfore, l’impiego di luppoli, cereali ed altre materie prime di origine nazionale e coltivate, quindi, in Italia, legando così il prodotto finito in modo oggettivo al territorio di produzione.

 

 

Processi che, anche se ancora limitati in termini di volumi prodotti, garantiscono un volano di sviluppo e di innovazione assolutamente specifici e unici, probabilmente inimitabili e che saranno alla base della nuova rivoluzione del concetto di birra artigianale italiana, forse quella della piena maturità del settore, e di cui si stanno incominciando  a vedere gli abbozzi: birrifici artigianali, non necessariamente agricoli, in grado di reperire sul territorio italiano tutte le materie prime per realizzare tutte le proprie birre. O meglio ancora, birrifici agricoli, in grado di autoprodurre e trasformare completamente in azienda tutte le materie prime, dal campo alla bottiglia.

Un sogno?

Assolutamente no. La filiera della birra italiana (intendendo con questo concetto anche i produttori di impianti industriali), hanno di fatto sviluppato le tecnologie per riuscirsi, la ricerca in campo agrario sta mettendo a punto sistemi di coltivazione dei cereali e dei luppoli nei diversi microclimi italiani, il genio imprenditoriale non manca di dare contributi in termini di investimenti e di ricerca di nuovi canali di differenziazione.

Insomma, lo scenario per il 2019 birrario non è di certo sgombro di nubi, ma le prospettive di mercato ed i sogni che stanno diventando realtà, lasciano ampi margini per attendersi un anno importante, forse rivoluzionario!

 

 

E siccome iniziare un nuovo anno, significa anche stilare i bilanci del passato, desideriamo condividere con ognuno di voi gli strepitosi risultati maturati dal nostro Giornale della Birra nel 2018: superati i 50.000 followers sui social, oltre 500 nuovi articoli pubblicati nel solo ultimo anno (in media quasi due pubblicazioni ogni giorno), oltre 1400 post sulle pagine social ed un incremento di pubblico che ha consentito di superare stabilmente i 40.000 utenti mensili con oltre 1.000.000 di pagine visitate. Risultati supportati anche dal rinnovo grafico di Enciclopedia della Birra, un vero e proprio riferimento da più di 5 anni per i birrofili nazionali, ed il lancio di due nuovi portali collegati, che stanno muovendo i primi passi sulla scena del web: Cucinare con la Birra ed Hops Farmer!

Che il 2019 porti ad ognuno delle ottime birre e tante buone letture sulle nostre pagine!

Dalla tutta redazione di Giornale della Birra, Cheers!

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Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Sono enologo e tecnologo alimentare, più per vocazione che per professione. Amo lavorare nelle cantine e nei birrifici, sperimentare nuove possibilità, insegnare (ad oggi sono docente al corso biennale “Mastro birraio” di Torino e docente di area tecnica presso l’IIS Umberto Primo – la celeberrima Scuola Enologica di Alba) e comunicare con passione e rigore scientifico tutto ciò che riguarda il mio lavoro. Grazie ad un po’ di gavetta e qualche delusione nella divulgazione sul web, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo portale. Non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Ma non solo, sono impegnato nell’avvio di un birrificio agricolo con produzione delle materie prime (cereali e luppoli) e trasformazione completamente a filiera aziendale (maltazione compresa): presto ne sentirete parlare!