Numero 09/2021

4 Marzo 2021

Esperimenti brassicoli: Il progetto CO/LAB series

Esperimenti brassicoli: Il progetto CO/LAB series

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Il mondo brassicolo ormai ci ha abituati a qualsiasi esperimento e stranezza. Produzioni sopra le righe, aggiunte più o meno fantasiose e processi produttivi che escono dal canonico.
Le IGA (ItalianGrape Ale) mi hanno sempre affascinato. Prima cosa, è quel prodotto che mette a tacere chi deve sempre scegliere se il vino o la birra, e volentieri a discapito di quest’ultima.
Mentre questi due mondi sono in competizione, fomentata il più delle volte dai consumatori stessi, lo stile della IGA ne esalta la convivenza facendo da anello di congiunzione tra due realtà non poi così distanti.

 

La ItalianGrape Ale è l’unico stile italiano riconosciuto nel BJCP (BeerJudgeCertification Program), e prevede l’uso di mosto d’uva unito al mosto classico di malto d’orzo.
Spesso il risultato finale di queste fermentazioni viene poi fatto maturare in botti, assumendo una grande complessità.
Il progetto CO/LAB Series, di cui vi racconto oggi, nasce proprio da una collaborazione tra il mondo birra e il mondo vino.
Matteo di Addezio, birraio del Microbirrificio Quattro Venti, e Alessio Ricciuti, enologo, sono prima di tutto due grandi amici. Due professionisti del settore che, al posto di guardarsi male ognuno sulla propria sponda del fiume, hanno deciso di tendersi la mano, mettere a disposizione l’un l’altro le proprie conoscenze, per creare un progetto condiviso.

 

L’idea è quella di rendere omaggio alle materie prime locali, siamo in Abruzzo, dell’anno di riferimento.
Nasce così nel 2019 la OAK, una Wild Stout affinata in barrique per 11 mesi con l’impiego di mele Cotogne, e nel 2020 la IGA, che utilizza uve abruzzesi.
Nella OAK 2019, la Wild Stout, il grande lavoro è stato fatto nelle fermentazioni.
Una prima fermentazione alcolica in acciaio, successivamente una fermentazione lattica di stabilizzazione, addizionate di mele cotogne evolute in legno, ingrassata da bâtonnage quotidiani per 11 mesi ed infine la fermentazione in bottiglia.
L’assaggio è stato complesso e sorprendente per l’equilibrio.
Non è esplosiva, è perfettamente bilanciata con una bassa carbonazione che ne aumenta la bevibilità. Ci trovo i sentori da stout, più tutta una parte acidula e una sensazione agrumata candita.
Una bevuta decisamente fuori dagli schemi, ma molto piacevole.
La IGA 2020 invece, arriva da un lavoro di ricerca estremamente minuzioso. Una ricerca costante per creare un prodotto pulito e ancora una volta molto bilanciato.

 

Una bevuta più facile questa. Toni decisamente più freschi, quasi floreali. Un corpo esile, una buona carbonazione, e un percorso che chiude con un acidulo fresco, dopo essere partito con sentori dolci e poi via via sempre più agrumati.
Sarebbe interessante, per entrambe le referenze, un po’ di invecchiamento puramente a scopo didattico e,
diciamocelo, un briciolo di curiosità.
Grazie a Gilberto Di Virgilio ho avuto la possibilità, e la fortuna, di assaggiare due produzioni decisamente singolari quanto appaganti.
Sono quelle esperienze che per un degustatore, o semplicemente per un appassionato, divertono e arricchiscono davvero molto.
Non è la voglia di creare un prodotto strano per forza, in questi assaggi ho percepito realmente tutto il lavoro fatto prima e durante la realizzazione di queste collaborazioni.
Ancora una volta in Italia sappiamo fare sia il vino, sia la birra!

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Info autore

Daniele Bertozzi

Novarese, classe1981.
Un viaggio in Belgio per scoprire che la birra è molto di più di quello che trovi nei supermercati e che, a dire il vero, poco mi è sempre piaciuta (tranne rare occasioni…).
Cercavo emozione tra gli scaffali e non l’ho quasi mai trovata!
Ho vissuto come tanti colleghi il “rinascimento birraio italiano” che dà ancora oggi tante possibilità e soddisfazioni a livello personale e professionale.
La passione è sempre cresciuta costantemente tra eventi, formazione, fino a giungere ai corsi di Unionbirrai con relativi esami e il conseguimento del titolo di Unionbirrai Beer Taster.
Il mondo birra diventa più di una sola passione, e ad oggi mi occupo di docenze e organizzazione di corsi ed eventi vari di formazione tra Piemonte e Lombardia.
Oltre alla birra adoro viaggiare, la musica e il buon cibo.
Curo una pagina Instagram come “Arte_birra” e ho anche pensato di fare l’homebrewer… sì, ma l’ho sempre solo pensato…